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A 15 anni il surf da Palermo la porta a Dakar: così il sogno olimpico di Laura si avvera

È tra le atlete convocate per i Giochi Olimpici Giovanili. Una passione, quella per il surf, nata da fin bambina. La sua storia tra allenamenti e tanta voglia di farcela

Federica Dolce
Giornalista, avvocato e scrittrice
  • Pubblicato il
    14 ottobre 2026

La surfista olimpica Laura Grasso Castagnetta

Laura Grasso Castagnetta è tra le giovani atlete convocate per i Giochi Olimpici Giovanili in Senegal. Una passione, quella per il surf, nata da bambina, gli allenamenti, il mare e la voglia di arrivare lontano: la storia di una ragazza palermitana che rappresenta l’Italia e il Club Canottieri Roggero di Lauria di Palermo in un appuntamento internazionale.

I Giochi Olimpici di Dakar 2026

A Palermo il mare fa parte del paesaggio quotidiano, ma per lei è anche il luogo in cui, allenamento dopo allenamento, sta costruendo il proprio futuro. Ha appena 15 anni e un appuntamento internazionale che la porterà in Senegal, ai Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026. La giovane atleta palermitana del Club Canottieri Roggero di Lauria è stata convocata per rappresentare l’Italia nella specialità Techno 293, portando con sé l'entusiasmo di chi ha trovato nello sport una passione capace di trasformarsi in un obiettivo concreto. La sua convocazione è motivo di orgoglio per Palermo, per la Sicilia e per il circolo sportivo di cui veste i colori.

Il suo percorso racconta come una passione coltivata fin da bambina possa aprire prospettive importanti, attraverso la costanza, gli allenamenti e la capacità di misurarsi ogni giorno con nuove sfide. Laura affronta questa esperienza con la semplicità di una ragazza che, pur avendo davanti una prospettiva straordinaria, non perde di vista ciò che l'ha condotta fin qui: l'amore per il windsurf e il desiderio di continuare a migliorarsi. La convocazione non è soltanto una tappa importante nella carriera di una giovanissima atleta.

Lo sport come spazio di crescita

È anche l'occasione per guardare allo sport come a uno spazio di crescita, capace di dare forma alle aspirazioni dei ragazzi, di insegnare il valore dell'impegno e di trasformare una passione in un progetto concreto. In un'età in cui si comincia a scoprire il proprio posto nel mondo, Laura ha già iniziato a costruire il suo percorso, imparando che ogni traguardo può diventare il punto di partenza per una nuova sfida.

La notizia di Dakar è arrivata accompagnata da una felicità inattesa. Laura non nasconde la sorpresa per una convocazione che ha reso ancora più speciale un risultato importante nel suo percorso sportivo. «La prima emozione che ho provato è stata felicità ma anche sorpresa perché nell'ultimo periodo non ci avevo creduto molto. È stato molto bello anche per questo perché non è stata una cosa scontata». Le sue parole restituiscono la spontaneità di una ragazza che non ha bisogno di presentare ogni passaggio della propria esperienza come una conquista già prevista.

Anche quando ci si allena con serietà, infatti, non è sempre possibile sapere dove condurrà il lavoro quotidiano. La convocazione diventa così una soddisfazione personale e sportiva, ma anche l'occasione per vivere un'esperienza che arricchirà il suo percorso, indipendentemente dal risultato finale.

I Giochi Olimpici Giovanili di Dakar, in programma dal 31 ottobre al 13 novembre 2026, rappresentano un appuntamento storico: per la prima volta un evento olimpico si svolge nel continente africano. La vela, con le prove di windsurf, si disputerà a Saly, sulla costa senegalese. Per questa disciplina è prevista la tavola Techno 293, un modello pensato per le competizioni giovanili, sul quale tecnica, controllo e capacità di interpretare le condizioni del vento diventano elementi decisivi. Sarà un palcoscenico internazionale in cui giovani atleti provenienti da diversi Paesi potranno confrontarsi, misurando le proprie capacità e vivendo un'esperienza che va oltre la competizione.

Per Laura sarà anche l'occasione di incontrare il mare in una nuova parte del mondo, lontano dai luoghi in cui è cresciuta e si è allenata. Il rapporto con l'acqua è uno degli aspetti più autentici della sua passione, insieme alla dimensione collettiva dello sport, fatta di persone che condividono la stessa fatica e lo stesso entusiasmo. Quando racconta ciò che la rende felice durante gli allenamenti, infatti, non si limita a parlare della competizione o della velocità.

