MOSTRE

Il Casino delle Muse apre la nuova stagione: la mostra “MOON” di Pierdonato Taccogna

  • Il Casino delle Muse - Palermo
  • Dal 2 al 30 ottobre 2026
  • Visitabile dal martedì al venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30
  • Gratuito
Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    28 settembre 2026

Eclissi, dipinto con eclissi solare e lunare di Pierdonato Taccogna (olio su tela 85x138 cm del 2026)

La Galleria Il Casino delle Muse di Palermo inaugura, venerdì 2 ottobre, la nuova stagione espositiva con “MOON” mostra personale dell’artista Pierdonato Taccogna, curata da Giulia Sirchia e diretta da Giuseppe Carli.

La mostra propone un nucleo di opere inedite realizzate su tela di juta e dedicate al cosmo e alla Space Art, focalizzandosi sul rapporto tra luce, ombra e oscurità. Materia, bagliori e profondità costruiscono una narrazione che progressivamente oltrepassa la dimensione terrena, chiamando lo spettatore a soffermarsi sull’immagine e sulla sua capacità di evocare spazi interiori.

Tra i lavori principali risalta “Eclissi”, opera in cui la corona solare emerge dal buio attraverso un forte contrasto pittorico. Nelle sue creazioni, Taccogna supera la sola rappresentazione figurativa del cielo: la luce sembra scaturire direttamente dalla materia, generando effetti di luminescenza e profondità che trasformano l'osservazione astronomica in un'esperienza intima e percettiva.

«Con "MOON" Pierdonato Taccogna non si limita più a descrivere il cosmo: comincia a farlo vivere. La luce non viene soltanto rappresentata, sembra emanare dalla tela – spiega Giuseppe Carli, critico d’arte e direttore artistico della Galleria Il Casino delle Muse –. Parlare semplicemente di chiaroscuro sarebbe riduttivo, perché siamo davanti a luminescenze che sembrano nascere dalla materia pittorica. Nell’opera Eclissi la corona solare emerge dal buio con una forza sorprendente: Taccogna dipinge l’ombra, ma il vero soggetto rimane la luce».

«Il lavoro di Pierdonato Taccogna si concentra sulla rappresentazione del cosmo attraverso una continua ricerca sulla luce e sulla materia, fino a rendere quasi tangibili particelle, bagliori e profondità – sottolinea la curatrice Giulia Sirchia –. Con MOON questa tensione si fa ancora più evidente, perché il rapporto tra luce e oscurità supera la semplice rappresentazione del reale e diventa accesso a un universo interiore, fatto di colori, mistero e percezioni sospese».
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