Palermo riscopre il suo Medioevo musicale: due suggestivi concerti alla Magione
Il MiniM Ensemble
Palermo è una città in cui il Medioevo ha lasciato tracce profonde e ancora tangibili: chiese, monumenti e architetture che testimoniano l’incontro fra culture diverse e una stagione di straordinaria ricchezza artistica. Eppure, accanto a questo patrimonio visibile, esiste una storia musicale altrettanto preziosa, che rimane spesso lontana dalla conoscenza del grande pubblico.
È da questa consapevolezza che nascono i due concerti in programma mercoledì 21 e 28 ottobre alle ore 20.30 nella suggestiva cornice della Basilica della Santissima Trinità del Cancelliere, conosciuta come Basilica della Magione.
Protagonista è il MiniM Ensemble, formazione specializzata nella ricerca e nell’interpretazione della musica medievale, impegnata in un progetto che mette in dialogo il patrimonio musicale europeo, la ricerca sulle fonti storiche e la valorizzazione dei luoghi monumentali della città.
Mercoledì 21 ottobre vengono eseguite la Messe de Nostre Dame di Guillaume de Machaut, composta nel XIV secolo e considerata una delle più importanti testimonianze della polifonia medievale, e la Missa Ave Regina caelorum di Guillaume Dufay, espressione della raffinata arte contrappuntistica del Quattrocento.
Mercoledì 28 ottobre è invece protagonista la Missa prolationum di Johannes Ockeghem, una delle più affascinanti e ingegnose costruzioni della polifonia rinascimentale. L’opera si distingue per l’impiego sistematico delle proporzioni ritmiche e per una scrittura contrappuntistica di eccezionale complessità, che rivela quanto la musica del tempo fosse anche un terreno di sperimentazione intellettuale e artistica.
Il primo appuntamento vede protagonista il MiniM Ensemble, con la partecipazione di Lucio Garau, Emanuele Buzi, Ghidini e Cristina Greco, tutti docenti del Conservatorio. Il secondo concerto coinvolge, accanto all’ensemble, anche studenti ed ex studenti dell’Istituzione, sottolineando la dimensione formativa del progetto e la possibilità di trasmettere alle nuove generazioni competenze interpretative e conoscenze maturate attraverso la ricerca.
Tra queste, la masterclass tenuta nel settembre 2026, dedicata proprio alla Missa prolationum di Ockeghem, ha rappresentato un’importante occasione di studio e preparazione in vista del concerto conclusivo del percorso.
Riscoprire queste opere significa infatti non soltanto restituire voce a capolavori raramente eseguiti, ma anche riconoscere il valore di una tradizione musicale che richiede studio, competenze specifiche e un costante confronto con le fonti.
È questo il senso del lavoro del MiniM Ensemble e del percorso sostenuto dal Conservatorio di Palermo: fare della ricerca un’occasione di conoscenza e della musica antica un’esperienza culturale viva, capace di mettere in relazione la storia, i luoghi e il pubblico contemporaneo.
È da questa consapevolezza che nascono i due concerti in programma mercoledì 21 e 28 ottobre alle ore 20.30 nella suggestiva cornice della Basilica della Santissima Trinità del Cancelliere, conosciuta come Basilica della Magione.
Protagonista è il MiniM Ensemble, formazione specializzata nella ricerca e nell’interpretazione della musica medievale, impegnata in un progetto che mette in dialogo il patrimonio musicale europeo, la ricerca sulle fonti storiche e la valorizzazione dei luoghi monumentali della città.
Il programma
I concerti comprendono oltre un secolo di storia della polifonia sacra, attraverso tre opere fondamentali, diverse per concezione e linguaggio, ma accomunate dalla straordinaria complessità della scrittura musicale.Mercoledì 21 ottobre vengono eseguite la Messe de Nostre Dame di Guillaume de Machaut, composta nel XIV secolo e considerata una delle più importanti testimonianze della polifonia medievale, e la Missa Ave Regina caelorum di Guillaume Dufay, espressione della raffinata arte contrappuntistica del Quattrocento.
Mercoledì 28 ottobre è invece protagonista la Missa prolationum di Johannes Ockeghem, una delle più affascinanti e ingegnose costruzioni della polifonia rinascimentale. L’opera si distingue per l’impiego sistematico delle proporzioni ritmiche e per una scrittura contrappuntistica di eccezionale complessità, che rivela quanto la musica del tempo fosse anche un terreno di sperimentazione intellettuale e artistica.
Il primo appuntamento vede protagonista il MiniM Ensemble, con la partecipazione di Lucio Garau, Emanuele Buzi, Ghidini e Cristina Greco, tutti docenti del Conservatorio. Il secondo concerto coinvolge, accanto all’ensemble, anche studenti ed ex studenti dell’Istituzione, sottolineando la dimensione formativa del progetto e la possibilità di trasmettere alle nuove generazioni competenze interpretative e conoscenze maturate attraverso la ricerca.
La programmazione concertistica del Conservatorio
I due appuntamenti si inseriscono nella programmazione concertistica del Conservatorio "Alessandro Scarlatti" di Palermo e testimoniano un percorso di ricerca e approfondimento che l’Istituzione ha sostenuto negli ultimi anni attraverso concerti, attività didattiche e numerose masterclass dedicate alla musica medievale, con la partecipazione del musicista e studioso Kees Boeke.Tra queste, la masterclass tenuta nel settembre 2026, dedicata proprio alla Missa prolationum di Ockeghem, ha rappresentato un’importante occasione di studio e preparazione in vista del concerto conclusivo del percorso.
La memoria storica
La scelta della Basilica della Magione assume un significato particolare. In un luogo che conserva la memoria della Palermo medievale, la musica torna a essere parte viva dello spazio storico, offrendo al pubblico l’occasione di avvicinarsi a un patrimonio che appartiene alla storia culturale europea, ma che merita di trovare una presenza più consapevole nella memoria collettiva della città e della Sicilia.Riscoprire queste opere significa infatti non soltanto restituire voce a capolavori raramente eseguiti, ma anche riconoscere il valore di una tradizione musicale che richiede studio, competenze specifiche e un costante confronto con le fonti.
È questo il senso del lavoro del MiniM Ensemble e del percorso sostenuto dal Conservatorio di Palermo: fare della ricerca un’occasione di conoscenza e della musica antica un’esperienza culturale viva, capace di mettere in relazione la storia, i luoghi e il pubblico contemporaneo.
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