CRONACA

"A Palermo aumenti del 30% sulla spesa": in 4 mila scendono in piazza contro il carovita

Lavoratori e pensionati hanno partecipato alla manifestazione della Cgil contro l'aumento dei prezzi e il caro carburanti. "La crisi colpisce di più i siciliani"

Anna Follari
Giornalista
  • Pubblicato il
    15 ottobre 2026

La manifestazione indetta dalla Cgil a Palermo "No carovita" (foto di Anna Follari)

Il termine “caro” è ormai il filo conduttore di tutti gli aspetti della vita quotidiana: dal caro vita al costo dell’energia e dei carburanti, fino al prezzo dei libri. Un’espressione che da mesi risuona con insistenza e che racconta una condizione sempre più difficile da sostenere per i cittadini: mentre i prezzi continuano a salire, gli stipendi restano pressoché invariati, rendendo la quotidianità una continua corsa a ostacoli.

La mobilitazione della Cgil

È dal crescente disagio che nasce la mobilitazione promossa dalla Cgil e dalle associazioni di categoria, scese in piazza al grido dello slogan “No carovita, sì alla giustizia sociale”, per rivendicare risposte concrete e maggiore attenzione alle difficoltà di lavoratori e famiglie. Un lungo corteo di manifestanti ha attraversato il centro di Palermo, partendo da Palazzo Comitini, sede della Città metropolitana e del Consiglio comunale, per poi proseguire fino alla Prefettura, portando all’attenzione delle istituzioni le numerose criticità che incidono sulla vita dei lavoratori: dal potere d’acquisto sempre più ridotto all’aumento del costo della vita, fino alla necessità di salari adeguati e maggiori tutele.

È necessario, secondo il sindacato, un piano straordinario contro il caro vita, il cui costo complessivo stimato è di 400 milioni. La Cgil chiede alla Regione di destinare parte dei 5 miliardi di euro disponibili per la prossima Finanziaria all’istituzione di un fondo permanente per contrastare il rincaro dei costi energetici e al potenziamento di servizi essenziali come sanità e scuola, oltre che delle politiche abitative.

Le proposte

Tra le misure proposte figurano anche interventi a sostegno di lavoratori, pensionati e famiglie. Il primo riguarda la riduzione, fino all’azzeramento, dell’addizionale regionale Irpef per i contribuenti con un Isee inferiore a tra i 30 e i 40 mila euro: a ciò si aggiungono ulteriori agevolazioni per le fasce più fragili.

Il sindacato sollecita inoltre misure per contrastare le speculazioni sui prezzi dei beni di prima necessità, una maggiore equità fiscale e un rafforzamento della lotta all’evasione, con l’obiettivo di recuperare risorse da destinare al sostegno dei redditi e allo sviluppo della Sicilia.

«Il costo della vita continua a crescere, mentre il potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni diminuisce sempre di più – spiega Alfio Mannino, segretario regionale Cgil - Tutto questo avviene di fronte al disinteresse delle istituzioni, innanzitutto di quelle nazionali. Abbiamo avanzato diverse proposte: dagli interventi sugli extraprofitti a un’azione decisa sulle accise e sul costo dell’energia, fino a una nuova politica fiscale. Se pagare il diesel 2.30 euro al litro è già oneroso per i lavoratori del Nord, che hanno comunque un salario medio di 25 mila euro, a maggior ragione lo è in Sicilia, dove il salario medio è di 19 mila. Non c’è dubbio che l’impatto sia diverso: riteniamo che il Governo regionale debba adottare immediatamente alcune misure».

Un’altra questione sollevata dalla Cgil riguarda la chiusura o le possibili limitazioni di 60 km/h sulla A20 Palermo-Messina e la A18 Messina-Catania a seguito dell’ispezione da parte del ministero dei Trasporti. «Si rischia la paralisi- ha detto Mannino - il ministro Salvini, decisore politico, metta a disposizione subito le risorse necessarie per gli interventi di messa in sicurezza delle autostrade e per migliorare le condizioni di altre infrastrutture e vettori, come il trasporto ferroviario».

Il 30% sul carrello della spesa

A Palermo invece anche comprare i beni di prima necessità è diventato un lusso, tanto da essere stato rilevato un aumento del 30% sul carrello della spesa: «Nessuno ha avuto certamente aumenti contrattuali del 30% – spiega Mario Ridulfo, segretario Cgil Palermo - La crisi non è uguale per tutti, c’è chi sta bene e chi addirittura si è arricchito».

Ad aderire alle iniziative di protesta anche Federconsumatori:«Riteniamo fondamentale mettere al centro le difficoltà economiche che stanno affrontando tante famiglie – spiega Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia – strette dal carovita, la perdita del potere d’acquisto e le speculazioni che continuano a pesare sui consumatori».

Una condizione denunciata da mesi dall’associazione a cui seguono richieste precise: «La prima richiesta che rivolgiamo alla Regione è quella di far rispettare gli impegni assunti e intervenire concretamente sul costo dei carburanti, considerando che la Sicilia è anche una regione produttrice di prodotti petroliferi – dichiara Giuseppe Lo Bello, presidente Federconsumatori Palermo - chiediamo inoltre di sostenere le famiglie più fragili anche attraverso misure concrete come la gratuità del trasporto pubblico per chi ne ha più bisogno. È necessario mettere i consumatori nelle condizioni di arrivare dignitosamente alla fine del mese, evitando che tante persone continuino a vivere una situazione di sofferenza, senza sapere come affrontare le spese essenziali con le poche risorse economiche a disposizione».
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