Caldo record in Sicilia ma non ci pungono: perché le zanzare sembrano sparite
Il primo istinto è pensare che il caldo faccia aumentare sempre il numero di questi insetti molesti, ma non è così. In realtà la relazione è molto più complessa
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Eppure, proprio nelle giornate più torride, molti siciliani hanno notato un fenomeno curioso: le zanzare sembrano essere sparite. La sensazione è diffusa. Nel corso degli ultimi giorni, dopo il tramonto, quando normalmente iniziano le serate più difficili per chi cerca di cenare all’aperto o trascorrere qualche ora in giardino, le zanzare sembrano essere scomparse.
Anche di giorno, mentre il Sole fa salire le temperature sopra i 40 gradi, questi insetti molesti e portatrici di malattie sembrano essere svanite. Nello stesso periodo, però, altri insetti sembrano conquistare ogni angolo delle case e delle città. Le mosche aumentano, le formiche compaiono in lunghe file sui balconi e nelle cucine, quasi come se l’estate avesse scelto alcuni protagonisti e ne avesse temporaneamente messi da parte altri. La spiegazione si trova nella biologia degli insetti, che non reagiscono tutti allo stesso modo davanti alle temperature estreme.
In Sicilia queste dinamiche sono particolarmente evidenti perché le recenti ondate di calore hanno portato condizioni ambientali molto difficili, con temperature elevate e un aumento del rischio incendi, tanto che come noto la Protezione Civile regionale ha emesso diverse allerte. Il primo istinto sarebbe pensare che il caldo faccia aumentare sempre il numero delle zanzare, poiché esso ci fa sudare di più, amplificando gli odori che attraggono i parassiti. In realtà la relazione è molto più complessa.
Questi insetti hanno bisogno di temperature favorevoli per completare il proprio ciclo vitale, ma oltre una certa soglia il calore diventa un problema. Le zanzare sono infatti animali ectotermi. Significa che la loro attività dipende dalla temperatura esterna. Quando l’ambiente raggiunge condizioni ottimali il loro metabolismo accelera, volano maggiormente e cercano più facilmente un ospite da cui ottenere il sangue necessario alla produzione delle uova. Ma quando il caldo diventa estremo, soprattutto con aria secca e forte evaporazione, il rischio principale diventa la perdita di acqua.
Un fattore che alla lunga abbassa le loro chance di sopravvivenza e riduce la loro capacità riproduttiva. Per questo motivo molte zanzare cambiano comportamento. Durante le ore più roventi si rifugiano in luoghi protetti dal sole diretto, dove trovano maggiore umidità e temperature più sopportabili. Rimangono nascoste tra la vegetazione, nei tombini, negli angoli ombreggiati dei giardini o negli ambienti più freschi delle abitazioni. La loro attività si sposta così verso le ore più miti, soprattutto la sera tardi, la notte e le prime ore del mattino. In alcuni casi possono rimanere nascoste anche per giorni, in attesa di riprendere a succhiare il sangue dalle loro vittime.
Ribadiamo qui anche che solo le femmine tra le zanzare sono capaci di pungere, poiché il nostro sangue permette loro di trovare le sostanze nutritive necessarie per produrre più uova possibili. Forse ora capirete il problema di questi insetti. Il caldo intenso può influire sulla loro riproduzione, poiché hanno bisogno di acqua per deporre le uova e permettere lo sviluppo delle larve. Periodi lunghi senza pioggia possono inoltre eliminare molti piccoli ristagni che rappresentano veri e propri incubatori naturali per la loro specie.
Una pozzanghera asciugata dal sole, un canale senza acqua o un contenitore lasciato all’aperto che evapora possono interrompere il ciclo riproduttivo. Questo equilibrio, però, può cambiare rapidamente. In Sicilia basta spesso una breve fase di temporali estivi seguita da giornate calde e umide per creare nuovamente le condizioni ideali alla proliferazione delle zanzare. Importanti sono per loro anche le piscine abbandonate, i portavasi pieni di acqua, i tombini per ripuliti. Mentre le zanzare soffrono gli eccessi del caldo, mosche e formiche sembrano tuttavia trarre vantaggio dal caldo estremo.
Le mosche d’altronde appartengono a un gruppo di insetti particolarmente adattato alle alte temperature. Il loro ciclo biologico accelera con il caldo, con le larve che maturano velocemente dentro le uova, permettendo il susseguirsi di molte generazioni in tempi molto brevi. Durante l’estate, per questi insetti, aumenta inoltre la disponibilità di risorse alimentari, dalla frutta matura ai residui organici, fino ai rifiuti domestici. Per una mosca, l’ambiente estivo può diventare un enorme sistema favorevole alla riproduzione.
La loro presenza improvvisa nelle abitazioni non è quindi un’impressione. Una singola popolazione può crescere rapidamente perché il tempo necessario per completare il ciclo vitale è molto più breve rispetto ai mesi freddi. Le formiche seguono invece una strategia ancora diversa. Le colonie, durante i mesi caldi, sono nel pieno della loro attività.
Le operaie devono raccogliere continuamente cibo e acqua per sostenere una comunità numerosa, composta dalla regina, dalle larve e dalle nuove generazioni. Quando il terreno diventa secco e le fonti naturali d’acqua diminuiscono, le formiche si avvicinano sempre di più agli ambienti umani. Una goccia d’acqua sul pavimento, una briciola dimenticata sul tavolo o una confezione alimentare aperta possono trasformarsi in una risorsa preziosa per un’intera colonia. Guardando il comportamento degli insetti, si comprende quindi una regola fondamentale della natura. Non esiste una risposta unica al cambiamento delle condizioni ambientali.
Ogni specie reagisce secondo la propria evoluzione. Alcune rallentano e cercano rifugio, altre accelerano il proprio ciclo vitale e approfittano delle nuove opportunità.
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