A "Tu sì que vales" una lezione di umanità: chi è il siciliano Gioele Giotti, che incanta
Il 25enne transgender racconta la sua storia e il sostegno della famiglia, in particolare del padre. Poi canta "Lose control" ottenendo una standing ovation
Gioele Giotti, da Monreale a "Tu sì que vales"
Una serata ricca di emozioni che vengono direttamente dalla Sicilia e in particolare da Monreale, quella di ieri, domenica 1 novembre, durante la quinta puntata di "Tu si que vales" su Canale 5. Un giovane di 25 anni, Gioele Giotti, ha incantato il pubblico e la giuria del programma condotto da Maria De Filippi, sia con la sua voce che con il suo messaggio d'amore.
Vine annunciato da Elisabetta Canalis e da quando calca le scene a quando scende dal palco, cattura l'attenzione di tutti. «Mi chiamo Gioele, ho 25 anni e nella vita faccio l'autista - dice -. Sono qui per cantare, la musica per me è tutto. Anche se purtroppo non ho la possibilità di studiare, ho iniziato a cantare quando avevo 20 anni, quando finalmente ho trovato la mia voce, la mia vita. Per fare quello che faccio oggi ci vuole tantissimo coraggio però devo dire che non mi è mai mancato, come anche l'emozione».
Poi racconta apertamente la sua storia, con una naturalezza, seppure fosse visibilmente emozionato, che conquista i presenti e senza dubbio anche il pubblico a casa. «Sono un ragazzo transgender - continua -. Nella mia vita ho dovuto conquistare ogni singola cosa. A 20 anni ho iniziato le terapie e sono stato fortunato perché la mia famiglia mi ha sostenuto sempre in tutto, soprattutto il mio papà, una grande fortuna. Mentre stavo chiuso in camera, perchè quando non stai bene con te stesso non hai voglia di fare nulla, lui usciva e andava in ospedali e tribunali, confrontandosi con una realtà che ancora non è pronta, per darmi la vita che meritavo di vivere». E poi aggiunge: «Se sono la persona che sono oggi è grazie a lui, sono qui per renderlo fiero e sono sicuro che in qualsiasi modo lui mi sta guardando».
Ormai gli scogli più grandi li ha affrontati, anche quello di stare in piedi davanti al Paese per parlare di sé. Ma Gioele non pensa soltanto a raccontarsi, ha qualcosa da dire anche a chi lo ascolta: «Sono qui soprattutto anche per mandare un messaggio con la mia voce, per ispirare e dare forza e il coraggio per vivere la propria vita anche a quelli che non hanno avuto la mia fortuna e dire loro che non è mai troppo tardi».
Una voce che se fosse stato lì presente «Avrebbe reso fiero papà - conclude - è il mio fan numero uno e anche se è sempre di parte mi avrebbe detto che ho dato tutto quello che potevo». Si può guardare l'intera esibizione online.
«Come sindaco, desidero sottolineare la straordinarietà del messaggio che Gioele ha voluto condividere con il grande pubblico televisivo - aggiunge-. Nel raccontare la sua storia e nel ricordare la figura insostituibile del padre - che lo ha sostenuto con amore incondizionato nel suo percorso di transizione - Gioele ha ricordato a tutti noi quanto sia fondamentale l'accoglienza, il sostegno familiare e il rispetto per la dignità di ogni individuo. La sua testimonianza è un faro di speranza e un modello per tanti giovani che affrontano sfide simili. Per celebrare questo trionfo che riempie d'orgoglio la nostra comunità, ho provveduto a invitare ufficialmente Gioele Giotti presso il Palazzo Comunale. Vogliamo riceverlo di persona per consegnargli un riconoscimento ufficiale a nome di tutta Monreale. La nostra città. I nostri più sinceri complimenti e l'augurio di un futuro ricco di grandi traguardi».
