CRONACA

Chiuso da anni, qui Padre Puglisi celebrò l'ultima messa: l'Auditorium vuole rinascere

Lo spazio, chiuso ormai da anni, è stato un punto nevralgico e di aggregazione per il quartiere. Oltre a luogo di memoria, può diventare un luogo per eventi

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • Pubblicato il
    21 settembre 2026

Com'era l'Auditorium "Giuseppe Di Matteo" di via San Ciro, a Palermo, quando era funzionante e aperto al pubblico (foto di Giuseppe Federico)

Buone notizie per il quartiere Brancaccio di Palermo: la giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo per gli interventi di recupero e manutenzione straordinaria dell’Auditorium comunale “Giuseppe Di Matteo” in via San Ciro, per un importo complessivo di 148.904 euro.

Lo spazio, chiuso ormai da anni, è stato un punto nevralgico e di aggregazione per il quartiere, nonchè lo spazio in cui Padre Pino Puglisi ha celebrato una delle sue ultime messe, il 5 settembre 1993, dieci giorni prima di essere assassinato.

«L’approvazione del progetto segna un passaggio concreto nel percorso di recupero dell’Auditorium “Giuseppe Di Matteo” – dichiarano congiuntamente il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore ai Lavori pubblici Toto Orlando –. Con questo intervento affrontiamo le criticità che ne hanno determinato l’inutilizzabilità e poniamo le condizioni perché, al termine dei lavori, possa tornare a essere un luogo aperto alle attività culturali, sociali e della comunità».

I lavori all'Auditorium

I lavori interesseranno il piazzale e il solaio di copertura e prevedono il ripristino degli ambienti interni, attualmente non utilizzabili a causa delle infiltrazioni d’acqua provenienti dal piazzale sovrastante, che hanno provocato danni alla controsoffittatura e agli ambienti della struttura.

«L’Auditorium è un simbolo che ancora oggi ci riconduce a Padre Puglisi – racconta a Balarm Giuseppe Federico, il presidente della Seconda Circoscrizione -. Per l’intera comunità, vedere quel luogo chiuso è come un pugno allo stomaco. Durante la mia consiliatura ci sono entrato tre o quattro volte, in prossimità della ricorrenza dell’uccisione di Padre Pino Puglisi. La volontà dell’amminstrazione nel recupero di questo bene sembra uscire oggi, da quando il sindaco Lagalla ha scelto di prendere in mano la situazione, con l’aiuto dell’assessore Orlando, dopo le continue richieste sia del Centro Padre Nostro che della comunità tuta per riaprire finalmente questo presidio di legalità».

Non solo un luogo di memoria

Il luogo, però, non è solo uno spazio di memoria, nonostante il legame con la figura di don Pino Puglisi sia un aspetto importantissimo rispetto al legame che il quartiere ha con il locale, ma potrebbe essere una risorsa fondamentale per tutta la comunità: «Si parla di un locale veramente enorme che darebbe l’opportunità a tante associazioni, alla comunità, di avere uno spazio al chiuso da poter utilizzare – continua Federico-, a tutto questo si deve sommare non solo l’affetto che ci lega a Padre Puglisi, ma anche la mortificazione di vedere un locale intitolato al piccolo Giuseppe di Matteo rimanere chiuso.

Già da quando ho iniziato la consiliatura il locale era chiuso, il problema è sempre stato riconosciuto e adesso finalmente la situazione è stata presa in mano. Peccato, però, che questa operazione non sia stata fatta prima: questo è uno dei punti di memoria di Padre Puglisi, entrando si sente il suo odore, la prima cosa che si vede è una sua immagine, su un treppiedi. Vedere questo spazio chiuso, soprattutto per chi è legato a questa immagine, è un vero e proprio sacrilegio. Oggi, però, possiamo dire di essere contenti».

Le cause della chiusura

Il problema che ha costretto alla chiusura dello spazio è dovuto alle infiltrazioni d’acqua: sopra l’auditorium c’è infatti un solaio di un parcheggio, la cui competenza è tra il privato e il comunale, che con il tempo ha provocato un effetto domino che ha reso il locale inagibile.

L’auspicio per il locale è quello di diventare nuovamente un punto di aggregazione e di condivisione per la comunità del quartiere: «Ci auguriamo che il bene, una volta ristrutturato, venga dato alla circoscrizione, in modo tale da poterlo dare in comodato d’uso a qualsiasi associazione del territorio che voglia farne uso. Credo che debba essere un luogo condiviso da tutti – aggiunge Federico -, c’è talmente tanto spazio da poter ospitare veramente tutti: giovani e anziani insieme, per costruire quel senso di comunità e appartenenza. Padre Puglisi diceva sempre che "Se riqualifichiamo un posto lo diamo alla comunità, alla gente; tanta gente assieme rappresenta la comunità, la comunità allontana il malaffare". Allora vogliamo far vivere l’auditorium su questa via: diamolo alle scuole, alle associazioni, diamolo al territorio e alla comunità nel suo insieme».
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