ARTE E ARCHITETTURA

Frequenze mediterranee a Palermo: una nuova installazione (sospesa) al Museo Riso

Il 31 ottobre Michelangelo Penso inaugura una nuova installazione site-specific nell’atrio del Museo Riso di Palermo tra onde, vibrazioni, materia e suono

Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    30 ottobre 2026

L'installazione "Mediterranean frequencies" di Michelangelo Penso

Frequenze, vibrazioni, alterazioni, discromie. Michelangelo Penso da tempo indaga le inevitabili conseguenze che possono avere nel momento in cui attraversano lo spazio fisico.

Da questa ricerca nasce “Mediterranean frequencies” installazione site-specific sospesa, a cura di Leo Lecci, che sabato 31 ottobre alle 18.00 si inaugura nell’atrio del RISO – Museo regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo. L’installazione in PVC nasce nell’ambito del progetto Opere in Cantiere, ed entra nel percorso di visita: gli artisti interpretano lo spazio che è sottoposto a restauro.

Michelangelo Penso, da anni impegnato in una ricerca di respiro internazionale, indaga le relazioni tra arte, scienza e tecnologia, esplorando le strutture invisibili che regolano la materia e ne determinano le trasformazioni.

Penso ha lavorato sul porticato dell’atrio centrale di Palazzo Riso e sulla sua specifica identità culturale e geografica: tramite strutture modulari in PVC, ispirate al movimento delle onde, alle correnti marine e alle sonorità portuali, nasce una scultura tridimensionale sospesa nell’architettura dell’atrio monumentale, che precede il cantiere.

La configurazione plastica traduce in forma una trama di sollecitazioni, ritmi e variazioni, restituendo una percezione sensibile di fenomeni altrimenti impercettibili.

Il Mediterraneo costituisce il nucleo concettuale dell’opera: un campo di scambi e stratificazioni, attraversato da culture, memorie, linguaggi e identità che nel corso dei secoli hanno generato nuove forme e significati.

La sua geografia diventa materia di una riflessione sulla circolazione, sulla risonanza e sulla continua riscrittura delle relazioni umane. “Nel non-tempo del Mediterraneo, la storia non è più una linea, ma una frequenza. Le civiltà si ascoltano, interferiscono, risuonano” spiega Michelangelo Penso.

“Mediterranean frequencies” è di fatto una scultura viva, che reagisce – data la flessibilità del materiale - alle sollecitazioni ambientali, introducendo una componente di variabilità che richiama il movimento incessante del mare, modificato dal vento, dalle maree e dalle correnti. L’opera assume così una configurazione aperta, nella quale la forma conserva una propria instabilità e si presta a differenti percezioni dello spazio.

Mediterranean Frequencies nasce anche dalla collaborazione dell’artista con il compositore Christophe Floquet e il soprano Cynthia Ranguis, che proporranno una loro esibizione durante il vernissage. La componente sonora amplia la ricerca di Michelangelo Penso, intrecciando scultura, musica e voce in una costruzione percettiva in cui lo spazio architettonico partecipa attivamente all’esperienza dell’opera.
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