Dopo il concerto anche Jovanotti sogna un festival a Palermo: "Mi piacerebbe provarci"
È naturale chiedersi se questo sia il primo di una lunga serie di concertoni pronti ad animare la città. Ma Palermo non è l'unica a sognare, lo fa anche l'artista
Jova Summer Party a Palermo
Una cosa è certa: dopo il weekend del Jova Summer Party, Palermo non è più la stessa. La città sogna i grandi eventi, la flotta di gente che arriva da ogni parte della Sicilia e del mondo per quello che unisce più di qualsiasi altra cosa e fa star bene: la musica. Il capoluogo ha risposto con entusiamo alle due date di Jovanotti che hanno dato una nuova vita all'Ippodromo La Favorita, regalando momenti indimenticabili a chiunque abbia partecipato grazie a un "Ragazzo fortunato" che per tre ore ha ballato e cantato senza mai fermarsi.
Ma ora le domande sorgono spontanee e ci si chiede, come un po' vi avevamo già raccontato, se Jovanotti sia il primo di una lunga serie di concertoni pronti ad animare la città. Ma Palermo non è l'unica a sognare, lo fa anche il nostro amato artista. Sì, perché Jova, dopo la sua tappa a Bari dove ha infuocato il palco anche con Serena Brancale, si ferma a riflettere e lo fa con un post sui social che ci fa ben sperare.
«Siamo stati bene a Bari e prima a Olbia Montesilvano Catanzaro Palermo e Napoli e sabato e domenica arriviamo a Roma - inizia così -. Jova Summer Party è stato un esperimento e un successo. Si dice che in Italia non si potrá mai fare un festival live come negli altri paesi europei. A me piacerebbe provarci e come sa chi c’era a questi JSP sto prendendo la rincorsa, perchè penso che invece si può fare».
Perché lui vuole farlo, con uno stile inconfondibile, tutto suo, ma soprattutto nuovo: «Senza copiare gli altri, uscendo dai soliti posti intasati di “grandi eventi” che poi spesso ormai non sono neanche eventi, sono solo grandi, e una grandezza è solo un numero. Per esempio si potrebbe pensare al Sud, il cuore del Mediterraneo, con tutto quello che rappresenta e con il potenziale di accoglienza e di spazi che ci sono».
Che la Sicilia e soprattutto Palermo gli siano rimaste nel cuore non ci sono dubbi. Avendola percorsa in bici poi ne ha assaporato tutta la bellezza e ne è inevitabilmente rimasto stregato. Poi parte la proposta: «In migliaia di italiani ed europei volano ogni estate a Barcellona per i loro festival molto belli e ben organizzati, perchè non a Palermo? Chissá. Sono solo pensieri in libertá che ho fatto spesso in queste settimane mentre ho girato il Sud con questa “festa mobile” selvaggia e libera, attraversandolo in bicicletta e sentendolo nel profondo di me. Il Jova Summer ha richiesto un’organizzazione pazzesca ma la sua riuscita dimostra che è possibile, a volte, anche “l’impossibile”.
Magari resteranno solo pensieri e parole perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Ma L'Arca di Lorè è fatta per navigare, quindi chissá. Fitzcarraldo portò una nave sopra una montagna, gli umani se rinunciano ai sogni e alla “conquista dell’inutile”, ci insegna Werner Herzog, rinunciano a vivere. Ci vediamo a Roma sabato e domenica, Roma dove portano (e partono) tutte le strade».
Per questo Jovanotti potrebbe essere più di un grande concerto riuscito. Potrebbe essere la prova che Palermo può gestire 80 mila persone, organizzare grandi flussi, lavorare insieme tra istituzioni, forze dell’ordine, organizzatori e servizi e trasformare un grande appuntamento in una festa per la città.
Adesso però bisogna capire se questa capacità verrà utilizzata soltanto quando capita l’occasione o se diventerà una strategia. La storia dimostra che il pubblico non è mai mancato. Forse quello che è mancato è stato un luogo, o meglio, un sistema di luoghi all’altezza di quel pubblico.
Ma al calar del sole il ritmo cambia: Jova indossa un completo animalier e con tutta la sua grinta intrattiene il pubblico per tre ore senza mai fermarsi, facendo rivivere ai presenti oltre trent'anni di successi intramontabili, insieme alle sue nuove hit che non hanno perso la sua carica, da "Oceanica" a "I love you baby".
Un concerto indimenticabile in cui Jovanotti non ha smesso di omaggiare la nostra terra, facendo salire sul palco a sorpresa la "cantantessa", una delle artiste che più di tutti racconta la Sicilia e la porta in ogni melodia: Carmen Consoli. Entrambi hanno diviso il palco intonando "L'ultimo bacio", uno dei brani più emozionanti scritti dalla cantautrice. Sul palco anche Lello Analfino, leader dei "Tinturia" che insieme a Jovanotti ha cantato il suo "Jovanotto" e ha travolto il pubblico con la sua tarantella siciliana.
Insomma, Palermo sogna e vuole i grandi eventi e forse sembra essere pronta a questa nuova grande avventura.