La sua storia
Evidentemente emozionato, quando è salito sul palco ha raccontato al pubblico presente in studio e all'Italia la sua storia che lega il canto e il sostegno della sua famiglia alle difficoltà che ha incontrato durante il suo cammino, superate anche grazie all'amore incondizionato che ha ricevuto. Nel ricordare la figura insostituibile del padre, che lo ha sostenuto nel suo percorso di transizione, Gioele ha proprio dato voce, è il caso di dirlo, a una profonda lezione di umanità.Vine annunciato da Elisabetta Canalis e da quando calca le scene a quando scende dal palco, cattura l'attenzione di tutti. «Mi chiamo Gioele, ho 25 anni e nella vita faccio l'autista - dice -. Sono qui per cantare, la musica per me è tutto. Anche se purtroppo non ho la possibilità di studiare, ho iniziato a cantare quando avevo 20 anni, quando finalmente ho trovato la mia voce, la mia vita. Per fare quello che faccio oggi ci vuole tantissimo coraggio però devo dire che non mi è mai mancato, come anche l'emozione».
Poi racconta apertamente la sua storia, con una naturalezza, seppure fosse visibilmente emozionato, che conquista i presenti e senza dubbio anche il pubblico a casa. «Sono un ragazzo transgender - continua -. Nella mia vita ho dovuto conquistare ogni singola cosa. A 20 anni ho iniziato le terapie e sono stato fortunato perché la mia famiglia mi ha sostenuto sempre in tutto, soprattutto il mio papà, una grande fortuna. Mentre stavo chiuso in camera, perchè quando non stai bene con te stesso non hai voglia di fare nulla, lui usciva e andava in ospedali e tribunali, confrontandosi con una realtà che ancora non è pronta, per darmi la vita che meritavo di vivere». E poi aggiunge: «Se sono la persona che sono oggi è grazie a lui, sono qui per renderlo fiero e sono sicuro che in qualsiasi modo lui mi sta guardando».
Ormai gli scogli più grandi li ha affrontati, anche quello di stare in piedi davanti al Paese per parlare di sé. Ma Gioele non pensa soltanto a raccontarsi, ha qualcosa da dire anche a chi lo ascolta: «Sono qui soprattutto anche per mandare un messaggio con la mia voce, per ispirare e dare forza e il coraggio per vivere la propria vita anche a quelli che non hanno avuto la mia fortuna e dire loro che non è mai troppo tardi».
L'esibizione
La sua emozione non tradisce la sua voce che si libera subito dopo con “Lose Control” di Teddy Swims, un'intensa ballata soul-R&B che esplora la vulnerabilità emotiva e la dipendenza affettiva legata all'assenza della persona amata. Un'esibizione con "senso della misura e sensibilità" come dicono Rudy Zerbi, Paolo Bonolis e Luciana Littizzetto, che ottiene la standing ovation da parte del pubblico. E lo premia anche la giuria popolare, sottolinea Sabrina Ferilli, lo apprezza al 98%»Una voce che se fosse stato lì presente «Avrebbe reso fiero papà - conclude - è il mio fan numero uno e anche se è sempre di parte mi avrebbe detto che ho dato tutto quello che potevo». Si può guardare l'intera esibizione online.
L'emozione a Monreale
Emozione e immenso orgoglio attorno a uno dei suoi giovani talenti arriva anche dal sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono, che, insieme all’Amministrazione comunale sottolinea come «salire su un palco così prestigioso e conquistare una standing ovation non è solo il frutto di un talento vocale fuori dal comune e di un’interpretazione magistrale del brano di Teddy Swims , ma è il risultato di un percorso di autenticità, passione e coraggio».«Come sindaco, desidero sottolineare la straordinarietà del messaggio che Gioele ha voluto condividere con il grande pubblico televisivo - aggiunge-. Nel raccontare la sua storia e nel ricordare la figura insostituibile del padre - che lo ha sostenuto con amore incondizionato nel suo percorso di transizione - Gioele ha ricordato a tutti noi quanto sia fondamentale l'accoglienza, il sostegno familiare e il rispetto per la dignità di ogni individuo. La sua testimonianza è un faro di speranza e un modello per tanti giovani che affrontano sfide simili. Per celebrare questo trionfo che riempie d'orgoglio la nostra comunità, ho provveduto a invitare ufficialmente Gioele Giotti presso il Palazzo Comunale. Vogliamo riceverlo di persona per consegnargli un riconoscimento ufficiale a nome di tutta Monreale. La nostra città. I nostri più sinceri complimenti e l'augurio di un futuro ricco di grandi traguardi».
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