Il nuovo polo dell'arte contemporanea in Sicilia: tra mostre, talk, progetti e residenze
La Fondazione Sant’Elia avvia la nuova fase di rilancio istituzionale e culturale come nuovo centro della creatività e “laboratorio delle idee” del Mediterraneo
Palazzo Sant'Elia, facciata. (Foto Marcello Messineo)
La Fondazione Sant’Elia di Palermo diventa, nella sua veste rinnovata, un nuovo polo di produzione della creatività contemporanea e “laboratorio delle idee” del Mediterraneo. Costituita a fine 2010 dalla volontà dell’allora Provincia regionale di Palermo, avvia la nuova fase di rilancio istituzionale e culturale orientata al rafforzamento della propria dimensione internazionale e alla costruzione di programmi interdisciplinari per approfondire il legame tra la creatività contemporanea e la storia e il dialogo culturale tra i Paesi del Mediterraneo “globale”.
La nuova governance dell’istituzione siciliana è presieduta da Eduardo De Filippis e si avvale della direzione della sovrintendente Patrizia Monterosso. Su impulso di Roberto Lagalla, sindaco di Palermo e presidente della Città Metropolitana, la nuova governance intende consolidare il proprio ruolo di “laboratorio urbano delle idee” e di centro di produzione tra artisti, curatori, studiosi e istituzioni nazionali e internazionali, attraverso un modello curatoriale aperto e multisettoriale.
Il board curatoriale è formato da Cesare Biasini Selvaggi, Gianluca Collica e Patrizia Monterosso. "Ora d’oro. Percezioni variabili" nasce dalla necessità di interrogare il presente in un momento storico segnato da conflitti, instabilità, crisi dei riferimenti condivisi e crescente difficoltà nel distinguere la realtà dalla sua rappresentazione. In un’epoca dominata dall’accelerazione, dalla sovrapproduzione delle immagini e da una comunicazione sempre più immediata e semplificata, la percezione stessa della realtà appare fragile e continuamente esposta alla manipolazione, alla spettacolarizzazione e all’indifferenza. Gli artisti sono stati chiamati a confrontarsi, attraverso linguaggi e prospettive differenti, con questa condizione del presente.
Le opere selezionate, in dialogo con l’architettura e le caratteristiche di Palazzo Sant’Elia, un prestigioso esempio di architettura settecentesca nel cuore di Palermo, non offrono una risposta definitiva alla complessità del mondo, ma costruiscono un “luogo” nel quale quella complessità può nuovamente essere attraversata e interrogata.
Un nuovo polo dell'arte contemporanea
Nelle sue due sedi monumentali di Palazzo Sant’Elia e del Loggiato di San Bartolomeo affacciato sul Foro Italico, la Fondazione produce mostre, residenze d’artista, talk pubblici, workshop e progetti educativi in collaborazione con scuole, università, accademie di belle arti e centri di ricerca.La nuova governance dell’istituzione siciliana è presieduta da Eduardo De Filippis e si avvale della direzione della sovrintendente Patrizia Monterosso. Su impulso di Roberto Lagalla, sindaco di Palermo e presidente della Città Metropolitana, la nuova governance intende consolidare il proprio ruolo di “laboratorio urbano delle idee” e di centro di produzione tra artisti, curatori, studiosi e istituzioni nazionali e internazionali, attraverso un modello curatoriale aperto e multisettoriale.
La mostra "Ora d'oro. Percezioni variabili"
Patrizia Monterosso, manager culturale d’esperienza già al timone della Fondazione Federico II e della Fondazione Riv dedita alla cultura e all’inclusione sociale, inaugura questo nuovo corso con la nuova identità visiva dell’istituzione siciliana e la mostra dal titolo "Ora d’oro. Percezioni variabili". L’esposizione, in programma dal 14 novembre 2026 al 15 aprile 2027, riunisce opere di artisti di fama internazionale: Mirosław Bałka, Jonas Burgert, Martin Eder, Silvia Giambrone, Ilya ed Emilia Kabakov, Shirin Neshat, Alfredo Pirri, Anselm Reyle e Thomas Schütte.Il board curatoriale è formato da Cesare Biasini Selvaggi, Gianluca Collica e Patrizia Monterosso. "Ora d’oro. Percezioni variabili" nasce dalla necessità di interrogare il presente in un momento storico segnato da conflitti, instabilità, crisi dei riferimenti condivisi e crescente difficoltà nel distinguere la realtà dalla sua rappresentazione. In un’epoca dominata dall’accelerazione, dalla sovrapproduzione delle immagini e da una comunicazione sempre più immediata e semplificata, la percezione stessa della realtà appare fragile e continuamente esposta alla manipolazione, alla spettacolarizzazione e all’indifferenza. Gli artisti sono stati chiamati a confrontarsi, attraverso linguaggi e prospettive differenti, con questa condizione del presente.
Le opere selezionate, in dialogo con l’architettura e le caratteristiche di Palazzo Sant’Elia, un prestigioso esempio di architettura settecentesca nel cuore di Palermo, non offrono una risposta definitiva alla complessità del mondo, ma costruiscono un “luogo” nel quale quella complessità può nuovamente essere attraversata e interrogata.
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