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Goletta dei laghi, bene le acque ma restano criticità: la situazione a Pergusa e a Piana

Si torna a parlare della qualità e delle quantità delle acque siciliane, grazie all’ultimo report di Legambiente, dati positivi ma anche ombre. Cosa dicono i dati

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • 31 luglio 2026

Il lago dei Piana degli Albanesi (foto di Alessandro Ferrantelli)

Nel corso delle ultime ore si è tornati a parlare della qualità e delle quantità delle acque siciliane, grazie all’ultimo report di Goletta verde dei laghi di Legambiente, l’appuntamento annuale di fine luglio che analizza lo status di salute dei principali bacini siciliani. Si confermano in buona salute dal punto di vista microbiologico, ma il cambiamento climatico continua a rappresentare la vera sfida per il futuro degli ecosistemi lacustri dell'Isola. Le analisi, eseguite tra il 13 e il 15 luglio, hanno riguardato nello specifico 6 punti di campionamento in tutta la regione, tra cui il lago di Piana degli Albanesi, il lago Soprano, il lago di Pergusa e la diga San Giovanni.

Tutti i campioni hanno evidenziato valori microbiologici pienamente conformi ai limiti previsti dalla normativa, confermando l'assenza di criticità legate alla contaminazione batterica. Una buona notizia, che va nettamente in contrasto con i dati delle coste, dove la situazione è del tutto ribaltata. Tra i risultati più significativi spicca quello del lago di Piana degli Albanesi, che per il quarto anno consecutivo registra parametri regolari in tutti i punti monitorati. Positivo anche il bilancio del lago Soprano, dove la qualità delle acque rimane stabile dal 2021, mentre il lago di Pergusa conferma i dati favorevoli già registrati nella precedente campagna.

Migliora sensibilmente anche la situazione della diga San Giovanni: il punto di controllo situato alla foce del fiume Naro è tornato entro i limiti di legge dopo che nel 2025 era stato classificato come fortemente inquinato. Se i dati scientifici certificano uno stato soddisfacente delle acque, è il contesto ambientale a destare le maggiori preoccupazioni. L'attenzione di Legambiente si concentra infatti sul lago di Pergusa, considerato uno dei bacini italiani più vulnerabili agli effetti del riscaldamento globale.

L'innalzamento delle temperature, unito alla limitata profondità del lago, favorisce un'intensa evaporazione che accelera i processi di disseccamento e mette seriamente a rischio gli equilibri naturali, compromettendo habitat e biodiversità. A rendere ancora più fragile questo ecosistema intervengono anche le trasformazioni causate dall'uomo.

L'autodromo realizzato attorno al lago continua infatti a rappresentare un elemento di forte impatto, secondo l’associazione, interrompendo la continuità ecologica tra il bacino e gli ambienti naturali circostanti. A ciò si aggiunge il sistema fognario del Villaggio Pergusa che, convogliando all'esterno del bacino una parte consistente delle acque piovane, sottrae risorse idriche preziose proprio in un momento storico caratterizzato da siccità sempre più frequenti.

Per richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di affrontare queste criticità, Legambiente ha promosso un'iniziativa simbolica sulle rive del lago esponendo lo striscione "Non è caldo, è crisi climatica". I volontari di Legambiente ritengo infatti indispensabile superare la logica degli interventi emergenziali e avviare un piano di tutela capace di garantire una gestione sostenibile della riserva.

Tra le azioni ritenute prioritarie figurano la ripresa del monitoraggio ambientale delle istituzioni, interrotto ormai da anni, il rafforzamento della governance della riserva naturale, la progressiva riconversione dell'autodromo con la rinaturalizzazione delle aree interessate e la riqualificazione della rete fognaria del Villaggio Pergusa per consentire il recupero delle acque meteoriche.

Accanto a questi interventi viene proposta anche la realizzazione di nuove aree umide per favorire la sopravvivenza dell'avifauna durante i periodi di siccità e la valorizzazione dell'ex Club Nautico e di Villa Geracello di Zagaria come poli dedicati all'educazione ambientale. Secondo Elisa Scocchera, portavoce di Goletta dei Laghi, i risultati delle analisi confermano che la qualità microbiologica delle acque siciliane è complessivamente positiva, ma questo non può far dimenticare la crescente pressione esercitata dal cambiamento climatico, che rende Pergusa uno dei laghi più esposti dell'intero territorio nazionale.

Per Legambiente è quindi fondamentale rafforzare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, prevedendo interventi specifici destinati alla salvaguardia degli ecosistemi lacustri. Anche Giuseppe Amato, responsabile delle risorse idriche di Legambiente Sicilia, evidenzia il valore ambientale di Pergusa, luogo di importanza internazionale per la sosta degli uccelli migratori lungo la rotta tra Europa e Africa. La particolare conformazione del lago, privo di immissari ed emissari naturali e profondamente modificato dalle attività antropiche nel corso degli ultimi decenni, lo rende particolarmente vulnerabile alle variazioni climatiche.

Emblematico resta quanto accaduto nel 2014, quando il bacino si prosciugò completamente, provocando gravi conseguenze sugli habitat naturali. Un episodio che, secondo Legambiente, dimostra la necessità di intervenire rapidamente sia sul fronte infrastrutturale sia su quello della gestione della riserva, puntando su interventi di rinaturalizzazione e su modelli di sviluppo compatibili con la tutela del patrimonio ambientale. Accanto alle criticità non mancano però esperienze positive.

Il territorio ennese continua infatti a distinguersi per il coinvolgimento della cittadinanza nelle attività di tutela ambientale grazie al progetto europeo ProPartS, inserito nella rete Biodiversa+, che promuove iniziative di Citizen Science dedicate al monitoraggio dell'avifauna e dell'erpetofauna. A questo si affianca il lavoro del circolo Legambiente di Enna, impegnato nelle attività del Centro di Educazione Ambientale "Alexander von Humboldt", punto di riferimento per la divulgazione scientifica e sede del Centro Visitatori del Rocca di Cerere UNESCO Global Geopark.
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