Negli Usa fa paura ma in Sicilia di più: tre detti sulla "parente stretta" della zucca
Ci sono detti popolari che la "infestano" e investono ogniqualvolta la si trovi in tavola. Detti, accomunati da un segno particolare: un inesorabile destino
La terra è il feretro in cui riposano, attorno a loro fuochi fatui di aria calda, asciutta e ventilata. Tutti hanno il terrore quando si svegliano dal lungo sonno, specie i bambini. Nel mese di Halloween ci allontaniamo da ragnatele, fantasmi e pipistrelli, per lasciare nel calderone solo loro: le zucchine - cucuzze (dal latino cucutia, derivato da cucurbita o da radici greche come kùkuon o kukùiza).
Parenti strette della zucca e di quel testone di Jack ‘o lantern, in Sicilia non ci limitiamo a intagliarle con una faccia spaventosa, le sottili rughe gialle che emergono dal verde bosco fanno già il lavoro. Di ricette infinite sul loro conto neanche a parlarne, ce ne sono così tante che un Halloween non basterebbe; per questo, ci concentreremo sui detti popolari che a mo’ di motivetto la infestano e investono ogniqualvolta la si trovi in tavola. Detti, accomunati da un segno particolare: l’immutabilità e inesorabilità del destino.
Non ce ne voglia questo frutto poco allettante e godurioso; ma ricordate ordunque, che mentre svuotate e intagliate la vostra zucca con una faccia spaventosa per un solo giorno all’anno, in Sicilia la cucuzza miete ogni settimana “vittime”, specie quelle abituate a sapori decisi e peccaminosi.
Parenti strette della zucca e di quel testone di Jack ‘o lantern, in Sicilia non ci limitiamo a intagliarle con una faccia spaventosa, le sottili rughe gialle che emergono dal verde bosco fanno già il lavoro. Di ricette infinite sul loro conto neanche a parlarne, ce ne sono così tante che un Halloween non basterebbe; per questo, ci concentreremo sui detti popolari che a mo’ di motivetto la infestano e investono ogniqualvolta la si trovi in tavola. Detti, accomunati da un segno particolare: l’immutabilità e inesorabilità del destino.
Detto numero 1
Nasci a dritta e mori cuccata - nasce all’impiedi e muore coricata. Una verità escatologica dal sapore di sentenza amara. Si riferisce al processo evolutivo della zucchina che cresce dritta sulla pianta e poi si piega sul suo stesso peso fino a sdraiarsi sul terreno. Metafora della vita e del corpo umano, che dal vigore giovanile con la schiena dritta passa alla vecchiaia, con perdita di forze fino a ritrovarsi orizzontali.Detto numero 2
Falla comu voi sempre cucuzza è - cucinala come vuoi rimane sempre zucchina. Lo troviamo a quando a pranzo o cena la si presenta bollita o con un aspetto che non fa proprio gola. E devi sorbire, perché il regime dietetico lo impone o peggio: ti trovi in stato influenzale. Poco importa se ci troviamo nella cucina di sperimentatori e audaci sognatori, difficilmente la sostanza può cambiare. Avrai sempre e solo due soluzioni: o il sapore scompare surclassato da altro, o appunto rimane sempre lo stesso. E qui la tradizione popolare la chiama in causa per capire ciò che viviamo ogni giorno. In particolare, quando si presentano situazioni la cui essenza non può cambiare per quanto sia grande lo sforzo.Detto numero 3
Ucca (o testa) ca nun parra si chiama cucuzza - bocca o testa che non parla si chiama zucchina. Lasciamo l’ambito cibo per quello umano, anzi esistenziale dove l’interazione è fondamentale. Qui, gli avi dicono qualcosa di ovvio: se non ti esprimi con la favella - per qualsiasi motivo o per paura di sbagliare - non puoi ottenere ciò che desideri o cerchi. In questo caso, come i social ci mostrano, i millennial potranno annuire. Chiedere infatti indicazioni stradali oppure ordinare una pizza “perché ormai sei adulto” possono diventare “fatiche” da brividi. Ansia e “timore” che neanche il peggior demone riesce a suscitare. Il consiglio è quello di pensarci bene, perché il risultato per gli antenati sarebbe quello di avere una testa vuota, un po’ come il nostro amico irlandese zucca vuota Jack ‘o Lantern.Non ce ne voglia questo frutto poco allettante e godurioso; ma ricordate ordunque, che mentre svuotate e intagliate la vostra zucca con una faccia spaventosa per un solo giorno all’anno, in Sicilia la cucuzza miete ogni settimana “vittime”, specie quelle abituate a sapori decisi e peccaminosi.
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