"Carne Sacra" di Giovanni Manfredini e Andres Serrano: la mostra a Capo D'Orlando
Il LOC - Laboratorio Orlando Contemporaneo di Capo d'Orlando, presenta in collaborazione con la Galleria Giampaolo Abbondio di Milano e Todi, la mostra di Giovanni Manfredini (Italia, 1963) e Andres Serrano (U.s.a., 1950), "Carne Sacra", a cura di Davide Di Maggio.
Opening sabato 17 ottobre alle 18.00.
Il progetto raccoglie una selezione di opere che hanno segnato alcuni momenti significativi nel percorso dei due artisti.
"Carne Sacra" mette in dialogo due storie profondamente diverse per linguaggio e sensibilità, ma sorprendentemente accomunate da una riflessione radicale sulla carne e sul corpo, sulla loro presenza e sulla loro scomparsa.
Nella fotografia di Serrano il corpo viene proiettato dallo sguardo. L'artista americano lo espone nella sua evidenza, nella sua fragilità e talvolta nella sua brutalità, ma lo fa attraverso immagini costruite con una precisione formale e una qualità della luce che sembrano sottrarre ciò che si vede alla dimensione della semplice documentazione.
Nel lavoro di Manfredini, il corpo non viene fotografato né rappresentato secondo i modi tradizionali. È il corpo stesso dell’artista e di altri a entrare nel processo dell'opera, lasciando sulla superficie la propria impronta.
Dal 17 ottobre al 13 novembre, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00; sabato e domenica apertura dalle 16.00 alle 19.00. Durante la mostra, due giorni di chiusura, il 22 ottobre e il primo novembre.
Opening sabato 17 ottobre alle 18.00.
Il progetto raccoglie una selezione di opere che hanno segnato alcuni momenti significativi nel percorso dei due artisti.
"Carne Sacra" mette in dialogo due storie profondamente diverse per linguaggio e sensibilità, ma sorprendentemente accomunate da una riflessione radicale sulla carne e sul corpo, sulla loro presenza e sulla loro scomparsa.
Nella fotografia di Serrano il corpo viene proiettato dallo sguardo. L'artista americano lo espone nella sua evidenza, nella sua fragilità e talvolta nella sua brutalità, ma lo fa attraverso immagini costruite con una precisione formale e una qualità della luce che sembrano sottrarre ciò che si vede alla dimensione della semplice documentazione.
Nel lavoro di Manfredini, il corpo non viene fotografato né rappresentato secondo i modi tradizionali. È il corpo stesso dell’artista e di altri a entrare nel processo dell'opera, lasciando sulla superficie la propria impronta.
Dal 17 ottobre al 13 novembre, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00; sabato e domenica apertura dalle 16.00 alle 19.00. Durante la mostra, due giorni di chiusura, il 22 ottobre e il primo novembre.


















