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Marco Lo Bue: accusato, risponde alle illazioni

Circa le illazioni del Corriere della Sera, che accusa Marco Lo Bue di aver vinto un importante concorso per merito di raccomandazione, giunge la replica

  • Pubblicato il
    3 dicembre 2012

Marco Lo Bue, 28enne avvocato palermitano, è stato accusato da Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di lunedì 3 dicembre di aver vinto il concorso come funzionario all'antitrust solo per mera raccomandazione. Sono in molti coloro che hanno seguito passo passo i sacrifici del ragazzo e non lesinano stupore. Di seguito la sua risposta alle illazioni:

Sono davvero amareggiato per quanto pubblicato sul Corriere della Sera. Per trasparenza voglio illustrare brevemente come si è svolto il concorso pubblico al quale ho preso parte.
In primo luogo, la commissione era composta da un Professore universitario e da due dirigenti dell'AGCM, figure di alto profilo. Il concorso si articolava in tre fasi: innanzitutto esame per titoli: sono stati valutati positivamente il mio dottorato, il fatto che fossi avvocato, la laurea con 110 e lode e le esperienze all'estero presso la Corte di giustizia UE e alla London School of Economics.
Successivamente, in cinquanta siamo stati ammessi agli scritti, laddove un concorrente è stato invitato dalla commissione a scegliere una busta contenente una delle tre possibili tracce che erano state predisposte (tre domande di diritto antitrust e tutela dei consumatori). Infine in quindici sono stati selezionati per la sessione orale. In questa sede, il candidato, una volta chiamato, doveva scegliere tra quindici buste, tante quanti erano i partecipanti. Dentro la busta c'erano quattro domande di diritto antitrust, tutela dei consumatori, diritto amministrativo, diritto UE, diritto commerciale, diritto dell'economia ed economia industriale.
Una prova iperselettiva e conforme ad ogni obbligo di trasparenza gravante sulla P.A. Ho superato brillantemente tutte le prove, e so che le persone che mi conoscono da sempre non possono lasciarsi condizionare da un articolo offensivo.
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