LIBRI

Cosa serve a Palermo per essere felice: ce lo svela "Cronache di una città possibile"

E se Palermo avesse avuto un destino diverso? Da questa domanda nasce "Cronache di una città possibile", il nuovo libro di Angela Terrazzini. L'intervista

Alice Marchese
Giornalista
  • Pubblicato il
    7 agosto 2026

Angela Terrazzini

Accade spesso di vivere nell'incertezza, interrogandosi sulle mille possibilità e conseguenze di una scelta. Sono quei continui "E se..." che ci trasportano in realtà alternative, facendoci evadere per un attimo e facendoci sentire quasi sollevati, pur continuando a cercare una risposta per migliorare il presente e quindi ciò che è reale. È proprio da questo meccanismo che nasce "Cronache di una città possibile", il nuovo libro di Angela Terrazzini che ha come protagonista Palermo e che prende forma anche attraverso le illustrazioni di Rami Calò.

Bella, ma contraddittoria, Palermo custodisce crepe che non merita e per questo motivo la scrittrice l'ha immaginata diversa: «Il libro per me è stata un'esigenza. Racconto la storia di molti luoghi che conosco molto bene e che hanno subito una sorte che non meritavano - racconta Angela Terrazzini a Balarm -. Ho iniziato a scrivere partendo sempre dall'amore sconfinato che provo per la città. Da lì ho provato a immaginarla migliore.

Non ci vogliono supereroi. Basta poco, un piccolo cambiamento nella volontà. Ho sempre amato i film che ipotizzano il famoso "E se", come sarebbe andato a finire se il finale fosse stato un altro come "Sliding doors". L'idea è nata dalla mia fantasia durante il Covid forse come evasione».

Tutto ha avuto inizio durante una situazione in cui bisognava stare forzatamente in casa, dove ha avuto l'opportunità di "vedere" Palermo anche sotto un'altra veste: «Per me - continua la scrittrice - Palermo è come se fosse un malato depresso che non vuole cambiare e che non ha fiducia né speranza. La risposta tipica del palermitano è "Tanto non cambia niente qui". Da lì la molla per scrivere il mio libro.

Perché non si crede più che si possa tornare a essere una città eccellente? Nel '700 era la più grande costruttrice di carrozze. La Palermo che io immagino è una città in cui chi la abita la ama e fa di tutto per vederla felice. L'ucronia (genere basato sulla ricostruzione della storia in modo alternativo, ndr) è inserire un elemento magico, un occhio speciale. Se noi guardiamo la città in un modo diverso, iniziamo a essere noi stessi il cambiamento.

Alla fine di ogni racconto c'è una postilla, mezza pagina in cui due personaggi si confrontano, come quella tra il passante e la balata, tra il "panormosauro" e me stessa. C'è persino un dialogo tra me e Kronos a cui chiedo esplicitamente "Non potevamo cambiare qualcosa?", ma lui mi risponde "Ogni storia è una strada e non ti posso spiegare dove conduce, ma credici"».

Ma non solo: indimenticabili le battute con il Genio di Palermo: «A lui chiedo "Perché nutri gli estranei e tratti male i cittadini" e lui mi risponde "Gli estranei sono affascinanti, i miei concittadini devono imparare". Ho presentato il libro in varie scuole e grazie a questo i ragazzi si sono accorti di ciò che è stata Palermo. Molti mi hanno detto che è stato terapeutico».

Un viaggio tra fantasia e realtà che, più che riscrivere il passato, prova a riaccendere uno sguardo nuovo sul presente. Per Angela Terrazzini "Cronache di una città possibile" non è soltanto una raccolta di racconti, ma un invito a smettere di ripetersi che "tanto non cambia niente". Una città cambia quando chi la vive sceglie di guardarla con l'amore che merita.

“Cronache di una città possibile – Racconti ucronici” si acquista presso:
-l’autrice, contattandola sulla sua pagina facebook, per chiederne una copia con dedica
-sul sito web dell’editore
-su Amazon
-in tutte le maggiori librerie, su richiesta.
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