Se a Palermo non c'è rispetto neanche per gli "eroi": il muro della Legalità nel degrado
Un simbolo di memoria contro la mafia in totale stato di abbandono: Vi raccontiamo le condizione di un'opera che necessita, invece, di essere protetta
Un messaggio sociale che rischia di essere compromesso dall’incuria e dalla mancanza di senso civico. A quattro anni dalla sua realizzazione, il muro della Legalità del Capo continua a rappresentare un simbolo di memoria e impegno contro la mafia, ma le condizioni in cui versa oggi sollevano preoccupazioni oltre che la necessità di interventi per tutelarlo.
L’opera, lunga 70 metri, è stata realizzata per rendere omaggio a 26 personaggi che hanno lasciato un segno nella lotta alla criminalità organizzata: vittime di mafia, magistrati, uomini delle scorte, giornalisti e protagonisti della cultura siciliana.
Nonostante siano trascorsi quattro anni dalla sua realizzazione, il murales rimane una tappa significativa anche per i visitatori che arrivano in città. L’opera è tuttora inserita negli itinerari delle visite guidate dedicate ai crocieristi.
L’associazione chiede maggiore attenzione al mantenimento del murales, impegnandosi al restauro delle parti danneggiate, «chiediamo che il Comune di Palermo possa interdire il posteggio degli scooter fissando dei paletti lungo il muro anche per evitare che gli sportelli delle auto danneggino ulteriormente l’opera. Chiediamo inoltre che vengano montate delle canalette per l’acqua piovana per prevenire i danni che la stessa sta creando sulla superficie dei dipinti: sarebbe auspicabile che l’amministrazione si facesse carico anche di montare dei faretti led che possano illuminare il muro durante la notte», concludono.
L’opera, lunga 70 metri, è stata realizzata per rendere omaggio a 26 personaggi che hanno lasciato un segno nella lotta alla criminalità organizzata: vittime di mafia, magistrati, uomini delle scorte, giornalisti e protagonisti della cultura siciliana.
Il muro della Legalità abbandonato
A denunciare lo stato di degrado in cui versa il muro è l’associazione culturale CalaPanama, che richiama l’attenzione sulle condizioni dell’opera e sulla necessità di proteggerla dal progressivo deterioramento. Una situazione che rischia di compromettere la qualità dei dipinti e con questo anche il significato stesso di un progetto nato per mantenere viva la memoria di chi ha lottato per la giustizia.Nonostante siano trascorsi quattro anni dalla sua realizzazione, il murales rimane una tappa significativa anche per i visitatori che arrivano in città. L’opera è tuttora inserita negli itinerari delle visite guidate dedicate ai crocieristi.
Cosa dice CalaPanama
Le criticità riguardano sia i comportamenti dei residenti sia la mancanza di alcuni accorgimenti utili alla salvaguardia dell’opera: «È diventato meta delle escursioni della Costa crociere e delle gite delle scolaresche per non fare dimenticare il sacrificio di questi uomini e donne che hanno dato la vita per proteggere il nostro futuro – dichiara il presidente dell’associazione, Aurelio Cartaino - Il fatto che questo non sia sufficiente ad avere un occhio di riguardo da parte degli abitanti del luogo ma anche del personale preposto alla cura e al decoro della zona è insopportabile ed oltraggioso».L’associazione chiede maggiore attenzione al mantenimento del murales, impegnandosi al restauro delle parti danneggiate, «chiediamo che il Comune di Palermo possa interdire il posteggio degli scooter fissando dei paletti lungo il muro anche per evitare che gli sportelli delle auto danneggino ulteriormente l’opera. Chiediamo inoltre che vengano montate delle canalette per l’acqua piovana per prevenire i danni che la stessa sta creando sulla superficie dei dipinti: sarebbe auspicabile che l’amministrazione si facesse carico anche di montare dei faretti led che possano illuminare il muro durante la notte», concludono.
"Non si può far finta di nulla"
A fare da eco anche il vicepresidente della prima circoscrizione e promotore dell’opera, Antonio Nicolao: «Il muro è stato inaugurato nel 2022 anche alla presente dell’allora neo sindaco Roberto Lagalla. Questo è un capolavoro da proteggere come patrimonio cittadino: non si può far finta di nulla. Decine di pittori hanno fatto sacrifici per realizzare l’opera gratuitamente mentre il Comune non è in grado di custodirlo. È inaccettabile».|
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