"Fino a 800 euro a famiglia per la scuola": anche a Palermo torna l'incubo caro-libri
Le famiglie, che si ritrovano costrette a spendere circa 800 euro per mandare i propri figli a scuola con il corredo scolastico adeguato. Ve ne parliamo
Mercatino dei libri usati
L’inizio dell’anno scolastico è alle porte, e con il suo arrivo per le famiglie siciliane arriva anche la grossa spesa per l’acquisto del materiale scolastico.
Di recente è uscito il report di Federconsumatori Nazionale, che va a distinguere - e questa è la differenza di analisi rispetto alle associazioni degli editori - il costo complessivo dei libri di testo, considerando ad esempio i vocabolari e il resto del corredo, quando invece le associazioni degli editori considerano solo i primi».
Il report redatto da Federconsumatori parla infatti di cifre esorbitanti che le famiglie sono costrette a spendere, con un trend che aumenta questa spesa di anno in anno: solo i libri di testo vengono a costare una media di 546 euro a studente, con un aumento dell’1,6% su base annua.
A questa cifra già alta vanno aggiunti i 673 euro circa per il corredo scolastico, registrando un incremento del 2,3% rispetto allo scorso anno. Il costo totale complessivo è a dir poco spaventoso: più di 1400 euro a studente delle scuole superiori, considerando però anche costi aggiuntivi come dispositivi tecnologici e materiale digitale.
Oltre all’aumento della soglia di Isee delle singole famiglie per accedere all’aiuto economico, serve anche guardare a situazioni strutturali che riguardino le scuole in prima persona: «Serve finanziare direttamente le scuole affinché esse si dotino di una varietà di libri di testo per fare comodato d’uso gratuito.
Ovviamente occorre rendere stabile la dotazione dei libri, evitando che le case editrici cambino edizioni ogni anno, aumentando il costo di un prodotto che si differenzia dalla sua edizione precedente solo per pochi esercizi. Un’altra soluzione potrebbe anche essere quella di sfruttare la dotazione digitale, anche se questa ipotesi si scontra con il paradosso delle linee ministeriali che hanno ridotto l’utilizzo dei dispositivi tecnologici nelle scuole».
«Abbiamo deciso di organizzare anche quest’anno "Sparagnamo", il mercatino del libro usato, per far fronte ad un problema che secondo noi è urgente - dichiara Gaia Ragusa del collettivo Aprile Ribelle, del liceo delle scienze umane Finocchiaro Aprile.
È un’iniziativa che portiamo avanti da un po’ di anni nelle scuole palermitane e che permette alle famiglie di tagliare i costi almeno sui libri di testo, acquistandoli di seconda mano. È assurdo che le nostre famiglie debbano spendere più di 800 euro ogni anno per garantire a noi un diritto fondamentale, quello allo studio. Quest’anno abbiamo iniziato il 25 agosto con la raccolta dei libri, siamo davanti le sedi centrali del liceo delle Scienze Umane Finocchiaro Aprile e del Liceo Scientifico Albert Einstein dalle 9.00 alle 12.00, per la raccolta e la vendita dei volumi usati».
Secondo gli studenti, il mercatino è importante non solo in quanto iniziativa che permette di andare contro il fenomeno del caro libri: «Il mercatino si propone come alternativa autogestita dai ragazzi - racconta Gabriele Saeli di "Spezza il Silenzio", il collettivo del liceo Scientifico Einstein -, crea quindi anche un ambiente in cui possiamo ritrovarci, parlare insieme dopo l’estate e riorganizzarsi in vista dell’inizio della scuola, potendo discutere anche del problema in sé e di come si può risolvere.
Tra l'altro, quest'anno i ragazzi del collettivo che fanno parte della sezione Scienze Applicate hanno sviluppato un modello di web app proprio per rendere più efficiente il mercatino attraverso una catalogazione dei volumi più veloce: per noi è importante cercare di utilizzare le competenze che apprendiamo a scuola per qualcosa di utile per la collettività, e in questo senso il mercatino è uno di quei momenti in cui possiamo fare la differenza per le famiglie».
Mentre si cercano risposte a lungo termine per risolvere il problema del caro libri, la soluzione più immediata arriva dal basso: i mercatini del libro usato organizzati dagli studenti sono una dimostrazione di come sia la comunità scolastica, facendo rete, ad essere un tassello fondamentale nell’affrontare problemi comuni, nell’attesa di interventi strutturali affinché l’istruzione torni ad essere un bene accessibile e garantito a prescindere dalle disponibilità economiche delle famiglie.
