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Le balene (eroine) a difesa del Mediterraneo: la storia sorprendente di "Perseade"

Manfredi Ziino, guida whale watching, trasforma in un poema epico la sua esperienza a bordo della barca a vela "Persea" durante un viaggio verso Ustica

Federica Dolce
Giornalista, avvocato e scrittrice
  • Pubblicato il
    15 ottobre 2026

Manfredi Ziino a Bordo della "Persea"

Oggi ci sono diversi modi per raccontare il mare. Si può fotografarlo, attraversarlo, studiarlo. Oppure si può ascoltarne il respiro e trasformarlo in una storia. È quello che ha fatto Manfredi Ziino, guida whale watching certificata, velista e comunicatore, da anni impegnato nella conoscenza e nella tutela dell’ambiente marino.

La barca a vela Persea

La sua esperienza a bordo della barca a vela Persea, insieme all’armatore Salvatore Sorci, è diventata prima osservazione, poi ricerca, infine racconto. E oggi prende la forma di "La Perseade – Gesta per Mare di un Pod Eroico", un poema epico contemporaneo nel quale il Mediterraneo torna a essere luogo di avventura, ma anche territorio fragile da difendere. Il libro nasce da una navigazione verso Ustica, nella primavera del 2025, durante un’attività di monitoraggio dei cetacei.

Un viaggio apparentemente come tanti, destinato però a lasciare una traccia diversa. «Tutto è nato un po’ per caso a bordo della barca a vela Persea, durante una navigazione verso Ustica nella primavera del 2025, dedicata al monitoraggio dei cetacei. Erano i giorni in cui si parlava dei set dell'Odissea di Nolan a Favignana e alle Isole Eolie e, quasi per gioco, ho iniziato a immaginare me e Salvatore Sorci, l’armatore di Persea, come guerrieri epici: veri protettori del mare, impegnati a contrastare le minacce dell’uomo per difendere i cetacei».

Da quella fantasia nasce un mondo. Ma soprattutto nasce un modo nuovo di parlare di ambiente senza trasformare la tutela in una lezione. Perché il mito, spiega Ziino, appartiene da sempre al Mediterraneo. È la lingua attraverso la quale questo mare ha raccontato se stesso per millenni: uomini, divinità, creature fantastiche, viaggi e pericoli. In "La Perseade", quella voce antica torna a parlare del presente. «Il mito è il modo in cui il Mediterraneo si è sempre raccontato: da Omero in poi, questo mare è stato attraversato da eroi, mostri e divinità. Mi è sembrato naturale restituirgli quella voce, facendo dei cetacei e di chi li osserva i protagonisti di un’epica contemporanea».

Il mare smette di essere uno sfondo

E così il mare smette di essere soltanto uno sfondo. Diventa protagonista. Diventa creatura viva, spazio da conoscere, custodire e, prima ancora, rispettare. Nel poema, le minacce che incombono sull’ecosistema marino assumono le sembianze di mostri mitologici: le Quattro Piaghe del Mare. La Regina delle Reti Invisibili, il Signore del Tuono Sommerso, il Gigante dalle Rotte Cieche e il Predatore delle Maglie sono personaggi fantastici solo nella forma, perché ciò che rappresentano appartiene alla realtà quotidiana del Mediterraneo: reti fantasma e plastica, rumore subacqueo, traffico navale, pressione della pesca e catture accidentali.

Anche un progetto come questo è stato riconosciuto nell’ambito del concorso nazionale "Nel Profondo: creatività e sostenibilità per il mare", dove L’Ombra di Plastis, canto tratto da Perseade, ha vinto nella categoria Scrittura. «Dietro questi nomi ci sono problemi reali, che in mare si vedono da vicino: le reti fantasma e la plastica che intrappolano gli animali, il rumore subacqueo, il traffico navale che attraversa le rotte dei cetacei senza vederli, la pressione della pesca sugli equilibri dell’ecosistema».

È qui che il racconto di Ziino assume una forza particolare. Perché il problema non è un mare lontano, esotico, appartenente a documentari e spedizioni scientifiche. È il mare che abbiamo davanti agli occhi. Quello che guardiamo dalle coste di Palermo. Quello nel quale, spesso senza saperlo, vivono e transitano specie di cetacei.

