Ancora cenere sull'aeroporto di Catania, l'Etna non si ferma: scattano nuove misure
Nuove e intense attività esplosive sono infatti state segnalate dal cratere Voragine e anche oggi (lunedì 17 agosto) la cenere blocca l'aeroporto Fontanarossa
Eruzione Etna
Quella a cui sta assistendo Catania è «l'emergenza Etna più difficile negli ultimi 20 anni», secondo il bilancio della Sac (la società di gestione dello scalo) di cui vi abbiamo già parlato. Nuove e intense attività esplosive sono infatti state segnalate dal cratere Voragine e anche oggi (lunedì 17 agosto) la cenere blocca parzialmente l'aeroporto di Catania.
In una nota, infatti, dichiara che: «A causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2». Sono, pertanto, «limitate le attività di volo in arrivo pari a 5 aerei ogni ora, fino alle 14 di oggi lunedì 17 agosto. Nessuna restrizione in partenza».
Secondo quanto rilevato dal sistema di monitoraggio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) - Osservatorio Etneo di Catania, nel corso della giornata del 16 agosto si è registrato un forte incremento dell'attività vulcanica sui crateri sommitali.
Una situazione preoccupante, soprattutto alla luce dei comportamenti imprudenti registrati negli ultimi giorni. Recentemente, infatti, abbiamo visto anche diversi selfie postati sui social a pochi passi dal vulcano, nonostante i potenziali rischi. Dal 13 agosto un'ordinanza impone di rimanere a 200 metri dal fronte lavico. È stata limitata, inoltre, la viabilità per accedere al Rifugio Citelli.
Dal momento che è avvenuto il passaggio dello stato di allerta delle attività vulcaniche da rossa ad arancione è stata disposta la riapertura dei settori C1 e B3. Sono ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania a partite dalle 14.00 di oggi 17 agosto. I voli in arrivo sono contingentati a un massimo di 5 aerei ogni ora.
La società di gestione dello scalo suggerisce ai passeggeri, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. I voli in arrivo sono contingentati a un massimo di 5 aerei ogni ora e non si registrano invece restrizioni per i voli in partenza.
Come vi avevamo già raccontato, la Regione è corsa ai ripari e ha messo immediatamente a disposizione risorse ed energie per fronteggiare l'emergenza, con oltre 200 pullman e 9 treni straordinari, e biglietti gratis per tutti i viaggiatori muniti di biglietto aereo. Si è stabilito di istituire un fondo dedicato alle emergenze aeroporti, così da rafforzare ulteriormente la capacità di risposta del sistema.
Anche la Cna Sicilia interviene sull'emergenza che da settimane paralizza l'aeroporto di Catania-Fontanarossa, costretto a ripetute e prolungate chiusure a causa delle ceneri vulcaniche prodotte dall'attività eruttiva dell'Etna.
Il Cna Sicilia chiede alla società di gestione Sac, in collaborazione con le istituzioni regionali e nazionali, di superare la logica dell'emergenza e predisporre un piano strutturale che trasformi l'intero sistema aeroportuale isolano in una rete integrata e resiliente.
In particolare, si chiede il potenziamento e la piena integrazione degli aeroporti di Comiso, Trapani e Palermo come alternative operative stabili e non come semplici "ruote di scorta", al fine di non farsi trovare impreparati alla prossima emergenza.
«Non possiamo più permetterci che ogni eruzione diventi un'emergenza gestita in ordine sparso - dichiara il Presidente di Cna Sicilia, Filippo Scivoli -. Il sistema delle imprese turistiche e ricettive sta pagando un prezzo altissimo in termini di immagine e mancati incassi.
Il nostro territorio vive di flussi turistici concentrati nei mesi estivi, e ogni giornata persa pesa in modo sproporzionato sui bilanci delle piccole imprese. Comiso esiste, ha piste e infrastrutture adeguate, e può essere integrato in un piano coordinato.
Allo stesso modo, Trapani non può restare uno scalo di secondo piano: ha potenzialità inespresse che vanno valorizzate per alleggerire la pressione sugli altri aeroporti. Serve la volontà politica e gestionale di investire su questi scali, andando oltre le risorse già stanziate, e di creare un vero protocollo multi-scalo che garantisca continuità territoriale anche in situazioni di crisi.
A ciò deve affiancarsi, con altrettanta urgenza, un provvedimento di ristoro immediato per le imprese del comparto turistico, ricettivo e della filiera logistica che hanno subito perdite documentate a causa delle chiusure ripetute dello scalo etneo: indennizzi per i voli cancellati, mancate presenze alberghiere, contratti di noleggio e servizi interrotti, oltre a un credito d'imposta straordinario per le piccole e medie imprese colpite, da erogare entro la fine della stagione estiva per evitare il tracollo di interi comparti locali».
«Quanto sta accadendo a Catania, a Comiso e, più in generale, all'intero sistema dei collegamenti aerei dell'Isola dimostra in modo plastico la fragilità di un sistema che fa affidamento quasi esclusivamente su uno scalo geograficamente esposto a un fenomeno naturale come l'Etna - aggiunge il Segretario Regionale della Cna Sicilia, Piero Giglione -. La soluzione non può essere solo quella di dirottare i voli su Palermo, rischiando di saturare lo scalo Falcone-Borsellino.