«In acqua mi piace molto il contatto con il mare, che penso sia un privilegio, ma mi piace molto anche la velocità e stare con i miei compagni di squadra e allenatori, che rendono ogni allenamento speciale». È un modo di vivere lo sport che restituisce il senso di un percorso costruito insieme agli altri. Dietro ogni atleta ci sono ore di lavoro, preparazione e sacrifici, ma anche una squadra, allenatori capaci di accompagnare la crescita e relazioni che aiutano a superare le giornate più difficili.

La passione, in questo senso, non è soltanto il desiderio di vincere: è ciò che permette di tornare ad allenarsi, di accettare la fatica e di trovare soddisfazione anche nei piccoli progressi. A soli quattordici anni, Laura guarda al futuro con ambizioni precise, senza perdere di vista il lavoro che deve ancora fare per raggiungere i propri obiettivi. Il sogno che custodisce da quando era bambina è quello di vincere un campionato mondiale; più lontano, almeno per il momento, c'è l'orizzonte olimpico, che non smette però di considerare una possibilità.

Il sogno di Laura

«Il mio sogno da quando sono piccola è vincere un mondiale. Poi un obbiettivo che vedo ancora molto lontano, ma che penso io possa raggiungere, è andare alle Olimpiadi e fare bene». Non c'è bisogno di aggiungere molto a queste parole per comprendere quanto sia importante avere un obiettivo, soprattutto durante l'adolescenza. Non perché tutto debba essere già deciso a quattordici anni, ma perché una passione può diventare un punto di riferimento, un modo per conoscersi e per imparare a investire tempo ed energie in qualcosa che si ama davvero. Lo sport offre questa possibilità: insegna a confrontarsi con i propri limiti senza considerarli necessariamente definitivi, a misurare i progressi e a comprendere che la determinazione non coincide con l'assenza di difficoltà.

Quando il percorso si fa impegnativo, la ragione per cui si è cominciato torna a essere fondamentale. Per Laura la risposta è molto semplice, e proprio per questo significativa: «La forza che mi spinge a non mollare mai è l'amore per questo sport, perché se non mi piacesse non riuscirei a fare così tanti allenamenti e ad andare bene. Credo che la passione sia la prima cosa per essere un atleta ad alto livello».

È forse qui che la sua esperienza parla anche ai coetanei che cercano una strada da seguire, un'attività in cui riconoscersi, un luogo nel quale mettere alla prova le proprie capacità. Non tutti diventeranno atleti professionisti, naturalmente, e non è questo il punto. Perché il valore dello sport sta anche nell'offrire occasioni di incontro, responsabilità, autonomia e fiducia in se stessi. Una tavola, una vela, il vento da interpretare: per Laura sono diventati strumenti attraverso i quali dare concretezza a un desiderio. Per altri ragazzi, la strada potrà essere diversa, ma la possibilità di scoprire una passione resta altrettanto preziosa.

Adesso Dakar si avvicina e, insieme all'emozione della convocazione, cresce l'attesa per un'esperienza che promette di lasciare un segno. Laura non pensa soltanto alla gara e al risultato che potrà ottenere, ma anche a ciò che porterà con sé una volta tornata a casa. «Dopo le Olimpiadi Giovanili vorrei tornare a casa cresciuta sotto tutti i punti vista, soprattutto mentale, soddisfatta e consapevole di avere dato il massimo». È un desiderio che racconta molto della giovane atleta: arrivare lontano, sì, ma anche tornare con qualcosa in più, dopo essersi messa alla prova in una competizione internazionale.

Per Palermo e per il Club Canottieri Roggero di Lauria, la sua convocazione è motivo di orgoglio e la conferma di un percorso che merita di essere seguito. Il vento che spinge Laura verso il Senegal porta con sé una storia fatta di entusiasmo, impegno e sogni ancora tutti da realizzare.

E forse il risultato più bello, prima ancora di conoscere quello delle gare, è proprio questo: vedere una ragazza così giovane partire con la consapevolezza che la passione può diventare una direzione e che il futuro, qualche volta, comincia quando si trova il coraggio di inseguirlo.
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