Stangata per chi non fa il biglietto (che sul bus ora costa di più): il nuovo piano di Amat
Stretta sui furbetti: Amat introduce un nuovo biglietto speciale per chi viene pizzicato a borso sprovvisto di ticket. Il prezzo dell'ordinario invece resta invariato
Stretta sui furbetti del biglietto da parte di Amat e un potenziamento dei servizi da e per le periferie. L’azienda di trasporto pubblico cittadino ha tracciato, intanto, un bilancio sul triennio appena trascorso, illustrando anche le nuove iniziative per il futuro.
Se, prima, c’era il baratro di un buco da quasi 21 milioni di euro, ereditato nel 2022, tra lo spettro della crisi e i contratti di servizio congelati. Oggi, la fotografia dei conti sembra restituire una realtà diversa per Amat, che, nella sua ultima relazione, dichiara di chiudere un triennio di gestione in solido attivo. Varato anche il bilancio con un utile di oltre 7 milioni. I dati parlano, inoltre, di un patrimonio netto volato a oltre 32 milioni di euro e una cassa aziendale rimpinguata fino a 22,5 milioni.
Il secondo punto è che Amat punta a cambiare pelle a livello organizzativo, mandando in soffitta le vecchie divisioni per affidare la guida a dirigenti posizionati a presidio diretto delle singole aree aziendali. Una cura dimagrante che, attraverso la rimodulazione del fabbisogno di personale e di quadri dirigenti, punta dritta a ottimizzare il costo del lavoro.
«Uno degli obiettivi prioritari perseguiti nel triennio è stato il rafforzamento dei ricavi derivanti dalla vendita di titoli di viaggio, storicamente tra i punti più critici della gestione – si legge nella relazione di Amat -. Le azioni intraprese hanno riguardato il potenziamento delle linee a maggiore domanda stagionale di mobilità; l'intensificazione delle attività di verifica dei titoli di viaggio a bordo, anche mediante personale specializzato esterno, a contrasto dell'evasione tariffaria; una più capillare distribuzione dei titoli sul territorio e il potenziamento dei canali di vendita online, propri e di terzi e politiche di marketing e comunicazione volte a incentivare l'uso del trasporto pubblico e a rafforzare il rapporto di fiducia con la clientela».
Il risultato è stato un incremento delle vendite dirette di titoli di viaggio di quasi il 100% già nel primo anno di mandato (da € 5.068.621 nel 2022 a € 9.499.475 nel 2023), ed un trend positivo proseguito anche nel 2024 e 2025.
Nel dettaglio, la relazione parla dell’acquisto di 47 bus alimentati a metano, per 12.451.047 euro; 18 bus ad alimentazione elettrica, per 8.726.940; la realizzazione delle infrastrutture di ricarica per i bus elettrici (stazione di ricarica di p.zza John Lennon). E, ancora, l’acquisto di 17 bus a metano, ordinati e collaudati a cavallo tra il 2024 e il 2025.
Di conseguenza, ai nuovi 65 mezzi acquistati nel 2025 (47 a metano e 18 elettrici) si è affiancata la rottamazione di 91 autobus ormai interamente ammortizzati, e nel 2024 l'alienazione di ulteriori 45 mezzi non più idonei all'esercizio.
«Il potenziamento dell'offerta si è concentrato, nel triennio, sulle linee a maggiore domanda di mobilità, con l'obiettivo, già in parte raggiunto nelle zone centrali, di una frequenza di passaggio di 10 minuti – proseguono da Amat -. L'incremento della produzione chilometrica realizzata ha determinato, come contropartita, un maggior riconoscimento dei corrispettivi regionali per il servizio di TPL erogato, contribuendo positivamente ai risultati economici del 2025».
Se, prima, c’era il baratro di un buco da quasi 21 milioni di euro, ereditato nel 2022, tra lo spettro della crisi e i contratti di servizio congelati. Oggi, la fotografia dei conti sembra restituire una realtà diversa per Amat, che, nella sua ultima relazione, dichiara di chiudere un triennio di gestione in solido attivo. Varato anche il bilancio con un utile di oltre 7 milioni. I dati parlano, inoltre, di un patrimonio netto volato a oltre 32 milioni di euro e una cassa aziendale rimpinguata fino a 22,5 milioni.
