CRONACA

Artisti di strada in centro a Palermo: scoppia il caos su regole e divieti, che succede

Momenti di tensione tra le vie del centro storico del capoluogo. Nell'articolo vi raccontiamo cos'è successo tra uno street artist e una guida turistica

  • Pubblicato il
    14 ottobre 2026

Quattro Canti a Palermo

«Urla, musica alta e attacchi verbali». Attimi di tensione, tra le vie del centro storico di Palermo, tra una guida turistica e uno street artist al quale sarebbe stato chiesto di abbassare il volume delle casse che aveva con sé. I fatti sono accaduti ieri mattina: «Stava lavorando tra piazza Bellini, piazza Pretoria e i Quattro Canti – spiega, a Balarm, chi ha assistito e che preferisce rimanere anonimo -. Nella prima c’erano due street artist: uno aveva una base musicale un po' troppo alta. Allora, la guida si è avvicinata, con gentilezza, e gli ha chiesto di abbassare il volume. Lui lo ha fatto subito, dimostrandosi molto disponibile».

Il caso degli street artist

In seguito, la guida avrebbe deciso di tornare dal secondo artista di strada e di chiedergli di abbassare il volume: «Lui ha cominciato a urlare contro e puntare il dito, sostenendo che non voleva più vedere in giro guide turistiche. Non è stata assolutamente un’aggressione fisica, tengo a precisarlo».

Nelle vicinanze, era presente anche la polizia municipale, che come emergerebbe dal racconto, è scesa dall’auto appena ha assistito ai fatti. Facciamo, però, un passo indietro: nei mesi scorsi due ordinanze del Comune hanno creato il caos. A sollevare il caso era stata la consigliera dem della Prima Circoscrizione, Tiziana Calabrese, contattata da alcune guide in merito ai fatti accaduti nel centro storico.

Era lo scorso 22 giugno quando una prima ordinanza aveva introdotto delle limitazioni all'utilizzo degli amplificatori nelle piazze, come Pretoria, Bellini, Bologni, Verdi, Marina e Vittorio Emanuele Orlando, nelle quali le esibizioni su strada potevano svolgersi esclusivamente senza l'utilizzo di altoparlanti e sistemi di amplificazione sonora.

Il testo, però, è stato sostituito da una nuova ordinanza il 6 agosto 2026, che ha cancellato le precedenti disposizioni.
Quindi, se l'ordinanza di giugno vietava gli amplificatori nelle principali piazze monumentali, quella di agosto ha eliminato ciò, consentendo nel restante territorio urbano, al di fuori delle aree interdette, l'utilizzo di piccoli sistemi portatili di diffusione acustica con livelli inferiori a 95 decibel, fermo restando il rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente.

"Serve un regolamento definitivo"

«La situazione è ormai fuori controllo – spiega Tiziana Calabrese -. I continui cambiamenti normativi generano solo caos. Da giugno ad agosto due ordinanze che si contraddicono, piazze escluse all'amplificazione ora ammesse. Oggi serve un regolamento definitivo che garantisca certezze a tutti, tutelando sia i lavoratori del settore sia le nostre piazze monumentali di pregio, che devono essere pienamente fruibili da residenti e turisti. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario aprire un tavolo di confronto tra Comune, circoscrizioni, residenti, esercenti, guide turistiche e gli stessi artisti, individuando insieme le aree idonee alle esibizioni».

Per la consigliera della Prima Circoscrizione, inoltre: «Parallelamente, servono controlli rigorosi della polizia municipale: non si possono tollerare minacce o ostruzionismo verso le guide turistiche impegnate nel proprio lavoro. Contestualmente gli artisti devono esibirsi in piazze a loro destinate e i residenti devono potere riposare. Diventa quindi indispensabile (ma di difficile attuazione) il controllo dei decibel e l'introdurre una rigida selezione degli aspiranti artisti, pianificare una turnazione equa e garantire una reale varietà di discipline nell'arco della giornata», precisa Tiziana Calabrese.

«Apprezzo molto il lavoro degli artisti di strada, che con il loro intrattenimento allietano i passanti – fa sapere Antonio Nicolao, vicepresidente della Prima Circoscrizione, avvertito da un’altra guida turistica che gli ha raccontato i fatti verificatisi in centro -. Ma questo non può impedire alle guide di raccontare ai turisti la nostra meravigliosa storia culturale. Il loro lavoro è un elemento fondamentale e muove migliaia e migliaia di visitatori da tutto il mondo, portando benessere alla nostra città. Bisogna trovare la giusta misura per consentire di esercitare ad entrambi le esigenze nel rispetto delle regole».
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