ARTE E ARCHITETTURA

Otto artisti e un piccolo spazio nel cuore di Termini: un nuovo luogo aperto a tutti

Diverse sensibilità, unite dalla stessa passione e dalla volontà di fare dell’arte un elemento vivo della comunità realizzando così un luogo di incontro aperto a tutti

Roberto Tedesco
Architetto, giornalista e altro
  • Pubblicato il
    2 novembre 2026

Gli otto artisti termitani fondatori della Galleria d'arte

A pochi passi da Piazza Duomo, nel cuore di Termini Imerese, otto artisti termitani hanno dato vita a una nuova realtà culturale: Officina d’arte. Si tratta di ampi e suggestivi ambienti che, grazie all’impegno e alla passione dei loro promotori, sono stati trasformati in una galleria d’arte, luogo di incontro e di condivisione, aperto a tutti gli amanti dell’arte e del “bello”.

Gli otto artisti termitani

A condividere questa esperienza sono gli artisti termitani: Toti Balsamo, Alberto Amodeo, Michele Iacono, Riccardo Morini, Gianfrancesco Iacono, Alberto Stimolo, Ino Di Gaetano e Totò Gatto.

Diverse sensibilità, unite dalla stessa passione e dalla volontà di fare dell’arte un elemento vivo della comunità. I protagonisti di questa iniziativa si esprimono principalmente attraverso la pittura, la scultura e le rappresentazioni tridimensionali intagliate. Tutti linguaggi capaci di dialogare tra loro e di offrire al visitatore prospettive differenti sul mondo dell’arte.

Da una parte il colore, il segno e la superficie della tela; dall’altra la materia, il volume della scultura. Linguaggi differenti che trovano nell’Officina d’arte uno spazio da voler condividere. Il progetto rappresenta un esempio di partecipazione culturale: sono stati loro stessi a recuperare gli spazi, a sostenerne le spese e a trasformarli in un luogo dedicato alla creatività. Un impegno concreto che testimonia come, anche attraverso iniziative nate dall'intraprendenza di singoli cittadini, sia possibile contribuire alla crescita culturale di una città.

Per realizzare il progetto, gli otto artisti si sono autotassati e si sono rimboccati le maniche: armati di scope, pennelli e buona volontà, hanno prima ripulito i locali e poi ridato nuova vita alle pareti, trasformando uno spazio da recuperare in una vera e propria galleria. È così che, passo dopo passo, è nata Officina d’arte, un nome che racchiude già la filosofia dell’iniziativa: un luogo dove l’arte non viene semplicemente contemplata, ma vissuta, prodotta e condivisa.

Qui la creatività e socialità trovano un terreno comune, restituendo alla città uno spazio nel quale gli artisti possono incontrarsi e il pubblico può avvicinarsi alle diverse forme dell’espressione artistica.

Un laboratorio permanente

La galleria diventa così un laboratorio artistico permanente, nel quale le diverse sensibilità possono incontrarsi e confrontarsi. L’opera non rimane chiusa nello studio dell’artista, ma esce allo scoperto per incontrare il pubblico. “Tele, colori, forme e materia trovano così spazio all’interno dei due saloni di Officina d’Arte” dice Alberto Amodeo presidente dell’associazione «in questo luogo desideriamo che le opere diventano il punto di partenza per un incontro tra artisti e visitatori. La pittura, con la sua immediatezza e la possibilità di raccontare attraverso il colore e il segno, dialoga con la scultura, nella quale la materia acquista volume e diventa forma nello spazio».

Un piccolo spazio nel cuore della città che aspira a diventare un punto di riferimento per chi ama l’arte e per chi, magari, vi si avvicina per la prima volta.
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