Report di Federconsumatori
Edizioni che cambiano di anno in anno rendendo i libri sempre più costosi, vocabolari e altri materiali si accumulano sulle tasche delle famiglie, che si ritrovano costrette a spendere circa 800 euro per mandare i propri figli a scuola con il corredo scolastico adeguato: «Il problema del caro libri, che si presenta puntualmente ogni anno, non riguarda solo i libri di testo, ma il corredo scolastico nel suo insieme, i servizi, i trasporti e tutto quello che gira intorno alla scuola - racconta a Balarm Fabio Cirino dell’Flc Cgil.Di recente è uscito il report di Federconsumatori Nazionale, che va a distinguere - e questa è la differenza di analisi rispetto alle associazioni degli editori - il costo complessivo dei libri di testo, considerando ad esempio i vocabolari e il resto del corredo, quando invece le associazioni degli editori considerano solo i primi».
Il report redatto da Federconsumatori parla infatti di cifre esorbitanti che le famiglie sono costrette a spendere, con un trend che aumenta questa spesa di anno in anno: solo i libri di testo vengono a costare una media di 546 euro a studente, con un aumento dell’1,6% su base annua.
A questa cifra già alta vanno aggiunti i 673 euro circa per il corredo scolastico, registrando un incremento del 2,3% rispetto allo scorso anno. Il costo totale complessivo è a dir poco spaventoso: più di 1400 euro a studente delle scuole superiori, considerando però anche costi aggiuntivi come dispositivi tecnologici e materiale digitale.
Le parole di Fabio Cirino
Cosa si può fare?: «La Regione Siciliana ha predisposto un aiuto economico per le famiglie con una fascia d’Isee fino ai 13000 euro - continua Cirino -. Per noi, questa fascia è bassa e va aumentata. Non dovrebbe inoltre essere unica: servirebbe differenziarla in base all’Isee delle famiglie, avendo una considerazione particolare nei confronti delle famiglie con più figli e le famiglie fragili».Oltre all’aumento della soglia di Isee delle singole famiglie per accedere all’aiuto economico, serve anche guardare a situazioni strutturali che riguardino le scuole in prima persona: «Serve finanziare direttamente le scuole affinché esse si dotino di una varietà di libri di testo per fare comodato d’uso gratuito.
Ovviamente occorre rendere stabile la dotazione dei libri, evitando che le case editrici cambino edizioni ogni anno, aumentando il costo di un prodotto che si differenzia dalla sua edizione precedente solo per pochi esercizi. Un’altra soluzione potrebbe anche essere quella di sfruttare la dotazione digitale, anche se questa ipotesi si scontra con il paradosso delle linee ministeriali che hanno ridotto l’utilizzo dei dispositivi tecnologici nelle scuole».
Il mercatino dei libri usati
Come ogni anno, però, gli studenti delle scuole palermitane si organizzano per provare a far fronte come possono al problema del caro libri, allestendo davanti le scuole un mercatino del libro usato: "Sparagnamo".«Abbiamo deciso di organizzare anche quest’anno "Sparagnamo", il mercatino del libro usato, per far fronte ad un problema che secondo noi è urgente - dichiara Gaia Ragusa del collettivo Aprile Ribelle, del liceo delle scienze umane Finocchiaro Aprile.
È un’iniziativa che portiamo avanti da un po’ di anni nelle scuole palermitane e che permette alle famiglie di tagliare i costi almeno sui libri di testo, acquistandoli di seconda mano. È assurdo che le nostre famiglie debbano spendere più di 800 euro ogni anno per garantire a noi un diritto fondamentale, quello allo studio. Quest’anno abbiamo iniziato il 25 agosto con la raccolta dei libri, siamo davanti le sedi centrali del liceo delle Scienze Umane Finocchiaro Aprile e del Liceo Scientifico Albert Einstein dalle 9.00 alle 12.00, per la raccolta e la vendita dei volumi usati».
Secondo gli studenti, il mercatino è importante non solo in quanto iniziativa che permette di andare contro il fenomeno del caro libri: «Il mercatino si propone come alternativa autogestita dai ragazzi - racconta Gabriele Saeli di "Spezza il Silenzio", il collettivo del liceo Scientifico Einstein -, crea quindi anche un ambiente in cui possiamo ritrovarci, parlare insieme dopo l’estate e riorganizzarsi in vista dell’inizio della scuola, potendo discutere anche del problema in sé e di come si può risolvere.
Tra l'altro, quest'anno i ragazzi del collettivo che fanno parte della sezione Scienze Applicate hanno sviluppato un modello di web app proprio per rendere più efficiente il mercatino attraverso una catalogazione dei volumi più veloce: per noi è importante cercare di utilizzare le competenze che apprendiamo a scuola per qualcosa di utile per la collettività, e in questo senso il mercatino è uno di quei momenti in cui possiamo fare la differenza per le famiglie».
Mentre si cercano risposte a lungo termine per risolvere il problema del caro libri, la soluzione più immediata arriva dal basso: i mercatini del libro usato organizzati dagli studenti sono una dimostrazione di come sia la comunità scolastica, facendo rete, ad essere un tassello fondamentale nell’affrontare problemi comuni, nell’attesa di interventi strutturali affinché l’istruzione torni ad essere un bene accessibile e garantito a prescindere dalle disponibilità economiche delle famiglie.
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