Modellata dal fuoco, cela paesaggi surreali: la Grotta degli Archi (nascosta) sull'Etna
Questi luoghi conservano ancora tutta la loro bellezza e diventano meta di itinerari naturalistici per chi vuole raggiungere il vulcano, soprattutto in questo periodo
L'interno di una grotta sull'Etna
“Le nevi dell’Etna che sembravano fuoco, la vetta superba che si slancia verso il cielo, e le sue vallate che già sono tutte nere, e le sue nevi che risplendono degli ultimi raggi del sole, e i suoi boschi che fremono, che mormorano, che s’agitano”. Se già Giovanni Verga raccontava con queste parole in “Storia di una capinera”, la maestosità dell’Etna, oggi a tanti anni di distanza questi luoghi conservano ancora tutta la loro bellezza.
E diventano meta di itinerari naturalistici per chi vuole raggiungere il vulcano, soprattutto in questo periodo dell’anno, l’autunno, in cui i boschi cambiano colore, le prime nebbie avvolgono i versanti della montagna e il nero delle colate contrasta con il rosso e l’oro della vegetazione.
La sua origine sarebbe legata ai fenomeni di scorrimento della lava, avvenuti durante un’eruzione. La superficie si sarebbe raffreddata, mentre la lava continuando a scorrere al suo interno, avrebbe generato una sorta di tunnel. Vi è, poi, un canale lungo alcune centinaia di metri, alternato a tratti a cielo aperto e ad ampie coperture naturali sostenute da archi di roccia. Da qui il nome della grotta, che deriverebbe da queste grandi arcate laviche, che sembrano finestre aperte nella roccia nera. In passato, inoltre, pare che le grotte siano state utilizzare come neviera, cioè come luogo naturale dove conservare la neve durante i mesi più caldi.
Dal Rifugio Sapienza, innanzitutto, che è senza dubbio uno dei principali punti di accesso al vulcano. Qui si possono ammirare i crateri più facilmente accessibili e i paesaggi vulcanici del versante meridionale. Raggiungendo, invece, il settore sud-occidentale dell'Etna, nella zona di Piano Vetore - Pista Altomontana, si cammina tra i boschi e la vegetazione dell'Etna; poi il terreno diventa sempre più dominato dalla lava, tra i colori caldi tipici di questa stagione.
Sul versante nord, nella zona di Piano Provenzana, si possono ammirare le ampie aree di pineta e faggeta, particolarmente suggestive nel periodo del foliage. L’autunno, dunque, è probabilmente uno dei periodi più interessanti per scoprire l’Etna a piedi. Certo occorre fare i conti con l’attività vulcanica che in questi mesi è stata particolarmente intensa.
Ma se l’Etna darà un po’ di tregua allora questo territorio è una meta suggestiva da raggiungere, perché non è soltanto una montagna da attraversare, è un paesaggio in continua trasformazione, dove il bosco, il fuoco e la roccia raccontano insieme la storia del vulcano più alto d’Europa.
E diventano meta di itinerari naturalistici per chi vuole raggiungere il vulcano, soprattutto in questo periodo dell’anno, l’autunno, in cui i boschi cambiano colore, le prime nebbie avvolgono i versanti della montagna e il nero delle colate contrasta con il rosso e l’oro della vegetazione.
La Grotta degli Archi
Il paesaggio dell’Etna, conosciuto da molti, è quello che spesso si è abituati a visitare, attraverso le tante escursioni promosse non appena si raggiunge la zona. Ma ci sono luoghi più nascosti, poco visitati, tutti da scoprire. Tra questi si nasconde la Grotta degli Archi: si tratta di una cavità modellata dal fuoco, dove la lava ha lasciato dietro di sé grandi arcate naturali e un paesaggio quasi surreale. E se l’autunno, dunque, è una delle stagioni migliori per esplorare il vulcano lontano dal caldo estivo, sul versante sud-occidentale dell’Etna, nel territorio di Biancavilla, si può visitare la Grotta degli Archi.La sua origine sarebbe legata ai fenomeni di scorrimento della lava, avvenuti durante un’eruzione. La superficie si sarebbe raffreddata, mentre la lava continuando a scorrere al suo interno, avrebbe generato una sorta di tunnel. Vi è, poi, un canale lungo alcune centinaia di metri, alternato a tratti a cielo aperto e ad ampie coperture naturali sostenute da archi di roccia. Da qui il nome della grotta, che deriverebbe da queste grandi arcate laviche, che sembrano finestre aperte nella roccia nera. In passato, inoltre, pare che le grotte siano state utilizzare come neviera, cioè come luogo naturale dove conservare la neve durante i mesi più caldi.
Come visitare la grotta
Per poter visitare la grotta è opportuno utilizzare un’attrezzatura adeguata e magari rivolgersi al personale specializzato delle associazioni che organizzano le visite, in modo da percorrere l’itinerario in sicurezza. Per raggiungere la zona occorre seguire la pista altomontana da Piano Vetore. Oltrepassata la colata lavica del 1607, a destra si scorge un sentiero. Ma oltre alla Grotta degli Archi, raggiungendo le pendici dell’Etna si possono intraprendere diversi percorsi.Dal Rifugio Sapienza, innanzitutto, che è senza dubbio uno dei principali punti di accesso al vulcano. Qui si possono ammirare i crateri più facilmente accessibili e i paesaggi vulcanici del versante meridionale. Raggiungendo, invece, il settore sud-occidentale dell'Etna, nella zona di Piano Vetore - Pista Altomontana, si cammina tra i boschi e la vegetazione dell'Etna; poi il terreno diventa sempre più dominato dalla lava, tra i colori caldi tipici di questa stagione.
Sul versante nord, nella zona di Piano Provenzana, si possono ammirare le ampie aree di pineta e faggeta, particolarmente suggestive nel periodo del foliage. L’autunno, dunque, è probabilmente uno dei periodi più interessanti per scoprire l’Etna a piedi. Certo occorre fare i conti con l’attività vulcanica che in questi mesi è stata particolarmente intensa.
Ma se l’Etna darà un po’ di tregua allora questo territorio è una meta suggestiva da raggiungere, perché non è soltanto una montagna da attraversare, è un paesaggio in continua trasformazione, dove il bosco, il fuoco e la roccia raccontano insieme la storia del vulcano più alto d’Europa.
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