Il nome dice tutto, quando arrivi sembra il paradiso: in Sicilia c'è la Spiaggia dei Sogni
Vi portiamo in un luogo mozzafiato da ammirare e vivere, tra falesie e distese di sabbia morbida e dorata. Un piccolo angolo di pace, lontano dal caos cittadino
«La mia vita cambia ogni giorno in ogni modo possibile. E, nonostante i miei sogni, non è mai piatta come sembra, mai piatta come sembra». Dal testo della canzone (tradotta) dei Cranberries, parte la nostra nuova avventura. Dolci e incastonate tra le falesie e la vegetazione mediterranea, baie, arenili e la Spiaggia dei Sogni si mostrano - tra specchi d’acqua e ambienti magici.
Superata la cittadina di Porto Empedocle, Agrigento è a uno schiocco di dita. Omettendo vizi e virtù del capoluogo di provincia, ci spostiamo, anzi continuiamo, lungo il percorso costiero. Il nostro obiettivo di giornata trova terreno fertile, tra vivacità colorate e profumi “marini” peccaminosi.
A lu “Zingarellu” si respira aria estiva. Le vie Gioiosa, della Playa, del Sole, Pirandello, Panoramica e Miramare riflettono a pieno il senso della nostra visita. Gli asfalti argillosi e caldi lasciano spazio alla terra. Il tracciato segna i confini tra quotidianità e, appunto, magia. La stessa che prenderà in consegna le nostre emozioni per regalarci angoli paradisiaci.
Perché non lasciarci contagiare da cotanta bellezza? Ai posteri la nostra ardua sentenza. Il breve percorso sterrato (di circa 200 metri) è in discesa. A metà tracciato, per chi non fosse attento, affiorano i primi segni di un ”amore marino”: una panca in legno. È una posizione strategica, per vivere i nuovi sogni.
Da quell’angolino pullulano faziose immagini meravigliose. Il Mar Mediterraneo, ormai ostaggio delle nostre foto, splende nella sua incantevole limpidezza. I costoni rocciosi fanno da contorno, proteggono gli aspetti naturali dalle scie cementizie (speriamo non cedano).
La seconda parte della discesa non la temiamo, consapevoli di trovare aspetti e prospetti che ci facciano sognare. Una struttura realizzata in legno ci accoglie. «Respira, sei alla Spiaggia dei Sogni» e «Lascia pulito, la spiaggia è di tutti» sono le frasi che più ci colpiscono. Nella loro semplicità, semmai ce ne fosse ancora il motivo, colgono l’essenza di un luogo come tanti, spesso deturpato dalla superficialità dell’essere umano.
Prevale, a primo impatto, la dimensione. Se alla nostra sinistra “pari” na strettoia “sicca” e “longa” di grandezze ridotte, alla nostra destra, invece, le proporzioni aumentano vertiginosamente. Prima del fatidico tuffo, ci diamo una svegliata. Come? Tocchiamo la sabbia. È dorata, ma di una morbidezza che ci lascia attoniti, storditi.
Fine, dolce, quasi prelibata, è il segno di un ambiente pittoresco, di quelli che lasciano il segno. Il primo tuffo lo dedichiamo all’esplorazione delle acque. A un orario poco “caldo”, prevale un’aria celestiale con colori tonici. Il mare è pulito e digrada, leggero e candido, delicatamente. La perfezione? Ci siamo vicini, molto vicini.
La fase dell’esplorazione continua al di fuori delle brezze marine, varcando i confini del possibile. Alla nostra sinistra, in una sorta di binocolo vivente, attraversiamo gli scorci rocciosi. Sono visibili - a occhio nudo - piccole insenature. Queste, in lontananza, ci portano dritti a Punta Bianca. Il color “falesia” e la presenza della Casa del Doganiere sono caratteristiche più che evidenti.
Alla nostra destra, il concetto si estende a metri e metri che superano ogni possibile intreccio. È tempo di passeggiare e oltrepassare la linea di confine.
Inizia così la seconda parte del racconto, quella che ci porta a scoprire i particolari deliziosi. Durante la camminata incontriamo e ci scontriamo con le conchiglie. Di forme diverse, raccontano di un Mediterraneo protagonista. Da sempre! Fino a quando, senza preavviso alcuno, i resti di un’imbarcazione in legno manifestano più di un dubbio.
Una carcassa che cela una storia di naufraghi, immigrazione o un peschereccio abbandonato al suo triste destino? Affiorano delle alghe color speranza. Di uomini e storie, di vissuti senza tempo. Nel prosieguo, a destra, la calca rocciosa assume una colorazione scura, un vero controsenso alla falesia già citata. Nella contrapposizione ambientale sono gli intagli a caratterizzare le forme.
Affrontata una semicurva (breve), il nostro spirito di osservazione si stropiccia meravigliosamente. Immersi nella vegetazione spuntano, con tanto di silenzio acclamato (e desiderato), ciottoli colorati, pensieri rispettosi, brande e brevi percorsi da ammirare. In un contesto da “hippy” celebrativo, il tema della vita e del rispetto è l’elemento cardine di questa visita improvvisa. Chi, o coloro che hanno desiderato tutto questo, chiedono solo pace ed educazione.
Lo facciamo per il mare, la natura e lui/lei/loro, i veri protagonisti di una bizzarra fantasia dai contorni gentili. Il viaggio di ritorno riflette su noi stessi, le nostre ambizioni e il prossimo tuffo.
Siamo pronti a calarci nella nuova dimensione e chissà, questa volta, pescheremo un sogno. Noi, del resto, siamo dei sognatori a occhi aperti. La spiaggia è vuota, poca gente, qualche bimbo scorrazzante con maschera, pinne e sorriso. Un signore sulla settantina abbondante guarda altrove, conosce il posto. Lo vive da anni, ormai tanti. Lo ammira silenziosamente, scrutando eventuali novità.