Il nuovo piano di Amat
È su queste fondamenta che si innesta la nuova pianificazione strategica: il piano industriale 2026-2028. La prima notizia riguarda il costo del biglietto, che resta invariato a 1,40 euro. Nessun rincaro sui titoli di viaggio ordinari, ma una tolleranza zero che si traduce in una stangata per i trasgressori: «Verrà, infatti, introdotto un biglietto speciale a 1,80 euro per chiunque venga pizzicato a bordo sprovvisto di titolo», fa sapere Giuseppe Mistretta, presidente di Amat.Il secondo punto è che Amat punta a cambiare pelle a livello organizzativo, mandando in soffitta le vecchie divisioni per affidare la guida a dirigenti posizionati a presidio diretto delle singole aree aziendali. Una cura dimagrante che, attraverso la rimodulazione del fabbisogno di personale e di quadri dirigenti, punta dritta a ottimizzare il costo del lavoro.
«Uno degli obiettivi prioritari perseguiti nel triennio è stato il rafforzamento dei ricavi derivanti dalla vendita di titoli di viaggio, storicamente tra i punti più critici della gestione – si legge nella relazione di Amat -. Le azioni intraprese hanno riguardato il potenziamento delle linee a maggiore domanda stagionale di mobilità; l'intensificazione delle attività di verifica dei titoli di viaggio a bordo, anche mediante personale specializzato esterno, a contrasto dell'evasione tariffaria; una più capillare distribuzione dei titoli sul territorio e il potenziamento dei canali di vendita online, propri e di terzi e politiche di marketing e comunicazione volte a incentivare l'uso del trasporto pubblico e a rafforzare il rapporto di fiducia con la clientela».
Il risultato è stato un incremento delle vendite dirette di titoli di viaggio di quasi il 100% già nel primo anno di mandato (da € 5.068.621 nel 2022 a € 9.499.475 nel 2023), ed un trend positivo proseguito anche nel 2024 e 2025.
Rinnovo della flotta bus
Con riferimento, invece, al rinnovo e all'ammodernamento del patrimonio aziendale, con particolare riguardo alla flotta bus e alle infrastrutture ad essa connesse, gli investimenti più significativi, concentrati nel biennio 2024-2025, sono stati integralmente finanziati con contributi pubblici (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Siciliana, Città Metropolitana di Palermo), senza ricorso a indebitamento oneroso strutturale per la Società.Nel dettaglio, la relazione parla dell’acquisto di 47 bus alimentati a metano, per 12.451.047 euro; 18 bus ad alimentazione elettrica, per 8.726.940; la realizzazione delle infrastrutture di ricarica per i bus elettrici (stazione di ricarica di p.zza John Lennon). E, ancora, l’acquisto di 17 bus a metano, ordinati e collaudati a cavallo tra il 2024 e il 2025.
Di conseguenza, ai nuovi 65 mezzi acquistati nel 2025 (47 a metano e 18 elettrici) si è affiancata la rottamazione di 91 autobus ormai interamente ammortizzati, e nel 2024 l'alienazione di ulteriori 45 mezzi non più idonei all'esercizio.
«Il potenziamento dell'offerta si è concentrato, nel triennio, sulle linee a maggiore domanda di mobilità, con l'obiettivo, già in parte raggiunto nelle zone centrali, di una frequenza di passaggio di 10 minuti – proseguono da Amat -. L'incremento della produzione chilometrica realizzata ha determinato, come contropartita, un maggior riconoscimento dei corrispettivi regionali per il servizio di TPL erogato, contribuendo positivamente ai risultati economici del 2025».
Più collegamenti con le periferie
Il Piano Industriale 2025-2027, in coerenza con le linee del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), delinea per il prossimo triennio una progressiva rimodulazione dei percorsi delle linee centrali, a partire dal 2027, finalizzata a potenziare l'offerta di trasporto da e per le periferie e i quartieri oggi meno serviti, riequilibrando il rapporto tra centro e periferia della rete di TPL su gomma.|
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