POLITICA

A Palermo scontro sul velo islamico: Fratelli d'Italia raccoglie le firme, il Pd attacca

La campagna di FdI contro il velo islamico accende una (nuova) querelle politica in città, che si trasforma in uno scontro tra centrodestra e centrosinistra

  • Pubblicato il
    19 ottobre 2026

I gazebo di Fratelli d'Italia per la raccolta firme contro il velo islamico

La campagna di Fratelli d’Italia contro il velo islamico accende una (nuova) querelle politica a Palermo, trasformando l'iniziativa in un fronte di scontro tra centrodestra e centrosinistra.

La campagna contro il velo islamico

Mentre la deputata Carolina Varchi e i vertici regionali del partito rivendicano il gazebo di domenica 18 ottobre, in via Magliocco, come «una battaglia fondamentale per la libertà e la dignità delle donne», dall'opposizione si solleva una ferma protesta: l'iniziativa viene bollata dalle forze di centrosinistra come una »propaganda ideologica, estranea alle emergenze di chi oggi si trova a fare i conti con l'assalto ai supermercati e il carovita».

«In queste ore, c’erano varie lamentele da parte dei cittadini – racconta a Balarm il consigliere dell’Ottava Circoscrizione Emanuele Maria Marino -. Sentivo che non ci fosse nemmeno l’acqua (se non quella frizzante), alcuni tipi di verdura, frutta o yogurt. Ho girato questi video al supermercato. Scaffali vuoti, mentre autotrasportatori e agricoltori, soprattutto al Sud, protestano contro il caro carburanti e il carovita. Nel frattempo, a Palermo Fratelli d’Italia raccoglie firme contro il velo islamico.

L’ennesima arma di distrazione di massa del partito di Giorgia Meloni - aggiunge -. Carburanti, bollette, salari bassi e spesa sempre più cara. Sono questi i problemi reali che pesano ogni giorno su imprese e lavoratori. Siamo di fronte all'ennesimo fallimento del governo Meloni a livello nazionale e locale. Rispondere alle sofferenze economiche delle famiglie con la solita propaganda ideologica significa sottovalutare gravemente la capacità di giudizio dei cittadini, che vivono ogni giorno sulla propria pelle l’incapacità di questa destra».

Il consigliere dell’Ottava Circoscrizione, come detto, fa riferimento alla campagna “Nessuna resti nascosta”, l’iniziativa nazionale di Fratelli d’Italia, a sostegno della proposta di legge contro l’integralismo islamico, che, come scrive la deputata Carolina Varchi, sui social, ieri, a Palermo, in via Magliocco, «ha visto una grande partecipazione di cittadini. Presente anche l’onorevole Sara Kelany, prima firmataria della proposta. Una battaglia per difendere la libertà e la dignità delle donne, contrastare ogni forma di sopraffazione e tutelare i diritti fondamentali».

Le critiche dell'opposizione

«Ancora una volta Fratelli d'Italia si esibisce in un'operazione di distrazione di massa, usando le donne come puro strumento di propaganda. Raccolgono firme contro l’uso del velo islamico sostenendo di voler liberare le donne. Ma perché non li abbiamo mai visti raccogliere firme contro la violenza di genere? - attacca la segretaria provinciale del Pd, Teresa Piccione - Perché non si battono contro la scarsa occupazione femminile o per un congedo parentale paritario che sostenga davvero il lavoro di cura in famiglia? Non li vediamo mai denunciare i fenomeni di sfruttamento, né lottare per una vera parità di genere, ignorata persino nella nuova legge elettorale.

D’altra parte, cosa ci si può aspettare da un partito che ha espresso una donna alla guida del governo, ma si ostina a chiamarla “il Presidente”, cancellandone di fatto l’identità femminile? La verità è che il tema del velo è solo un pretesto. Serve a non parlare di corruzione, inflazione e carovita. Serve a distogliere l'attenzione da salari bassi e insufficienti, rincari di carburanti ed energia, disoccupazione, mancanza di alloggi, perdita del potere di acquisto e dalle continue tragedie sul lavoro. È solo un modo per nascondere l'inefficacia del loro governo: il più lungo della storia repubblicana, ma anche il più inconcludente».


Per la consigliera comunale Mariangela Di Gangi: «Le meloniane pensano al burqa. Il Sud lotta contro il carovita. Mentre Fratelli d’Italia dava fiato alla sua propaganda, noi eravamo al Porto di Palermo per ricordare quali sono i problemi che pesano davvero sulla vita delle persone: spesa, carburanti, stipendi che non bastano. Mentre il Sud si ferma per il carovita e la crisi economica, loro soffiano sulla propaganda.

Non mi risulta che il burqa faccia aumentare i prezzi - continua Di Gangi -. Le politiche del governo Meloni, invece, stanno massacrando famiglie e imprese. Si preoccupino di dare risposte ai siciliani, invece di chiudersi nei salotti e nascondersi davanti ai problemi veri. Abbiamo sentito il bisogno di scendere in piazza per evitare che un episodio di una gravità inaudita passasse inosservato.

Abbiamo scelto di parlare con palermitane e palermitani - conclude -: nessuno di loro si sveglia la mattina pensando che il problema sia il burqa. Anzi, pensano come pagare l’affitto o fare la spesa. Abbiamo trovato sgradevole appellarsi ai diritti delle donne: se si vuole difendere la dignità delle donne, sono altre le azioni che il governo dovrebbe fare, come, per esempio, investire sui servizi che liberino le donne dal carico del lavoro di cura».
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