La Spiaggia dei Sogni è stata conquistata e con essa, quella certezza che i sogni si avverano. Ne siamo sicuri, adesso sempre di più.
Superata la cittadina di Porto Empedocle, Agrigento è a uno schiocco di dita. Omettendo vizi e virtù del capoluogo di provincia, ci spostiamo, anzi continuiamo, lungo il percorso costiero. Il nostro obiettivo di giornata trova terreno fertile, tra vivacità colorate e profumi “marini” peccaminosi.
A lu “Zingarellu” si respira aria estiva. Le vie Gioiosa, della Playa, del Sole, Pirandello, Panoramica e Miramare riflettono a pieno il senso della nostra visita. Gli asfalti argillosi e caldi lasciano spazio alla terra. Il tracciato segna i confini tra quotidianità e, appunto, magia. La stessa che prenderà in consegna le nostre emozioni per regalarci angoli paradisiaci.
Perché non lasciarci contagiare da cotanta bellezza? Ai posteri la nostra ardua sentenza. Il breve percorso sterrato (di circa 200 metri) è in discesa. A metà tracciato, per chi non fosse attento, affiorano i primi segni di un ”amore marino”: una panca in legno. È una posizione strategica, per vivere i nuovi sogni.
Da quell’angolino pullulano faziose immagini meravigliose. Il Mar Mediterraneo, ormai ostaggio delle nostre foto, splende nella sua incantevole limpidezza. I costoni rocciosi fanno da contorno, proteggono gli aspetti naturali dalle scie cementizie (speriamo non cedano).
La seconda parte della discesa non la temiamo, consapevoli di trovare aspetti e prospetti che ci facciano sognare. Una struttura realizzata in legno ci accoglie. «Respira, sei alla Spiaggia dei Sogni» e «Lascia pulito, la spiaggia è di tutti» sono le frasi che più ci colpiscono. Nella loro semplicità, semmai ce ne fosse ancora il motivo, colgono l’essenza di un luogo come tanti, spesso deturpato dalla superficialità dell’essere umano.
Prevale, a primo impatto, la dimensione. Se alla nostra sinistra “pari” na strettoia “sicca” e “longa” di grandezze ridotte, alla nostra destra, invece, le proporzioni aumentano vertiginosamente. Prima del fatidico tuffo, ci diamo una svegliata. Come? Tocchiamo la sabbia. È dorata, ma di una morbidezza che ci lascia attoniti, storditi.
Fine, dolce, quasi prelibata, è il segno di un ambiente pittoresco, di quelli che lasciano il segno. Il primo tuffo lo dedichiamo all’esplorazione delle acque. A un orario poco “caldo”, prevale un’aria celestiale con colori tonici. Il mare è pulito e digrada, leggero e candido, delicatamente. La perfezione? Ci siamo vicini, molto vicini.
La fase dell’esplorazione continua al di fuori delle brezze marine, varcando i confini del possibile. Alla nostra sinistra, in una sorta di binocolo vivente, attraversiamo gli scorci rocciosi. Sono visibili - a occhio nudo - piccole insenature. Queste, in lontananza, ci portano dritti a Punta Bianca. Il color “falesia” e la presenza della Casa del Doganiere sono caratteristiche più che evidenti.
Alla nostra destra, il concetto si estende a metri e metri che superano ogni possibile intreccio. È tempo di passeggiare e oltrepassare la linea di confine.
Inizia così la seconda parte del racconto, quella che ci porta a scoprire i particolari deliziosi. Durante la camminata incontriamo e ci scontriamo con le conchiglie. Di forme diverse, raccontano di un Mediterraneo protagonista. Da sempre! Fino a quando, senza preavviso alcuno, i resti di un’imbarcazione in legno manifestano più di un dubbio.
Una carcassa che cela una storia di naufraghi, immigrazione o un peschereccio abbandonato al suo triste destino? Affiorano delle alghe color speranza. Di uomini e storie, di vissuti senza tempo. Nel prosieguo, a destra, la calca rocciosa assume una colorazione scura, un vero controsenso alla falesia già citata. Nella contrapposizione ambientale sono gli intagli a caratterizzare le forme.
Affrontata una semicurva (breve), il nostro spirito di osservazione si stropiccia meravigliosamente. Immersi nella vegetazione spuntano, con tanto di silenzio acclamato (e desiderato), ciottoli colorati, pensieri rispettosi, brande e brevi percorsi da ammirare. In un contesto da “hippy” celebrativo, il tema della vita e del rispetto è l’elemento cardine di questa visita improvvisa. Chi, o coloro che hanno desiderato tutto questo, chiedono solo pace ed educazione.
Lo facciamo per il mare, la natura e lui/lei/loro, i veri protagonisti di una bizzarra fantasia dai contorni gentili. Il viaggio di ritorno riflette su noi stessi, le nostre ambizioni e il prossimo tuffo.
Siamo pronti a calarci nella nuova dimensione e chissà, questa volta, pescheremo un sogno. Noi, del resto, siamo dei sognatori a occhi aperti. La spiaggia è vuota, poca gente, qualche bimbo scorrazzante con maschera, pinne e sorriso. Un signore sulla settantina abbondante guarda altrove, conosce il posto. Lo vive da anni, ormai tanti. Lo ammira silenziosamente, scrutando eventuali novità.
La Spiaggia dei Sogni è stata conquistata e con essa, quella certezza che i sogni si avverano. Ne siamo sicuri, adesso sempre di più.
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