«Vorrei che il lettore capisse che il Mediterraneo non è uno sfondo o un panorama da cartolina, ma un essere vivo e fragile, abitato da creature straordinarie a pochi chilometri dalle nostre coste. Molti palermitani non sanno che nel nostro golfo vivono o transitano quasi tutte le otto specie di cetacei regolarmente presenti nel Mediterraneo: noi abbiamo avvistato tursiopi, delfini comuni, stenelle striate e capodogli. Conoscere è il primo passo per proteggere».

Conoscere, dunque, prima ancora di salvare. Guardare prima ancora di intervenire. È una filosofia che sta alla base di SiamoPod, la community nata dall’incontro tra la passione per la vela, la divulgazione e la citizen science. A bordo di Persea, le uscite di whale watching diventano occasioni di osservazione e raccolta di dati sui cetacei. Non semplici escursioni, dunque, ma esperienze nelle quali il cittadino può diventare parte di un processo di conoscenza del mare.

Oggi la community conta circa duecento persone e proprio questa partecipazione rappresenta, per Ziino, una delle strade possibili per il futuro del Mediterraneo. «Immagino un mare vissuto sempre più con rispetto e custodito non solo dagli addetti ai lavori. È lo spirito di SiamoPod, la community di citizen science che ho fondato insieme a Salvatore Sorci e che oggi conta circa duecento persone: cittadini comuni che, durante le nostre uscite di whale watching in barca a vela, raccolgono dati sui cetacei con metodo e contribuiscono così alla ricerca».

La parola chiave è partecipazione. Perché la tutela del mare non può essere affidata soltanto a chi lo studia professionalmente. Può cominciare da un gesto molto più semplice: osservare, informarsi, cambiare alcune abitudini. «L’azione concreta che vorrei diventasse di tutti è proprio questa: guardare il mare con attenzione e partecipare. Può voler dire segnalare un avvistamento, ridurre la plastica che usiamo ogni giorno, scegliere un pescato responsabile, sostenere chi fa monitoraggio. La tutela non è un gesto eroico isolato, ma la somma di tante piccole scelte quotidiane».

Le Quattro Piaghe del mare

È forse questa la vera sfida che "La Perseade" consegna al lettore. Non soltanto raccontare le quattro Piaghe del Mare, ma restituire a ciascuno la percezione di avere una responsabilità. Perché quando un animale rimane impigliato in una rete fantasma, quando il rumore delle imbarcazioni altera l’ambiente acustico, quando la plastica finisce in mare, non è un problema che accade altrove.

È il risultato, diretto o indiretto, del rapporto che abbiamo costruito con il pianeta. E dopo il poema, il viaggio di Ziino non sembra destinato a fermarsi. La vela lo accompagna fin dall’infanzia, dagli Optimist alle diverse classi da regata, e oggi torna come strumento di conoscenza e di sensibilizzazione. Il progetto narrativo, intanto, guarda già oltre.

«Sto iniziando a lavorare a una versione in prosa dell’opera, il romanzo “I Difensori del Soffio”, la cui uscita è prevista, spero, per l’estate 2027. In futuro mi piacerebbe dedicare una trilogia alle Piaghe del Mare. Parallelamente continuerò a portare avanti SiamoPod, perché scrivere e navigare sono per me due facce dello stesso impegno: raccontare il mare e, insieme, prendersene cura».

Forse è proprio qui che il mito ritrova la sua funzione più antica: non raccontare soltanto ciò che siamo stati, ma suggerire ciò che possiamo ancora diventare. In fondo, non servono eroi con corazze e spade per difendere il Mediterraneo. Servono occhi capaci di riconoscerlo, persone disposte ad ascoltarlo, gesti quotidiani capaci di rispettarlo. La Perseade prende mostri, eroi e divinità e li porta dentro il nostro presente, là dove il mare non è una leggenda ma una responsabilità. Perché il Mediterraneo non ha bisogno di essere conquistato. Ha bisogno di essere custodito. E il primo gesto per farlo è smettere, semplicemente, di considerarlo infinito.
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