Ma ora le domande sorgono spontanee e ci si chiede, come un po' vi avevamo già raccontato, se Jovanotti sia il primo di una lunga serie di concertoni pronti ad animare la città. Ma Palermo non è l'unica a sognare, lo fa anche il nostro amato artista. Sì, perché Jova, dopo la sua tappa a Bari dove ha infuocato il palco anche con Serena Brancale, si ferma a riflettere e lo fa con un post sui social che ci fa ben sperare.
Jova e il futuro Festival a Palermo
«Siamo stati bene a Bari e prima a Olbia Montesilvano Catanzaro Palermo e Napoli e sabato e domenica arriviamo a Roma - inizia così -. Jova Summer Party è stato un esperimento e un successo. Si dice che in Italia non si potrá mai fare un festival live come negli altri paesi europei. A me piacerebbe provarci e come sa chi c’era a questi JSP sto prendendo la rincorsa, perchè penso che invece si può fare».
Perché lui vuole farlo, con uno stile inconfondibile, tutto suo, ma soprattutto nuovo: «Senza copiare gli altri, uscendo dai soliti posti intasati di “grandi eventi” che poi spesso ormai non sono neanche eventi, sono solo grandi, e una grandezza è solo un numero. Per esempio si potrebbe pensare al Sud, il cuore del Mediterraneo, con tutto quello che rappresenta e con il potenziale di accoglienza e di spazi che ci sono».
Che la Sicilia e soprattutto Palermo gli siano rimaste nel cuore non ci sono dubbi. Avendola percorsa in bici poi ne ha assaporato tutta la bellezza e ne è inevitabilmente rimasto stregato. Poi parte la proposta: «In migliaia di italiani ed europei volano ogni estate a Barcellona per i loro festival molto belli e ben organizzati, perchè non a Palermo? Chissá. Sono solo pensieri in libertá che ho fatto spesso in queste settimane mentre ho girato il Sud con questa “festa mobile” selvaggia e libera, attraversandolo in bicicletta e sentendolo nel profondo di me. Il Jova Summer ha richiesto un’organizzazione pazzesca ma la sua riuscita dimostra che è possibile, a volte, anche “l’impossibile”.
Magari resteranno solo pensieri e parole perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Ma L'Arca di Lorè è fatta per navigare, quindi chissá. Fitzcarraldo portò una nave sopra una montagna, gli umani se rinunciano ai sogni e alla “conquista dell’inutile”, ci insegna Werner Herzog, rinunciano a vivere. Ci vediamo a Roma sabato e domenica, Roma dove portano (e partono) tutte le strade».
Cosa ci ha insegnato Jovanotti
Le due serate di Jovanotti hanno dimostrato anche un'altra cosa: un grande concerto non porta soltanto persone sotto un palco. Porta pubblico negli alberghi, nei ristoranti, nei bar, nei negozi. Muove trasporti, servizi e lavoratori e mette una città sotto i riflettori nazionali.Per questo Jovanotti potrebbe essere più di un grande concerto riuscito. Potrebbe essere la prova che Palermo può gestire 80 mila persone, organizzare grandi flussi, lavorare insieme tra istituzioni, forze dell’ordine, organizzatori e servizi e trasformare un grande appuntamento in una festa per la città.
Adesso però bisogna capire se questa capacità verrà utilizzata soltanto quando capita l’occasione o se diventerà una strategia. La storia dimostra che il pubblico non è mai mancato. Forse quello che è mancato è stato un luogo, o meglio, un sistema di luoghi all’altezza di quel pubblico.
Jova Summer Party
È proprio vero: Palermo non poteva chiedere una fine d'estate migliore. Il "Jova Summer Party" ha infiammato l'Ippodromo La Favorita, inaugurando lo spazio con un'energia unica nel suo genere. Il Festival ha avuto inizio nel pomeriggio e l'artista ha portato alcuni dei suoi cavalli di battaglia, alternati ai dj set internazionali che hanno fatto scatenare il pubblico.Ma al calar del sole il ritmo cambia: Jova indossa un completo animalier e con tutta la sua grinta intrattiene il pubblico per tre ore senza mai fermarsi, facendo rivivere ai presenti oltre trent'anni di successi intramontabili, insieme alle sue nuove hit che non hanno perso la sua carica, da "Oceanica" a "I love you baby".
Un concerto indimenticabile in cui Jovanotti non ha smesso di omaggiare la nostra terra, facendo salire sul palco a sorpresa la "cantantessa", una delle artiste che più di tutti racconta la Sicilia e la porta in ogni melodia: Carmen Consoli. Entrambi hanno diviso il palco intonando "L'ultimo bacio", uno dei brani più emozionanti scritti dalla cantautrice. Sul palco anche Lello Analfino, leader dei "Tinturia" che insieme a Jovanotti ha cantato il suo "Jovanotto" e ha travolto il pubblico con la sua tarantella siciliana.
Insomma, Palermo sogna e vuole i grandi eventi e forse sembra essere pronta a questa nuova grande avventura.
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