CULTURA

Una Casa della Musica in un bene confiscato: a Palermo il progetto di "Canta Rei"

Per anni, in un immobile di viale Regione Siciliana si sono accumulati abbandono e rifiuti. Oggi quel luogo confiscato alla mafia prova a scrivere una storia diversa

  • Pubblicato il
    26 ottobre 2026

Il coro Canta Rei Aps

Dopo anni di incuria, uno spazio in viale Regione Siciliana si prepara a diventare una "Casa della Musica Inclusiva". Il coro Canta Rei APS vuole trasformare un luogo sottratto alla criminalità in uno spazio di incontro, accessibilità e rinascita. Per anni, in un immobile di viale Regione Siciliana, a Palermo, si sono accumulati abbandono e rifiuti. Oggi quel luogo confiscato alla mafia prova a scrivere una storia diversa.

Una storia diversa

Almeno venti volontari si sono messi al lavoro per ripulirlo. Il prossimo passo è farne una Casa della Musica Inclusiva: uno spazio in cui le persone possano incontrarsi, partecipare e sentirsi parte di una comunità. È da questa idea che nasce «Armonie di Libertà – Musica, Inclusione e Legalità per una Comunità che Rinasce», progetto del Coro Polifonico Canta Rei APS, vincitore del bando Semi di Bene 2026, promosso dal CeSVoP in collaborazione con UniCredit Sicilia.

Qui la musica diventa un modo per ricucire legami e immaginare un futuro diverso. A raccontare il progetto è l’avvocato Gabriele Alessandro, referente dell’iniziativa. «L’obiettivo è fare comunità attraverso lo strumento principale, che è quello della musica», spiega. Una frase che riassume il percorso: restituire uno spazio alla città e riempirlo di occasioni d’incontro.

Dalle origini del coro a Palermo Innovation Hub

Il Coro Polifonico Canta Rei nasce ufficialmente il 16 aprile 2024 e diventa associazione di promozione sociale nel 2025. Le sue radici affondano nel coro Philharmonia, formato in larga parte da ex studenti dei licei classico Meli e scientifico Galilei e cresciuto nell’ambito di una realtà musicale palermitana attiva dal 2008.

La direzione artistica è affidata al maestro Antonina Terzo; la presidente è Luisa Lombardo. Il progetto fa parte del più ampio Palermo Innovation Hub, nato dal percorso avviato dal Comune di Palermo con il bando del 2024 per l’assegnazione di immobili confiscati alla criminalità organizzata. La rete riunisce GIN APS, capofila, AISA – Associazione Italiana Studenti di Architettura e Canta Rei APS.

In questo quadro, "Armonie di Libertà" è il segmento dedicato alla Casa della Musica Inclusiva, con Canta Rei nel ruolo di capofila. In una città troppo spesso identificata con la mafia, restituire alla collettività i beni sottratti alla criminalità è anche un modo per raccontare un’altra Palermo. In questa zona, dove altri immobili confiscati hanno trovato nuove funzioni, la rinascita prende forma nel lavoro di chi pulisce, ripara e immagina un futuro diverso.

Tra gli interventi necessari c’è il ripristino dell’impianto elettrico. A occuparsene gratuitamente è stato Salvatore La Croce, socio dell’associazione ed elettricista, che ha messo a disposizione le proprie competenze per rendere gli ambienti nuovamente fruibili e sicuri. Un contributo concreto alla rinascita dello spazio.

Una Casa della Musica aperta a tutti

Il progetto guarda a persone con disabilità sensoriali, persone con fragilità psichiche, giovani e famiglie. La musica potrà essere vissuta anche al di là dell’ascolto tradizionale: attraverso il corpo, le vibrazioni, il tatto e forme diverse di comunicazione. Un’esperienza accessibile, capace di creare relazioni e contrastare l’isolamento. Nel 2027 sono previsti laboratori corali e multisensoriali, percorsi tattili e strumenti di supporto come la Lingua dei Segni Italiana (LIS), oltre a prove aperte, residenze artistiche, workshop e scambi tra cori e associazioni del territorio.

La Casa potrà ospitare le prove del Canta Rei, che conta oltre trenta componenti, e piccoli concerti aperti al pubblico. Tra le idee per il futuro c’è anche quella di realizzare una piccola foresteria per accogliere chi arriverà da fuori Palermo: gli ospiti potranno condividere gli spazi comuni e vivere da vicino questa realtà. Perché fare comunità significa anche creare incontri tra persone e territori diversi, lasciando che la musica diventi il filo capace di unirli. L’ambizione è farne un punto di riferimento culturale e sociale, accessibile anche a chi incontra ostacoli nella partecipazione artistica.


Per rendere possibile questo percorso è attiva una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Il Mio Dono di UniCredit. Il primo traguardo è raccogliere 500 euro entro il 30 novembre 2026, grazie a 25 donatori, tra cui possono esserci anche aziende. L’obiettivo complessivo è arrivare a 10.000 euro entro la fine del 2027, per sostenere le attività e rendere accessibili gli spazi.

Il calendario offre intanto occasioni per incontrare l’associazione: l'1 novembre il Canta Rei parteciperà a La Domenica Favorita, mentre il 22 novembre è previsto un concerto al Cine Teatro De Seta, ai Cantieri Culturali alla Zisa.

Un immobile confiscato non cancella da solo il passato, e la musica non cura da sola ogni ferita. Ma uno spazio che torna a essere abitato, attraversato e condiviso può contribuire a cambiare il significato di un luogo. È questa la scommessa di Canta Rei: fare della musica un ponte tra persone diverse e trasformare ciò che era stato sottratto alla città in qualcosa che alla città appartiene di nuovo.
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