SCUOLA E UNIVERSITÀ

A terra, in piedi all'ingresso e persino sui banchi: il caso delle aule strapiene a Unipa

Le classi troppo piccole impediscono agli studenti di seguire in tranquillità, costringendoli a sedersi a terra o stare in piedi sulla soglia, o peggio ad andare via

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • Pubblicato il
    2 ottobre 2026

Aule sovraffollate a Unipa (foto Balarm)

Le lezioni delle matricole dell’Università degli studi di Palermo non sono iniziate da neanche una settimana ed il bilancio dei servizi sembra essere disastroso: nelle aule non c’è spazio per tutti. Questo tipo di problema è comune alla maggior parte dei corsi di studio dell’ateneo, le classi troppo piccole impediscono agli studenti di seguire in tranquillità, costringendoli a sedersi a terra o stare in piedi sulla soglia, o peggio a raccogliere le proprie cose ed andare via.

Aule sovraffollate a Giurisprudenza

«Sono uno studente al primo anno di giurisprudenza – racconta a Balarm Andrea -, in questi primi giorni di lezione è stato veramente complicato seguire a causa delle aule a capienza troppo ridotta. Moltissime persone sono state costrette a seguire le lezioni per più ore consecutive sedute per terra, oppure nella cattedra o addirittura arrampicate sui davanzali delle finestre chiuse perché, di fatto, non c’era posto. Speriamo che nei prossimi giorni la facoltà di Giurisprudenza possa organizzarsi meglio e far si che tutti possano seguire le lezioni in maniera comoda».

La questione relativa al sovraffollamento delle aule è però tipica dei primi giorni di lezione, soprattutto per i corsi di laurea che non hanno lezioni a frequenza obbligatoria. Molti studenti, infatti, smettono di frequentare le lezioni con il passare del tempo, forse scoraggiati proprio dalla mancanza di posti.

«Durante le prime due settimane di lezione si riscontrano tanti problemi rispetto alla capienza delle aule – aggiunge un altro studente, che frequenta il secondo anno del corso di studi in Giurisprudenza – ma il problema si risolve gradualmente durante l’anno accademico. Non avendo lezioni obbligatorie, diversi scelgono di non frequentare, quindi la gran massa di persone tipica dei primi giorni va scemando con il tempo; per fortuna le lezioni più frequentate vengono comunque svolte in aule capienti quindi si riesce ad arginare il problema, è difficile che uno studente rimanga in piedi durante l'anno, a eccezione delle prime due settimane».

Durante queste settimane, però, seguire è veramente un dramma: «Gli studenti si accomodano in piedi ai lati dell’aula, alcuni dopo un’oretta di stare in piedi si siedono per terra, altri ancora alzano i tacchi e decidono di rinunciare alla lezione – continua lo studente -. I professori, dal canto loro, quando vedono studenti costretti a seguire così cercano in ogni modo di procurare quanti più posti possibili».

La situazione ad Architettura

Ma il corso di studi in Giurisprudenza non è l’unico ad avere difficoltà a fornire abbastanza posti per gli studenti durante i primi giorni di lezione. Ad esempio, gli studenti di Architettura che svolgono alcune delle lezioni nelle aule dell’edificio 8 di viale delle Scienze, hanno riscontrato un problema analogo.

«Alcuni studenti sono costretti a dover fare lezione prendendo le sedie da altre aule, perché non ci sono abbastanza posti a sedere – racconta Simona, una studentessa del primo anno -. Questo tipo di situazione crea grave disagio non solo perché stipati in aule troppo piccole, ma anche perché a tutti gli studenti a cui manca il posto a sedere (o che ne creano un o di fortuna) manca anche il supporto di un tavolo su cui poter prendere appunti o disegnare».

Cosa succede nelle altre facoltà

Un altro corso di studi in cui gli studenti stanno pagando la mancanza dei posti a sedere è quello di Scienze della Formazione Primaria. «Durante le lezioni del corso di Letteratura Italiana per la primaria che una ventina di noi rimanessero in piedi – racconta Carla, una studentessa del primo anno -. Chi è rimasto senza posto si è quindi trovato a doversi sedere a terra per seguire la lezione, dal momento che nessuno tra personale amministrativo e docente ha potuto fornirci soluzioni alternative.

Alcuni colleghi, non volendo più seguire la lezione da terra, sono andati via. Tra l’altro il nostro è un corso ad ingresso programmato, l’Ateneo è quindi a conoscenza del numero esatto di studenti che frequenteranno le lezioni già da tempo, quindi trovo assurdo che non si siano pensate delle soluzioni al problema in tempo utile, fornendoci aule abbastanza grandi per tutti».

Anche gli studenti del dipartimento di scienze umanistiche hanno riscontrato problemi con le aule in questi primi giorni di lezione: «Durante le prime lezioni del corso di filosofia politica siamo stati collocati in un’aula troppo piccola – racconta Giusy, studentessa del secondo anno di Studi filosofici e storici -. Anche nel nostro caso diversi studenti si sono dovuti sedere per terra, altri sono rimasti in piedi all’ingresso e fuori dall’aula.

Molte persone se ne sono andate, non sarebbe stato possibile seguire la lezione in queste condizioni, senza appoggio per prendere appunti o per poter sentire bene il professore durante la spiegazione, nel caso degli studenti che sono rimasti sulla soglia. Io mi muovo con i mezzi pubblici, non ho un mezzo privato, e in queste condizioni so che devo arrivare a lezione mezz’ora prima perché altrimenti rischio di fare il viaggio a vuoto.

Non sono l’unica in queste condizioni, diversi colleghi arrivano prima per assicurarsi un posto a sedere, mentre altri a lungo andare scelgono di smettere di frequentare a causa di queste condizioni. Non possiamo aspettare che il problema si risolva da solo perché gli studenti smettono di venire a lezione, dovrebbero essere messe a disposizione delle aule abbastanza capienti per tutti».
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

LEGGI ANCHE