METEO

Il meteo cambia e il rischio Medicane aumenta: che succede nel Canale di Sicilia

In questi giorni, infatti, nell’atmosfera che sovrasta il tratto di mare compreso tra la Sicilia, Malta, la Tunisia e la Libia, si sta formando una depressione sospetta

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • Pubblicato il
    14 settembre 2026

Il ciclone Medicane (foto di archivio)

Nel corso delle ultime ore si è tornati a parlare del meteo che presto potrebbe letteralmente impazzire sopra le nostre teste. In questi giorni, infatti, nell’atmosfera che sovrasta il tratto di mare compreso tra la Sicilia, Malta, la Tunisia e la Libia, si sta formando una depressione che i meteorologi temono possa diventare una struttura di tipo tropicale, il cosiddetto Medicane, termine nato dalla fusione di “Mediterranean” e “Hurricane”.

Che succede nel Canale di Sicilia

Nel corso degli ultimi anni di Medicane si è parlato spesso, non ultimo quando il ciclone Harry ha devastato le coste della Sicilia, entrando in contatto con la terraferma nel gennaio scorso. Sfortunatamente per noi, la situazione potrebbe ripetersi nelle prossime settimane e proprio per questo è importante evitare semplificazioni. I meteorologi hanno dichiarato che al momento si parla di un ciclone mediterraneo in formazione e della possibilità di una successiva transizione verso caratteristiche simil-tropicali, non di un uragano già pienamente formato.

Le ultime analisi degli esperti

Le ultime analisi disponibili indicano infatti che il sistema si sta ingrandendo nel Canale di Sicilia, sebbene al momento la nostra regione sia stata toccata solo da alcuni temporali e precipitazioni localmente molto abbondanti. In passato abbiamo già spiegato come si forma un Medicane, ma ribadire quale sia l’origine di questo fenomeno è troppo importante per ignorare la questione e passare avanti. Da una parte l’ingresso di aria relativamente più fresca e instabile dall’Atlantico, che raggiunge un mare molto caldo, al termine della stagione estiva, permette alle nubi che si sviluppano sopra il Mediterraneo di possedere una quantità enorme di energia.

D’altra parte, il contrasto termico tra l’aria più fredda in quota e la superficie marina ancora molto calda favorisce lo sviluppo di nubi temporalesche molto alte, capaci di provocare tempeste sensazionali. Sono proprio questi i passaggi che gli esperti stanno osservando sul Canale di Sicilia. Un Medicane non nasce infatti esattamente come un uragano dell’Atlantico.

La sua origine è generalmente ibrida. Il sistema parte spesso da una perturbazione o da una depressione delle medie latitudini che, trovandosi sopra acque relativamente calde e in presenza di condizioni atmosferiche favorevoli, può trasformare gradualmente la propria struttura.

Il mare caldo, tuttavia, non è l’unico ingrediente necessario affinché una semplice tempesta diventi un Medicane. Perché essa la diventi è necessario anche che la configurazione atmosferica sia favorevole. Una forte variazione della direzione o della velocità del vento può infatti disgregare le strutture temporalesche e impedire al vortice di organizzarsi. Al contrario, quando la convezione riesce a concentrarsi vicino al centro della depressione e le condizioni dinamiche permettono al sistema di mantenere una struttura compatta, la trasformazione può accelerare in poche ore.

Fenomeni difficili da prevedere

È uno dei motivi per cui i Medicane sono fenomeni difficili da prevedere con precisione anche quando i modelli numerici individuano con diversi giorni di anticipo la possibilità di una ciclogenesi. Per la Sicilia e il Mediterraneo in generale, quindi, il vero elemento di attenzione nelle prossime ore sarà la distribuzione delle precipitazioni e il vento. Anche la traiettoria rappresenta un'incognita fondamentale.

Le ultime proiezioni disponibili indicano un possibile movimento verso est del sistema, con un interessamento del Canale di Sicilia, di Malta e successivamente delle aree ioniche e della Grecia. Le analisi più recenti citano uno scenario nel quale il ciclone, dopo essersi organizzato tra Sicilia e Malta, potrebbe spostarsi verso il Mar Ionio, lasciando comunque dietro di sé una fase di forte instabilità sul Mezzogiorno. Dal punto di vista della prevenzione, l’attenzione è elevata, pur senza descrivere uno scenario generalizzato di emergenza.

Il bollettino della protezione civile

Il bollettino del Dipartimento della Protezione Civile per lunedì 14 settembre indica un’allerta gialla per rischio temporali e rischio idrogeologico in diverse zone della Sicilia sud-orientale, del versante dello Stretto di Sicilia e del versante ionico. Questo significa che il sistema di allertamento sta valutando condizioni capaci di produrre effetti locali significativi, ma non equivale automaticamente alla previsione di un evento estremo in ogni area dell’isola.

Quello che sta accadendo in queste ore, dunque, merita attenzione soprattutto per la possibilità che si verifichino precipitazioni intense, mentre la trasformazione della tempesta in Medicane rimane un fenomeno da monitorare.
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