Il gas da Bellolampo alle nostre case: c'è il primo impianto di biometano in Sicilia
Una volta a regime, l'impianto produrrà oltre quattro milioni di metri cubi di biometano ogni anno. Ecco quando è previsto che entri in funzione
Da sinistra Giulio Tantillo, Agostino Re Rebaudengo, Pietro Alongi e Giuseppe Todaro
Sono ufficialmente iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo impianto di produzione di biometano da biogas della discarica di Bellolampo, un intervento che segna un primato nazionale e regionale: sarà infatti il primo impianto in Sicilia a produrre biometano dal biogas di discarica e il primo in Italia a immetterlo direttamente nella rete cittadina di distribuzione del gas, quella gestita da Amg Energia.
Il progetto è stato presentato nella sede della Rap durante una conferenza stampa alla presenza dell'assessore comunale all'Ambiente Pietro Alongi, del presidente di Rap Giuseppe Todaro, del presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo e del presidente di Asja Energy Agostino Re Rebaudengo.
L'intervento prevede la conversione dell'attuale impianto che oggi produce energia elettrica dal biogas in una struttura capace di raffinare quel gas fino a trasformarlo in biometano, un combustibile rinnovabile che verrà immesso nella rete cittadina e utilizzato direttamente dalle famiglie.
L'entrata in esercizio è prevista entro giugno 2027. Una volta a regime, l'impianto produrrà oltre quattro milioni di metri cubi di biometano ogni anno, una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 10.500 famiglie palermitane. I benefici non riguarderanno soltanto l'approvvigionamento energetico. Ogni anno saranno infatti evitati il consumo di circa quattro milioni di metri cubi di gas fossile importato e l'emissione in atmosfera di circa 8.000 tonnellate di anidride carbonica.
Il tutto senza consumare nuovo suolo, perché il nuovo impianto sorgerà all'interno delle aree già occupate dall'attuale struttura e sfrutterà parte delle infrastrutture esistenti.
Ma come funziona il progetto?A spiegare il funzionamento dell'impianto è stato il presidente di Asja Energy, Agostino Re Rebaudengo, che ha illustrato la trasformazione tecnologica prevista. «Si tratta di una trasformazione di un impianto che avevamo fatto venticinque anni fa per l'estrazione del biogas dalla discarica di Bellolampo e utilizzarlo per produrre energia elettrica, con dei motori endotermici, in un moderno impianto che, sempre utilizzando il biogas prodotto dalla frazione organica dei rifiuti, diventa biometano».
Il presidente di Asja ha sottolineato che il gas ottenuto non ha nulla a che vedere con quello fossile estratto dal sottosuolo. «Si tratta di un biometano organico che viene prodotto dalla fermentazione della frazione organica dei rifiuti e poi, attraverso un sistema di trattamento e pulizia, diventa 100% metano».
Una delle particolarità del progetto è proprio la destinazione finale del combustibile. Per la prima volta il biometano non verrà utilizzato esclusivamente per produrre energia elettrica, ma sarà immesso direttamente nella rete urbana. «È il primo impianto in assoluto. I cittadini conferiscono i loro rifiuti e dalla discarica ritorna nelle loro case. È il senso più compiuto dell'economia circolare».
L'investimento complessivo di Asja Energy sarà di circa 10 milioni di euro. Parallelamente, l'azienda riconoscerà a RAP royalty per circa 16 milioni di euro nell'arco dei prossimi diciannove anni. Un milione di euro all'anno per Rap. Proprio il ritorno economico per l'azienda partecipata rappresenta uno degli aspetti maggiormente evidenziati dall'assessore all'Ambiente Pietro Alongi. Secondo Alongi, il progetto dimostra come una moderna gestione dei rifiuti possa generare non soltanto benefici ambientali ma anche nuove risorse economiche, riducendo la dipendenza della società dalla sola Tari.
«Rap incasserà circa 16 milioni di euro in diciotto anni. Questo significa che ogni anno avrà la possibilità di ricevere circa un milione di euro di risorse aggiuntive». L'assessore ha spiegato che l'obiettivo dell'amministrazione comunale è proprio quello di costruire un modello nel quale l'azienda possa contare su entrate accessorie. Ha ricordato inoltre che Bellolampo sta vivendo una profonda fase di trasformazione grazie a una serie di investimenti già avviati o in fase di progettazione. Tra questi figurano la settima vasca della discarica, il nuovo impianto per il trattamento del rifiuto secco, quello dedicato agli ingombranti, e ulteriori strutture destinate alla valorizzazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata. Alongi ha anche affrontato il tema dell'abbandono dei rifiuti in città, definendolo una delle principali emergenze da affrontare.
