MUSICA

Mina canta in siciliano nel nuovo disco: "Carrettieri", brano raro uscito dal cassetto

Nell'album in uscita il 9 ottobre c'è una canzone nata nel 1949 per un tenore, la prima in siciliano mai pubblicata su un disco di Mina. Ve lo raccontiamo

Salvo Caruso
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  • Pubblicato il
    9 ottobre 2026

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Mina non ha più niente da dimostrare. Eppure ogni volta che sceglie una canzone riesce a spiazzare. Nel suo nuovo album in uscita il 9 ottobre, a farlo è un brano in siciliano. Il disco si intitola "Dilettevoli inedite eccedenze". È il terzo capitolo del progetto con cui Mina riporta alla luce interpretazioni rimaste fuori dai suoi lavori precedenti. Contiene dieci registrazioni, tra cui brani di Pino Daniele, Jimmy Fontana e Henri Salvador. Il pezzo più antico è Carrettieri, una registrazione che Massimiliano Pani, figlio e produttore di Mina, colloca nei primi anni Settanta.

I precedenti

Mina in siciliano si era già sentita. Nel 1968 aveva cantato Ciuri ciuri a Canzonissima, ma era una trasmissione televisiva e la canzone la conoscono tutti. Carrettieri invece quasi nessuno, ed è la prima volta che il siciliano entra in un disco di Mina.

Il brano l'ha scritto Alfonso Gibilaro, pianista e compositore nato a Porto Empedocle nel 1888. È il terzo numero delle Quattro miniature siciliane, pubblicate a Londra nell'aprile del 1949. Il mese dopo lo incide il tenore Beniamino Gigli. Per i vent'anni successivi resta una canzone per pochi. Negli anni Settanta la registra Mina, e da allora non esce su disco. Arriva solo adesso, più di cinquant'anni dopo. Il testo racconta una scena sola.

Cosa racconta il brano

Un carrettiere canta alla sua bestia mentre torna a casa. Il sole è già calato sul mare e le ruote girano piano. La giornata è stata lunga, il caldo e la polvere non hanno dato tregua. Il pane si guadagna trasportando paglia e domani si ricomincia. È la fatica di un mestiere che non esiste più, raccontata con una certa tenerezza, perché il carrettiere parla alla sua bestia come a un compagno.

È uno dei brani che Mina ha sempre considerato tra i più preziosi, anche se non hanno avuto il successo che per lei meritavano. Non ha un ritornello da cantare in coro e non è tra i più battuti della tradizione siciliana. Per questo lascia a Mina tutto lo spazio che vuole. E lei se lo prende fin dal primo secondo.

Il brano si apre con la sua voce da sola, a cappella, potente. Bastano le prime note e già dal primo respiro si capisce di essere davanti a una delle interpretazioni più particolari del disco. Carrettieri nasce dalla lirica, scritta per un tenore, e Mina la canta con la stessa forza. Il suono è acustico e analogico, registrato tanti anni fa, eppure è attuale. Il livello resta alto dall'inizio alla fine e la voce sale sempre più in alto, senza mai calare. Mina non ha niente da dimostrare e, ancora una volta, si sente.
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