Jovanotti sogna un festival internazionale a Palermo e il Comune risponde: "Presente"
Che il Jova Summer tour sia stato un evento che ha travolto la città non è un mistero. Abbiamo chiesto all’assessore alla Cultura Antonio Rini cosa ne pensasse
L'assessore alla Cultura Antonio Rini
Se state ancora ballando sulle note di “Tutto l’amore che ho”, “I love you baby” o state ancora piangendo per “L’ultimo bacio”, allora sì: Palermo ha fatto centro e ha mostrato (finalmente) di essere pronta per i grandi eventi con nuove location che apriranno a breve, come il Palazzetto dello Sport e il Diamante (e ci sono pure le date).
Insomma, che il Jova Summer tour sia stato un evento che ha travolto la città non è un mistero. Lo stesso Lorenzo Cherubini, nelle scorse ore, ha lanciato l’assist sui social: «Perché non fare un Festival a Palermo».
Diciamolo, abbiamo cominciato a parlare di grandi eventi in città nel 2023, con il mega concerto di Vasco Rossi, poi i Pooh, i capodanno con Elodie, Biagio Antonacci e The Kolors. Una scia di artisti che non si è più arrestata. «Abbiamo fatto un lavoro silenzioso partito dalla consapevolezza di uscire dalla logica di emergenza e andare verso quella della programmazione – fa sapere Antonio Rini -. Oggi, con i conti in ordine che ha l’amministrazione, e a dirlo sono i dati di rating, si è andati verso questa prospettiva.
I grandi eventi si programmano anni prima e per fare questo abbiamo messo in campo location che, in passato, non c’erano, come il Velodromo, per esempio. Poi, riapriremo il Palazzetto dello Sport nel 2027 e il Diamante a fine anno. Abbiamo, quindi, restituito le location dove fare cantare gli artisti e accogliere il pubblico».
Nel dettaglio, fino a 3 mila persone possono essere ospitate al Teatro di Verdura (che di recente ha registrato numeri da record per il musical Notre Dame de Paris); fino a 7 mila utenti, invece, al Velodromo e al Diamante, e oltre 40 mila persone all’Ippodromo e al Foro Italico, protagonista del concerto di Radio Italia.
Rini si sofferma anche sul concetto di cultura diffusa nelle periferie: un concetto da legare anche alla rigenerazione urbana, umana e culturale: «Particolare attenzione è stata data ai giovani che propongono una serie di festival. Abbiamo avuto "Palermo Sound" con migliaia di ragazzi in una cornice di sicurezza. I giovani sono protagonisti della città e fanno comunità. Per l'amministrazione è importante che ci sia questa percezione del senso di comunità. È fondamentale: se ti senti parte integrante della comunità, la rispetti».
Insomma, che il Jova Summer tour sia stato un evento che ha travolto la città non è un mistero. Lo stesso Lorenzo Cherubini, nelle scorse ore, ha lanciato l’assist sui social: «Perché non fare un Festival a Palermo».
Cosa dice l'assessore Rini
Abbiamo, allora, chiesto all’amministrazione comunale cosa ne pensasse, e la risposta dell’assessore comunale alla Cultura, Antonio Rini, è stata chiara: «Un Festival dove il capoluogo diventa un palcoscenico internazionale? Non ci sono dubbi: Palermo risponde “Presente”».Diciamolo, abbiamo cominciato a parlare di grandi eventi in città nel 2023, con il mega concerto di Vasco Rossi, poi i Pooh, i capodanno con Elodie, Biagio Antonacci e The Kolors. Una scia di artisti che non si è più arrestata. «Abbiamo fatto un lavoro silenzioso partito dalla consapevolezza di uscire dalla logica di emergenza e andare verso quella della programmazione – fa sapere Antonio Rini -. Oggi, con i conti in ordine che ha l’amministrazione, e a dirlo sono i dati di rating, si è andati verso questa prospettiva.
I grandi eventi si programmano anni prima e per fare questo abbiamo messo in campo location che, in passato, non c’erano, come il Velodromo, per esempio. Poi, riapriremo il Palazzetto dello Sport nel 2027 e il Diamante a fine anno. Abbiamo, quindi, restituito le location dove fare cantare gli artisti e accogliere il pubblico».
Nel dettaglio, fino a 3 mila persone possono essere ospitate al Teatro di Verdura (che di recente ha registrato numeri da record per il musical Notre Dame de Paris); fino a 7 mila utenti, invece, al Velodromo e al Diamante, e oltre 40 mila persone all’Ippodromo e al Foro Italico, protagonista del concerto di Radio Italia.
Gli ultimi concerti della stagione
«Il concerto di Jovanotti è stato fondamentale – prosegue l’assessore alla Cultura -. Ha fatto da aggregatore. Ma non è finita qui: ci saranno ancora Gianni Morandi, Loredana Bertè e Madame che concluderanno un’estate ricchissima con oltre 75 eventi. Abbiamo lavorato per rendere Palermo ancora più attrattiva e, soprattutto, per farla percepire come una città bella, sicura e pronta per i grandi eventi. Non è un caso che, negli ultimi anni, sia stata la meta prescelta di eventi di carattere pubblico e privato, come, per esempio, il matrimonio di Dua Lipa».Rini si sofferma anche sul concetto di cultura diffusa nelle periferie: un concetto da legare anche alla rigenerazione urbana, umana e culturale: «Particolare attenzione è stata data ai giovani che propongono una serie di festival. Abbiamo avuto "Palermo Sound" con migliaia di ragazzi in una cornice di sicurezza. I giovani sono protagonisti della città e fanno comunità. Per l'amministrazione è importante che ci sia questa percezione del senso di comunità. È fondamentale: se ti senti parte integrante della comunità, la rispetti».
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