«La Rap dovrebbe rimuovere dal suolo cittadino al massimo 200 tonnellate di rifiuti abbandonati fuori dai cassonetti. I palermitani ne producono 22 mila. È chiaro che il contrasto a questo fenomeno è uno soltanto: quello delle sanzioni». L'assessore ha annunciato l'arrivo di nuove fototrappole entro la fine di agosto e ha espresso fiducia nell'approvazione del nuovo regolamento comunale sui rifiuti, che consentirà l'impiego degli ispettori ambientali.
Bellolampo, quindi, cambia volto. Per il presidente di Rap Giuseppe Todaro questo intervento rappresenta soltanto uno dei tasselli della trasformazione della piattaforma impiantistica. Ha ricordato che l'attuale impianto produce già energia elettrica dal biogas, ma senza alcun ritorno economico per l'azienda, mentre con il nuovo sistema la società potrà beneficiare di un'entrata costante per i prossimi vent'anni. «Quello che presentiamo oggi è un passo avanti. La Rap era sotto le macerie e piano piano siamo riusciti, insieme ad Asja, a portare avanti questo progetto. Da ieri sono partiti i lavori che si concluderanno intorno a giugno del 2027».
Todaro ha ribadito che l'obiettivo finale è trasformare Bellolampo in una vera piattaforma industriale. «Non più una discarica. Il residuo secco deve essere il minimo. Noi ci auguriamo che con tutte le attività che stiamo svolgendo e con una burocrazia che ci aiuti si possa chiudere definitivamente questo problema per Palermo». Il nuovo impianto si inserisce infatti in un piano molto più ampio che interesserà Bellolampo nei prossimi anni.
Accanto alla produzione di biometano sorgeranno nuovi impianti dedicati al trattamento degli ingombranti, delle frazioni secche della raccolta differenziata, dei pannolini e del residuo indifferenziato. A questi si aggiungono il biodigestore anaerobico e il nuovo impianto di selezione e recupero del rifiuto secco. L'obiettivo è quello di ridurre progressivamente il conferimento in discarica fino al limite del 10% fissato dalle direttive europee entro il 2035, trasformando invece una quota sempre maggiore dei rifiuti in nuova materia ed energia. Il sindaco Roberto Lagalla ha definito il progetto «un passo decisivo verso un modello di sviluppo fondato sull'innovazione, sulla sostenibilità e sull'economia circolare», sottolineando come la produzione di biometano consentirà di restituire ai cittadini energia pulita, ridurre la dipendenza dal gas fossile e creare valore economico per il territorio.
Anche il presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo ha parlato di una svolta per Palermo e per l'intera Sicilia. Secondo Tantillo, il rifiuto smette finalmente di essere soltanto un'emergenza per trasformarsi in una risorsa strategica capace di produrre energia pulita, ridurre le emissioni e fare della città un modello di innovazione per tutto il Mezzogiorno. Nel corso della conferenza Re Rebaudengo ha ricordato anche il legame storico tra Asja Energy e Palermo. La società opera a Bellolampo da circa venticinque anni e proprio nel 2001 realizzò il primo impianto di captazione del biogas. In quell'occasione nacque anche una delle installazioni artistiche più insolite della città: la celebre scritta "Hollywood" realizzata dall'artista Maurizio Cattelan sulle pendici della discarica e illuminata proprio grazie all'energia prodotta dal biogas.
Un legame che oggi si rinnova con una nuova tecnologia destinata a cambiare il destino energetico della discarica. Se fino a oggi Bellolampo è stata percepita soprattutto come il luogo dove finiscono i rifiuti di Palermo, il progetto presentato da RAP e Asja Energy prova a ribaltarne il significato: da punto finale del ciclo dei rifiuti a luogo in cui gli scarti vengono trasformati in una nuova risorsa, capace di alimentare le case dei cittadini e contribuire, allo stesso tempo, alla riduzione delle emissioni e alla sicurezza energetica del territorio.
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