ARTE E ARCHITETTURA

Per strada a Palermo Oltre il piano reale: l'opera di Aurora Amorelli "esce" dal museo

L'installazione, la terza, chiude la rassegna di GLASS-ROOM, accompagnata da un testo di Giulia D’Oro. È visibile da una vetrina del museo Riso in pieno centro

Daria Castellese
Laureata in Storia dell'Arte
  • Pubblicato il
    29 settembre 2026

Dettaglio dell'opera di Aurora Amorelli "Oltre il piano reale"

L’arte contemporanea scende in strada, abbattendo le pareti istituzionali per incontrare direttamente lo sguardo di chi passeggia per Palermo. È questa la vocazione di GLASS-ROOM – Arte in trasparenza, l’iniziativa che trasforma una vetrina del Museo Riso su Corso Vittorio Emanuele in una galleria sempre accessibile al pubblico.

Il progetto Glass Room

Nato dalla sinergia tra CoopCulture, il RISO diretto da Evelina De Castro e l’Accademia di Belle Arti guidata da Umberto De Paola, il progetto è curato dall’artista e docente Daniele Franzella e ha visto susseguirsi tre diverse installazioni. Dalle opere di Maria Tindara Azzaro e Tony Lombardo fino all’ultima installazione realizzata da Aurora Amorelli (Caltanissetta, 2000).

"Oltre il piano reale"

"Oltre il piano reale" è l’opera che chiude la rassegna di GLASS-ROOM, accompagnata da un testo di Giulia D’Oro e visibile in una vetrina del RISO fino al 24 ottobre. Si presenta come un portale che guida verso una visione dinamica, in cui viene meno la pretesa di una coerenza univoca per far convivere la dualità. Grazie a un sapiente assemblaggio di gommapiuma, dettagli catarifrangenti, cavi in tensione e bulloni metallici, l’artista riesce a convertire lo spazio fisico della vetrina in un vero e proprio generatore di tensioni visive.

L’artista indaga la polarità scegliendo la gommapiuma come elemento d’elezione per la sua duttilità. La superficie catarifrangente, fredda e dura, riflette la luce che colpisce la vetrina, intrecciandola con l’immagine stessa di chi osserva. Realizzata con materiali industriali e sintetici, modellati con rigore compositivo, l’installazione esercita una particolare attrazione, come una forza autonoma capace di rivelare il potere espressivo della materia.

Questa composizione diventa una soglia visiva, inserendosi esattamente in quello scarto indefinibile che separa la nostra percezione immediata dalla comprensione razionale. La lavorazione capitonné, tecnica tappezziera che solitamente rende i mobili accoglienti, diventa nella vetrina sul Cassaro un invito ad accomodarsi in questa contraddizione: un’opera morbida ma dura, pesante e leggera al tempo stesso, con bulloni al posto dei bottoni.

Un'opera duale

Il contrasto tra la morbidezza della gommapiuma e la durezza della superficie catarifrangente mostra come questi due aspetti, apparentemente opposti, non possano esistere l’uno senza l’altro. Amorelli indaga oltre il piano reale per far emergere quella complessità che spesso viene appiattita a verità universali e incontestabili. La vetrina agisce così come una cerniera, lasciando scorgere ciò che sta all’interno senza permettere al passante di oltrepassare quella dimensione di estraneità.

Il fulcro visivo del lavoro è uno squarcio centrale, un varco che invita esplicitamente chi osserva ad affacciarsi e a spingere lo sguardo al di là di ciò che si riconosce. Così, si rivela un mondo complesso e multidirezionale, sostenuto da un’attenta ricerca sulle potenzialità plastiche dei materiali. GLASS-ROOM – Arte in trasparenza è un progetto che ha esplorato le possibilità della scultura, una disciplina che nell’immaginario comune è rimasta relegata alla rappresentazione del potere o a un’idea monumentale e celebrativa della materia.

Un dialogo con il passante

Gli scultori formatisi all’Accademia di Belle Arti di Palermo escono dalle aule per dialogare con l’Istituzione e soprattutto con il passante, che scorge sul Cassaro la possibilità di aprirsi a nuove prospettive. Prima di Amorelli, lo spazio ha ospitato Staffage di Maria Tindara Azzaro, capace di sospendere il ritmo del passaggio urbano per interrogarci su come vediamo e abitiamo le immagini.

Successivamente Tony Lombardo ha realizzato Teratoteca, un’installazione dal forte taglio storico-politico concepita come un ambiente sospeso tra un archivio e un laboratorio.

Da marzo a ottobre, GLASS-ROOM continua a coinvolgere cittadini, giovani artisti, istituzioni e territorio, portando l’arte contemporanea nello spazio pubblico. L’obiettivo è costruire una rete sul territorio e rafforzare le relazioni tra le diverse realtà del sistema dell’arte.
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