Bollo abolito (ma non per tutti): quali auto non lo pagheranno e da quando
La "tassa più odiata dagli italiani" (che ci accompagna dal '53) ha subito delle variazioni. Vi sveliamo quali vetture sono esenti e da quando parte
Bollo auto
È bastato poco perché la novità attirasse l’attenzione di migliaia di automobilisti: il bollo auto è stato tagliato fuori, ma è opportuno fare delle precisazioni per non incappare in multe salate. Sì, perché la "tassa più odiata dagli italiani" (che ci accompagna dal '53) in realtà non è stata del tutto abolita, ma ci sono delle auto che risultano esenti e che dal 2027 non dovranno più saldarla.
Le disposizioni del decreto, infatti, si riferiscono proprio al prossimo anno e tutti i motocicli e oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione. Per il 2026 tutto resta invariato: i proprietari dei veicoli continueranno a pagare il bollo secondo le regole attualmente in vigore.
Un bel colpo per chi ci rientra. Tra le domande improvvisamente più gettonate, un po’ come accadde durante il Covid con la parola “congiunti”, ce n’è una in particolare: «A quale tipologia di veicolo fa riferimento questo decreto?». E noi siamo qui proprio per rispondere alla domanda.
Il limite di potenza è fino a 80kW (circa 109 cavalli). Ricordiamo che la potenza (kW o CV) indica quanta energia il motore è in grado di produrre nell’unità di tempo, mentre la cilindrata rappresenta il volume totale dei cilindri, ovvero lo spazio in cui avviene la combustione.
I modelli più venduti in assoluto nel mercato italiano che offrono versioni sotto gli 80 kW sono: Fiat Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Toyota Yaris, Renault Clio, ma anche crossover come la Jeep Avenger con la versione d'attacco a benzina (1.2 Turbo) che eroga esattamente 74 kW di potenza.
E ancora: Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Skoda Fabia, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20 e Lancia Ypsilon. In molti casi 80 kW di potenza corrispondono alla versione entry level della vettura, quella, cioè, più economica. Particolarmente fortunato in questo frangente è il gruppo Stellantis: la maggior parte di quelli con motore 1.2 Turbo hanno meno di 80 kW di potenza.
Tra le citycar si segnalano inoltre Hyundai i10 e Kia Picanto, con motorizzazioni a benzina o GPL comprese indicativamente tra 46 e 50 kW, oltre alla Mitsubishi Colt e alla Suzuki Swift Hybrid.
Il beneficio sarà riconosciuto anche ai possessori di “motocicli e ciclomotori”, senza limiti di cilindrata o potenza, ma con una condizione: ogni contribuente potrà usufruire dell'agevolazione per un solo veicolo. In caso di più mezzi intestati alla stessa persona, l'esenzione verrà applicata automaticamente al veicolo con la potenza inferiore.
-entro 14 giorni: sanzione ridotta dello 0,1% per ogni giorno di ritardo
-dal 15° al 30° giorno: sanzione dell'1,5% (o tassi aggiornati)
-fino a 90 giorni: sanzione dell'1,67%
-entro un anno: sanzione del 3,75%
-oltre un anno: la sanzione sale al 30% (o 25% secondo le ultime riforme fiscali) dell'importo originario, più gli interessi legali.
Le disposizioni del decreto, infatti, si riferiscono proprio al prossimo anno e tutti i motocicli e oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione. Per il 2026 tutto resta invariato: i proprietari dei veicoli continueranno a pagare il bollo secondo le regole attualmente in vigore.
Un bel colpo per chi ci rientra. Tra le domande improvvisamente più gettonate, un po’ come accadde durante il Covid con la parola “congiunti”, ce n’è una in particolare: «A quale tipologia di veicolo fa riferimento questo decreto?». E noi siamo qui proprio per rispondere alla domanda.
Chi non pagherà il bollo
Riguarderà le vetture di piccola e media potenza, fino a 80 kW, e i motoveicoli, con un'esenzione per un solo veicolo a cittadino e non ci sono limitazioni legate a Isee. L’esenzione riguarda anche i ciclomotori se non viene già sfruttata dallo stesso proprietario per un’auto.Il limite di potenza è fino a 80kW (circa 109 cavalli). Ricordiamo che la potenza (kW o CV) indica quanta energia il motore è in grado di produrre nell’unità di tempo, mentre la cilindrata rappresenta il volume totale dei cilindri, ovvero lo spazio in cui avviene la combustione.
I modelli più venduti in assoluto nel mercato italiano che offrono versioni sotto gli 80 kW sono: Fiat Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Toyota Yaris, Renault Clio, ma anche crossover come la Jeep Avenger con la versione d'attacco a benzina (1.2 Turbo) che eroga esattamente 74 kW di potenza.
E ancora: Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Skoda Fabia, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20 e Lancia Ypsilon. In molti casi 80 kW di potenza corrispondono alla versione entry level della vettura, quella, cioè, più economica. Particolarmente fortunato in questo frangente è il gruppo Stellantis: la maggior parte di quelli con motore 1.2 Turbo hanno meno di 80 kW di potenza.
Tra le citycar si segnalano inoltre Hyundai i10 e Kia Picanto, con motorizzazioni a benzina o GPL comprese indicativamente tra 46 e 50 kW, oltre alla Mitsubishi Colt e alla Suzuki Swift Hybrid.
Il beneficio sarà riconosciuto anche ai possessori di “motocicli e ciclomotori”, senza limiti di cilindrata o potenza, ma con una condizione: ogni contribuente potrà usufruire dell'agevolazione per un solo veicolo. In caso di più mezzi intestati alla stessa persona, l'esenzione verrà applicata automaticamente al veicolo con la potenza inferiore.
Chi non è esente
Tra i modelli generalmente esclusi rientrano molte versioni di Volkswagen Golf, Toyota Yaris Cross, Audi A3, BMW Serie 1 e Mercedes Classe A, oltre a gran parte delle vetture di fascia medio-alta e sportiva. Resta inoltre invariato il regime previsto per i veicoli più potenti e per il cosiddetto superbollo.La multa se non paghi in tempo
Occhio alla multa: se la tua autovettura supera questo limite inevitabilmente non sei esente e ti tocca pagare come al solito. Sì perché ricordiamo che sono previsti dei limiti entro cui puoi pagare senza rischiare la multa. Nel dettaglio:-entro 14 giorni: sanzione ridotta dello 0,1% per ogni giorno di ritardo
-dal 15° al 30° giorno: sanzione dell'1,5% (o tassi aggiornati)
-fino a 90 giorni: sanzione dell'1,67%
-entro un anno: sanzione del 3,75%
-oltre un anno: la sanzione sale al 30% (o 25% secondo le ultime riforme fiscali) dell'importo originario, più gli interessi legali.
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