Occorre un piano strategico che preveda un potenziamento effettivo di tutti gli aeroporti siciliani – Catania, Palermo, Comiso e Trapani – con collegamenti rapidi e infrastrutture di trasporto terrestre all'altezza di una regione che vive di turismo. Chiediamo che il Governo nazionale, la Regione Siciliana, l'Enac e i gestori aeroportuali si siedano al tavolo con le categorie economiche per definire al più presto un intervento straordinario e un fondo di ristoro per tutte le attività colpite».
In aggiornamento.
In una nota, infatti, dichiara che: «A causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2». Sono, pertanto, «limitate le attività di volo in arrivo pari a 5 aerei ogni ora, fino alle 14 di oggi lunedì 17 agosto. Nessuna restrizione in partenza».
Secondo quanto rilevato dal sistema di monitoraggio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) - Osservatorio Etneo di Catania, nel corso della giornata del 16 agosto si è registrato un forte incremento dell'attività vulcanica sui crateri sommitali.
Una situazione preoccupante, soprattutto alla luce dei comportamenti imprudenti registrati negli ultimi giorni. Recentemente, infatti, abbiamo visto anche diversi selfie postati sui social a pochi passi dal vulcano, nonostante i potenziali rischi. Dal 13 agosto un'ordinanza impone di rimanere a 200 metri dal fronte lavico. È stata limitata, inoltre, la viabilità per accedere al Rifugio Citelli.
Dal momento che è avvenuto il passaggio dello stato di allerta delle attività vulcaniche da rossa ad arancione è stata disposta la riapertura dei settori C1 e B3. Sono ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania a partite dalle 14.00 di oggi 17 agosto. I voli in arrivo sono contingentati a un massimo di 5 aerei ogni ora.
La società di gestione dello scalo suggerisce ai passeggeri, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. I voli in arrivo sono contingentati a un massimo di 5 aerei ogni ora e non si registrano invece restrizioni per i voli in partenza.
Come vi avevamo già raccontato, la Regione è corsa ai ripari e ha messo immediatamente a disposizione risorse ed energie per fronteggiare l'emergenza, con oltre 200 pullman e 9 treni straordinari, e biglietti gratis per tutti i viaggiatori muniti di biglietto aereo. Si è stabilito di istituire un fondo dedicato alle emergenze aeroporti, così da rafforzare ulteriormente la capacità di risposta del sistema.
Anche la Cna Sicilia interviene sull'emergenza che da settimane paralizza l'aeroporto di Catania-Fontanarossa, costretto a ripetute e prolungate chiusure a causa delle ceneri vulcaniche prodotte dall'attività eruttiva dell'Etna.
Il Cna Sicilia chiede alla società di gestione Sac, in collaborazione con le istituzioni regionali e nazionali, di superare la logica dell'emergenza e predisporre un piano strutturale che trasformi l'intero sistema aeroportuale isolano in una rete integrata e resiliente.
In particolare, si chiede il potenziamento e la piena integrazione degli aeroporti di Comiso, Trapani e Palermo come alternative operative stabili e non come semplici "ruote di scorta", al fine di non farsi trovare impreparati alla prossima emergenza.
«Non possiamo più permetterci che ogni eruzione diventi un'emergenza gestita in ordine sparso - dichiara il Presidente di Cna Sicilia, Filippo Scivoli -. Il sistema delle imprese turistiche e ricettive sta pagando un prezzo altissimo in termini di immagine e mancati incassi.
Il nostro territorio vive di flussi turistici concentrati nei mesi estivi, e ogni giornata persa pesa in modo sproporzionato sui bilanci delle piccole imprese. Comiso esiste, ha piste e infrastrutture adeguate, e può essere integrato in un piano coordinato.
Allo stesso modo, Trapani non può restare uno scalo di secondo piano: ha potenzialità inespresse che vanno valorizzate per alleggerire la pressione sugli altri aeroporti. Serve la volontà politica e gestionale di investire su questi scali, andando oltre le risorse già stanziate, e di creare un vero protocollo multi-scalo che garantisca continuità territoriale anche in situazioni di crisi.
A ciò deve affiancarsi, con altrettanta urgenza, un provvedimento di ristoro immediato per le imprese del comparto turistico, ricettivo e della filiera logistica che hanno subito perdite documentate a causa delle chiusure ripetute dello scalo etneo: indennizzi per i voli cancellati, mancate presenze alberghiere, contratti di noleggio e servizi interrotti, oltre a un credito d'imposta straordinario per le piccole e medie imprese colpite, da erogare entro la fine della stagione estiva per evitare il tracollo di interi comparti locali».
«Quanto sta accadendo a Catania, a Comiso e, più in generale, all'intero sistema dei collegamenti aerei dell'Isola dimostra in modo plastico la fragilità di un sistema che fa affidamento quasi esclusivamente su uno scalo geograficamente esposto a un fenomeno naturale come l'Etna - aggiunge il Segretario Regionale della Cna Sicilia, Piero Giglione -. La soluzione non può essere solo quella di dirottare i voli su Palermo, rischiando di saturare lo scalo Falcone-Borsellino.
Occorre un piano strategico che preveda un potenziamento effettivo di tutti gli aeroporti siciliani – Catania, Palermo, Comiso e Trapani – con collegamenti rapidi e infrastrutture di trasporto terrestre all'altezza di una regione che vive di turismo. Chiediamo che il Governo nazionale, la Regione Siciliana, l'Enac e i gestori aeroportuali si siedano al tavolo con le categorie economiche per definire al più presto un intervento straordinario e un fondo di ristoro per tutte le attività colpite».
In aggiornamento.
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