Dopo il tornado il ricordo dei prof a Marsala: "Noi come scudi per salvare i bambini"
Tra aziende danneggiate ed edifici colpiti, dopo la drammatica tromba d'aria dello scorso 9 ottobre, la città prova a rialzarsi. Chiesto lo stato d'emergenza
L'interno della scuola De Gasperi a Marsala dopo il tornado del 9 ottobre
Oltre duecento bambini travolti dalla furia del vento e dalla violenza di una nube temporalesca. A Marsala e dintorni la forza della natura non ha risparmiato nulla lungo il suo cammino, abbattendosi su edifici, strutture e tutto ciò che ha incontrato lungo il suo percorso. Tra i luoghi maggiormente colpiti c’è anche l’istituto comprensivo De Gasperi, in contrada Terrenove, dove il passaggio della tromba d’aria ha lasciato dietro di sé uno scenario di distruzione.
A raccontare quei momenti è Manuela Randazzo, docente dell’istituto, che insieme ai colleghi ha tentato di mettere al riparo i bambini: «Non so se esistano parole capaci di raccontare quello che abbiamo vissuto a Marsala, dentro la nostra scuola, quando il tornado ci ha investiti in pieno, trasformando in pochi istanti un luogo di vita in qualcosa di irriconoscibile. Distruggendo tutto. Facendoci cadere la scuola addosso».
Sono stati pochissimi gli istanti a disposizione per rendersi conto del pericolo e cercare una via di protezione. Salvo Cocina, capo della Protezione regionale, ha descritto il fenomeno come qualcosa di simile a «una tromba d’aria americana. Nulla di così si è visto a memoria d’uomo».
Le urla degli alunni e poi, «le nostre voci cercavano di sovrastare quelle dei bambini, di rassicurarli, forse anche soltanto di farsi sentire in mezzo a quell’inferno. Le braccia tese a stringerli, a proteggerli, a fare da scudo con il nostro corpo quando non c’era più niente che potesse sembrare davvero sicuro».
Parallelamente, è stato attivato il supporto psicologico ai giovani dell’istituto e per garantire il regolare svolgersi dell’attività didattica, i comuni di Marsala e Petrosino, hanno individuato in contrada Pastorella, contrada Strasatti e all’Istituto Santa Chiara sistemazioni alternative per studenti e docenti colpiti dalla tromba d’aria.
Dalla prefettura di Trapani proviene inoltre il dato sanitario: 25 pazienti sono stati trasportati al presidio ospedaliero di Marsala, di cui due ancora in codice rosso e sette nel presidio ospedaliero di Mazara del Vallo. «Proseguono, in sinergia con vigili del fuoco, protezione civile e Genio civile, e grazie al supporto delle forze dell’ordine, le attività di monitoraggio degli ingenti danni alle infrastrutture, alle attività produttive e abitazioni da parte delle amministrazioni comunali, che hanno chiesto l’attivazione delle procedure per la dichiarazione dello stato di emergenza», si legge in una nota.
I danni alla scuola
Quello che resta oggi è l’immagine di una scuola profondamente ferita: vetri infranti, infissi divelti, materiali scolastici sparsi ovunque e ambienti trasformati in luoghi irriconoscibili. Oltre alle macerie, ciò che rimane impresso è la paura vissuta da chi si trovava all’interno della scuola. Circa 270 alunni, colti di sorpresa da un fenomeno meteorologico improvviso. In quegli attimi concitati, gli insegnanti hanno cercato di fare l’unica cosa possibile: proteggere i propri alunni.A raccontare quei momenti è Manuela Randazzo, docente dell’istituto, che insieme ai colleghi ha tentato di mettere al riparo i bambini: «Non so se esistano parole capaci di raccontare quello che abbiamo vissuto a Marsala, dentro la nostra scuola, quando il tornado ci ha investiti in pieno, trasformando in pochi istanti un luogo di vita in qualcosa di irriconoscibile. Distruggendo tutto. Facendoci cadere la scuola addosso».
Sono stati pochissimi gli istanti a disposizione per rendersi conto del pericolo e cercare una via di protezione. Salvo Cocina, capo della Protezione regionale, ha descritto il fenomeno come qualcosa di simile a «una tromba d’aria americana. Nulla di così si è visto a memoria d’uomo».
La testimonianza dei docenti
Per chi si trovava dentro l’istituto De Gasperi non c’è stato tempo per le valutazioni, solo l’urgenza di mettere in salvo i bambini. La docente descrive quei momenti come un vero e proprio “inferno”, una sequenza di rumori e gesti dettati dall’istinto: «C’è stato appena il tempo di cercare riparo. Pochissimi istanti per capire che stava succedendo qualcosa di terribile, per chiamare i bambini, per spingerli al sicuro, per raccoglierli sotto le nostre braccia. E poi il vento. Un rumore disumano: era una forza cieca che sembrava voler divorare ogni cosa, che scuoteva, sfondava, strappava mentre intorno a noi tutto crollava».Le urla degli alunni e poi, «le nostre voci cercavano di sovrastare quelle dei bambini, di rassicurarli, forse anche soltanto di farsi sentire in mezzo a quell’inferno. Le braccia tese a stringerli, a proteggerli, a fare da scudo con il nostro corpo quando non c’era più niente che potesse sembrare davvero sicuro».
Parallelamente, è stato attivato il supporto psicologico ai giovani dell’istituto e per garantire il regolare svolgersi dell’attività didattica, i comuni di Marsala e Petrosino, hanno individuato in contrada Pastorella, contrada Strasatti e all’Istituto Santa Chiara sistemazioni alternative per studenti e docenti colpiti dalla tromba d’aria.
La conta dei danni
Arriva l’ora della conta dei danni. Il sindaco di Petrosino, Giacomo Anastasi, ha chiesto lo stato di emergenza nazionale e proprio ieri il presidente della Regione Renato Schifani, ha visitato i luoghi colpiti dalla calamità naturale: in ginocchio anche il mondo agricolo. «In seguito alla violenza tromba d’aria che ha colpito il Comune di Marsala, diverse aziende agricole hanno subito ingenti danni a strutture, impianti, vigneti, oliveti e magazzini rurali – si legge in una nota di Confagricoltura Trapani – l’associazione auspica una risposta rapida da parte dell’assessorato regionale all’Agricoltura e della presidenza della Regione siciliana, a partire dal riconoscimento dello stato di calamità naturale e da ristori immediati per le aziende agricole danneggiate».Dalla prefettura di Trapani proviene inoltre il dato sanitario: 25 pazienti sono stati trasportati al presidio ospedaliero di Marsala, di cui due ancora in codice rosso e sette nel presidio ospedaliero di Mazara del Vallo. «Proseguono, in sinergia con vigili del fuoco, protezione civile e Genio civile, e grazie al supporto delle forze dell’ordine, le attività di monitoraggio degli ingenti danni alle infrastrutture, alle attività produttive e abitazioni da parte delle amministrazioni comunali, che hanno chiesto l’attivazione delle procedure per la dichiarazione dello stato di emergenza», si legge in una nota.
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