Lo storico pavimento (ritrovato) e il soffitto dipinto: Sala delle Lapidi riapre a Palermo
Riaprono le porte di Sala delle Lapidi e delle prime aree simbolo di Palazzo delle Aquile, svelando il restauro di un luogo che ha fatto la storia di Palermo
Lo storico pavimento marmoreo di Sala delle Lapidi al Palazzo delle Aquile di Palermo (foto di Emanuele Drago)
Gli stessi banchi su cui sedette Leonardo Sciascia, il rosso porpora a dare ulteriore solennità alle pareti e un prezioso pavimento di marmo antico riscoperto, non più coperto dalla moquette.
«Il restauro di Palazzo delle Aquile attraverso la ormai prossima riapertura della Sala delle Lapidi restituisce alla città un luogo fondamentale della sua storia e della sua vita democratica – dichiara Maurizio Carta, assessore al Centro storico -. Considero questo intervento un impegno concreto per la cura del nostro patrimonio e per la piena valorizzazione della casa dei palermitani. Con il sindaco, Roberto Lagalla, il presidente del Consiglio comunale, Giulio Tantillo, e insieme alla Soprintendenza, abbiamo seguito con cura tutte le lavorazioni per mettere in luce il meraviglioso pavimento marmoreo e il soffitto dipinto. Ringrazio gli uffici della città storica e l’impresa Cosan per aver permesso questa prima riapertura nei tempi programmati».
«Il presidente Tantillo ha svelato, come data, quella del mese di dicembre. La cosa più d’impatto che vedremo, in Sala delle Lapidi, sarà il pavimento intarsiato di marmo, per anni coperto da una moquette imposta dalla Soprintendenza per tutelare il pavimento, proveniente dall’Oratorio della Pace – spiega la consigliera comunale e architetto Giulia Argiroffi -. Sono stati alleggeriti gli arredi proprio per rendere la vista libera sul pavimento. E, ancora, recuperati i vecchi banchi, gli stessi su cui si è seduto Leonardo Sciascia. Gli scranni, adesso, inoltre, saranno 40 e non più 60, mentre i posti per gli uditori non si troveranno più sulle pedane sempre per rendere visibile il pavimento. Grande novità anche per le pareti che da rosa pallido diventano di un vivo rosso porpora».
«Nella sala Rostagno – prosegue Giulia Argiroffi – è stata sollevata la quota del pavimento sullo stesso livello della corte, coperta da vetro con il lucernario. Il tutto è in continuità con l’ingresso. Nell’atrio è stato rifatto il lucernario. Infine, i servizi igienici si trovano dove c’è la finestra che si affaccia su San Cataldo e la Martorana».
Per il resto del Palazzo si deve, invece, ancora attendere: «Le previsioni erano di quattro anni mantenendo uffici e Consiglio comunale – conclude la consigliera -. Ma si è fatto un accordo per accorciare i tempi a due anni, liberando completamente il Palazzo. I lavori sono iniziati a marzo 2023. Quindi, il primo settembre 2025 dovevano essere finiti secondo il cronoprogramma. Tuttavia, è normale che possano esserci dei ritardi in un progetto di questo tipo».
La riapertura di Sala delle Lapidi
A dicembre, Palermo riapre le porte della Sala delle Lapidi e delle prime aree simbolo di Palazzo delle Aquile, svelando un restauro che combina l'alleggerimento degli arredi storici con una nuova continuità spaziale.«Il restauro di Palazzo delle Aquile attraverso la ormai prossima riapertura della Sala delle Lapidi restituisce alla città un luogo fondamentale della sua storia e della sua vita democratica – dichiara Maurizio Carta, assessore al Centro storico -. Considero questo intervento un impegno concreto per la cura del nostro patrimonio e per la piena valorizzazione della casa dei palermitani. Con il sindaco, Roberto Lagalla, il presidente del Consiglio comunale, Giulio Tantillo, e insieme alla Soprintendenza, abbiamo seguito con cura tutte le lavorazioni per mettere in luce il meraviglioso pavimento marmoreo e il soffitto dipinto. Ringrazio gli uffici della città storica e l’impresa Cosan per aver permesso questa prima riapertura nei tempi programmati».
Il nuovo volto di Sala delle Lapidi
Insomma, un bel regalo sotto l’albero di Natale per il capoluogo siciliano. Ma vediamo come sarà il nuovo volto della sala e quali altre stanze riapriranno imminentemente.«Il presidente Tantillo ha svelato, come data, quella del mese di dicembre. La cosa più d’impatto che vedremo, in Sala delle Lapidi, sarà il pavimento intarsiato di marmo, per anni coperto da una moquette imposta dalla Soprintendenza per tutelare il pavimento, proveniente dall’Oratorio della Pace – spiega la consigliera comunale e architetto Giulia Argiroffi -. Sono stati alleggeriti gli arredi proprio per rendere la vista libera sul pavimento. E, ancora, recuperati i vecchi banchi, gli stessi su cui si è seduto Leonardo Sciascia. Gli scranni, adesso, inoltre, saranno 40 e non più 60, mentre i posti per gli uditori non si troveranno più sulle pedane sempre per rendere visibile il pavimento. Grande novità anche per le pareti che da rosa pallido diventano di un vivo rosso porpora».
Le altre sale restaurate
A dicembre, quindi, si apre il lotto che comprende l’ingresso su Piazza Bellini, la sala Rostagno, l’atrio con il lucernario, la scala, e la Sala degli Stemmi, che è la stanza che precede Sala delle Lapidi.«Nella sala Rostagno – prosegue Giulia Argiroffi – è stata sollevata la quota del pavimento sullo stesso livello della corte, coperta da vetro con il lucernario. Il tutto è in continuità con l’ingresso. Nell’atrio è stato rifatto il lucernario. Infine, i servizi igienici si trovano dove c’è la finestra che si affaccia su San Cataldo e la Martorana».
Per il resto del Palazzo si deve, invece, ancora attendere: «Le previsioni erano di quattro anni mantenendo uffici e Consiglio comunale – conclude la consigliera -. Ma si è fatto un accordo per accorciare i tempi a due anni, liberando completamente il Palazzo. I lavori sono iniziati a marzo 2023. Quindi, il primo settembre 2025 dovevano essere finiti secondo il cronoprogramma. Tuttavia, è normale che possano esserci dei ritardi in un progetto di questo tipo».
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