MOSTRE

Un'installazione "oltre la realtà": la vetrina del Museo Riso di Palermo diventa galleria

  • Museo Riso - Palermo
  • Dal 25 settembre al 1 novembre 2026
  • Tutto il giorno
  • Gratuito
Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    25 settembre 2026

"Oltre il piano reale" di Aurora Amorelli al Museo Riso di Palermo

La vetrina su strada di RISO diventa ancora una volta uno spazio visivo aperto, un’introduzione all’arte. Terzo e ultimo momento del progetto Glass-room - Arte in trasparenza, nato dalla collaborazione tra Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Accademia di Belle Arti e CoopCulture: la trasformazione della vetrina del museo in uno spazio espositivo permanente, accessibile 24 ore su 24 e in dialogo diretto con la città.

Dopo "Staffage" di Maria Tindara Azzaro e "Teratoteca" di Tony Lombardo, ecco la terza e ultima installazione, "Oltre il piano reale" di Aurora Amorelli, giovane artista nata a Caltanissetta nel 2000.

«Siamo al terzo capitolo di un progetto che ha offerto vere sale espositive a dei giovani artisti chiamati a interrogarsi sullo spazio aperto – dice la direttrice di RISO, Evelina De Castro – una finestra sull’esterno che rimanda e invita a entrare e osservare».

«Per l'Accademia è stato un momento importante e anche gratificante, una sorta di banco di prova per gli studenti che, uscendo dalle aule, potevano misurarsi con uno spazio pubblico – interviene Daniele Franzella, docente di Scultura -. A differenza degli altri due lavori, questo di Aurora Amorelli interagisce con la luce che inonda la vetrina».

Per la vetrina di GLASS-ROOM, Aurora Amorelli è intervenuta sulla parete di fondo trasformandola in un vero e proprio campo di forze: la relazione tra materiali dalle caratteristiche opposte - metallo e tessuti riflettenti - genera contrasti tra leggerezza e peso, rigidità e morbidezza, equilibrio e instabilità.

«Ho lavorato sui concetti di trazione, pressione e tensione, quindi prettamente formale: il gancio segna l’apertura con l’assurdo, con altre realtà che vengono percepite come presenti», spiega l’artista. L’installazione è composta da gommapiuma, tessuto catarifrangente, bulloni metallici e fili di trazione: la gommapiuma, morbida, leggero e duttile, viene accostata al tessuto catarifrangente, fissato secondo una trama regolare attraverso i bulloni e sottoposto a tensione meccanica, creando un effetto capitonné.

Al centro dell’opera si apre una fessura, elemento che interrompe la superficie e introduce una soglia all’interno della composizione. È un passaggio che invita lo sguardo ad andare oltre ciò che è immediatamente riconoscibile, mettendo in discussione il rapporto tra percezione e realtà.

La ricerca di Aurora Amorelli parte dal rapporto tra forma, materia e spazio e dalle possibilità trasformative dei materiali. Negli ultimi anni la giovane artista ha approfondito in particolare il tema della dualità, intesa come coesistenza di forze opposte e complementari: coscienza e inconscio, unione e separazione, tensione e armonia, equilibrio e instabilità.

La materia non è soltanto supporto dell’opera, ma diventa interlocutrice attiva. Il progetto è accompagnato da un testo curatoriale di Giulia D’Oro. L’installazione rimane esposta per tutto il mese di ottobre.
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