MUSICA

Jovanotti incanta Palermo al Chiaro di luna: il racconto di un sogno lungo un weekend

Il Festival ha avuto inizio nel pomeriggio e l'artista ha portato alcuni dei suoi cavalli di battaglia, alternati ai dj set che hanno fatto scatenare il pubblico

Alice Marchese
Giornalista
  • 31 agosto 2026

Jovanotti

Palermo non poteva chiedere una fine d'estate migliore: il "Jova Summer Party" ha infiammato l'Ippodromo La Favorita, inaugurando lo spazio con un'energia unica nel suo genere. Il Festival ha avuto inizio nel pomeriggio e l'artista ha portato alcuni dei suoi cavalli di battaglia, alternati ai dj set internazionali che hanno fatto scatenare il pubblico.

Ma al calar del sole il ritmo cambia: Jova indossa un completo animalier e con tutta la sua grinta intrattiene il pubblico per tre ore senza mai fermarsi, facendo rivivere ai presenti oltre trent'anni di successi intramontabili, insieme alle sue nuove hit che non hanno perso la sua carica, da "Oceanica" a "I love you baby".

Un concerto indimenticabile in cui Jovanotti non ha smesso di omaggiare la nostra terra, facendo salire sul palco la nostra "cantantessa", una delle artiste che più di tutti racconta la Sicilia e la porta in ogni melodia: Carmen Consoli. Entrambi hanno diviso il palco intonando "L'ultimo bacio", uno dei brani più emozionanti scritti dalla cantautrice.

Ma Jovanotti non lo nasconde: anche lui si sente siciliano, soprattutto dopo un anno in cui anche per lui tutto è cambiato. Correva l'anno 1992, quando le stragi macchiarono la nostra storia e anche lui per la prima volta ha sentito appartenenza. Da lì nasce "Mi fido di te", una canzone che accompagna intere generazioni da sempre, un inno alla memoria e alla speranza.

«So che c'è un prima e un dopo il 1992. Prima del '92 ero un altro, ero un rapper, mi piacevano i dischi le discoteche, il palco, lo show. Poi c'è stato quel 1992 con le stragi di Falcone e Borsellino. Soprattutto ci siete stati voi siciliani. Ho visto voi palermitani alzare la testa in un modo che non credevo possibile. Una voglia di giustizia, il terrore non vi ha fatto fuggire né nascondere. Anche se ero lontano, mi sono sentito parte di qualcosa».

Sul palco anche Lello Analfino, leader dei "Tinturia" che insieme a Jovanotti ha cantato il suo "Jovanotto" e ha travolto il pubblico con la sua tarantella siciliana.

Dall'Ippodromo Castello Utveggio è una magia, come lo è stata la luna incastonata tra Monte Pellegrino e quel palazzo rosa. Infatto è stato inevitabile per il cantante intonare "Chiaro di luna", in onore di uno spettacolo mozzafiato. Non poteva mancare l'omaggio a Gino Paoli e alla sua "Sapore di sale", brano nato proprio a Capo d'Orlando, borgo da cui è partito in bici Jovanotti per venire a Palermo.

Insomma, come ha detto lui stesso «un concerto da strappare le corde vocali». Tre ore di energia pura che hanno unito persone di tutte le età: dai più piccoli che ballavano sulle note di "Oceanica" alle intramontabili "Bella", "Ragazzo fortunato" e "Raggio di sole". E come è accaduto a lui, anche a Palermo è stato regalato un sogno.
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