Da Franca Florio a Elda Pucci e Maria Falcone: a Palermo nasce la "Sala delle Donne"
Un luogo di memoria che consegna il giusto riconoscimento alle donne che hanno contribuito a fare la storia in Sicilia e in Italia. Un progetto di Confcommercio
La presentazione della Sala delle Donne con Patrizia Di Dio, Maria Falcone e Margherita Tomasello
Colmare il vuoto di una narrazione storica che per troppo tempo ha dato spazio alle figure maschili, restituendo riconoscimento alle donne che hanno contribuito a costruire la società. Nasce da questa esigenza l’idea alla base del progetto della ‘Sala delle donne’, inaugurata ieri pomeriggio (6 novembre) al Museo del Presente di Palazzo Jung, la sede che ha accolto e adottato l’iniziativa.
Un progetto che ha preso forma dopo nove anni di impegno, intuizione e lavoro, grazie all’attenzione di Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, e al contributo di Terziario Donna Palermo, guidato da Margherita Tomasello.
Tra le figure presenti spicca quella della padrona di casa, Maria Falcone, che ha saputo trasformare il dolore per la perdita del fratello, Giovanni, in un impegno civile, facendo della memoria un'eredità da trasmettere alle generazioni future.
«Il progetto nasce nel 2016, quando inaugurammo la prima Sala delle donne a Montecitorio. Fin da subito colsi la possibilità di dare a quell’idea un respiro più ampio, portandola sui territori e declinandola nelle diverse realtà locali, per raccontare le storie delle donne che hanno contribuito a fare la storia delle nostre città e del Paese. Erano già diverse le città che avevano accolto il progetto, ma mancava Palermo», spiega Di Dio.
Accanto alle figure del passato che per prime hanno scritto la storia, «abbiamo scelto anche donne contemporanee, come la professoressa Maria Falcone. La sua presenza in questo luogo spiega, forse meglio di tante parole, il senso del progetto: ha saputo trasformare una vicenda profondamente dolorosa in un impegno concreto per la memoria e l’educazione. Per questo era importante che anche la sua storia entrasse a far parte della Sala».
Da Franca Florio a Franca Viola, da Francesca Morvillo a Rita Atria, passando per Maria Falcone, Elda Pucci, prima donna sindaca di Palermo, e Maria Partenò, ricordata come la prima donna a ottenere il divorzio in Italia. Accanto a loro trovano spazio figure come Costanza d’Altavilla, Santa Rosalia, Ottavia Penna Buscemi, Vittoria Giunti, Elvira Sellerio e Giuliana Saladino, oltre alle donne dei Fasci siciliani.
«Condividere con Confcommercio e con Patrizia Di Dio il progetto della Sala delle Donne, che ha una dimensione nazionale e non soltanto locale, assume in Sicilia un significato ancora più particolare - spiega Vincenzo Di Fresco, presidente del Museo del Presente Falcone Borsellino - la nostra terra ha una lunga storia di donne straordinarie che meritano di essere conosciute e raccontate. Siamo felici di poter mettere a disposizione dei visitatori che ogni giorno frequentano la galleria e il Museo del Presente anche questo percorso di memoria, affinché possano scoprire queste storie e il contributo che tante donne hanno dato alla società».
Un progetto che ha preso forma dopo nove anni di impegno, intuizione e lavoro, grazie all’attenzione di Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, e al contributo di Terziario Donna Palermo, guidato da Margherita Tomasello.
L’inaugurazione della Sala delle donne
Un luogo di memoria, ma soprattutto di ispirazione per le nuove generazioni. La Sala delle Donne raccoglie alcuni dei volti femminili che hanno contribuito a scrivere la storia italiana, restituendo visibilità a esperienze che troppo spesso sono rimaste in secondo piano.Tra le figure presenti spicca quella della padrona di casa, Maria Falcone, che ha saputo trasformare il dolore per la perdita del fratello, Giovanni, in un impegno civile, facendo della memoria un'eredità da trasmettere alle generazioni future.
«Il progetto nasce nel 2016, quando inaugurammo la prima Sala delle donne a Montecitorio. Fin da subito colsi la possibilità di dare a quell’idea un respiro più ampio, portandola sui territori e declinandola nelle diverse realtà locali, per raccontare le storie delle donne che hanno contribuito a fare la storia delle nostre città e del Paese. Erano già diverse le città che avevano accolto il progetto, ma mancava Palermo», spiega Di Dio.
Accanto alle figure del passato che per prime hanno scritto la storia, «abbiamo scelto anche donne contemporanee, come la professoressa Maria Falcone. La sua presenza in questo luogo spiega, forse meglio di tante parole, il senso del progetto: ha saputo trasformare una vicenda profondamente dolorosa in un impegno concreto per la memoria e l’educazione. Per questo era importante che anche la sua storia entrasse a far parte della Sala».
Uno spazio dedicato alle donne di ogni regione
La narrazione non si ferma alle personalità locali, ma a tutte quelle che hanno cambiato il corso della storia: «Patrizia ha fatto un regalo importante all’Italia, creando uno spazio che permette di conoscere le storie di donne provenienti da ogni regione che con la loro forza, il loro coraggio e la loro determinazione hanno saputo lasciare un segno - dichiara Margherita Tomasello, presidente di Terziario Donna - La Sala delle Donne non è soltanto un riconoscimento al loro percorso, ma un patrimonio da consegnare alle nuove generazioni, affinché possano trovare in queste figure esempi di cui fare tesoro e modelli a cui ispirarsi».Da Franca Florio a Franca Viola, da Francesca Morvillo a Rita Atria, passando per Maria Falcone, Elda Pucci, prima donna sindaca di Palermo, e Maria Partenò, ricordata come la prima donna a ottenere il divorzio in Italia. Accanto a loro trovano spazio figure come Costanza d’Altavilla, Santa Rosalia, Ottavia Penna Buscemi, Vittoria Giunti, Elvira Sellerio e Giuliana Saladino, oltre alle donne dei Fasci siciliani.
«Condividere con Confcommercio e con Patrizia Di Dio il progetto della Sala delle Donne, che ha una dimensione nazionale e non soltanto locale, assume in Sicilia un significato ancora più particolare - spiega Vincenzo Di Fresco, presidente del Museo del Presente Falcone Borsellino - la nostra terra ha una lunga storia di donne straordinarie che meritano di essere conosciute e raccontate. Siamo felici di poter mettere a disposizione dei visitatori che ogni giorno frequentano la galleria e il Museo del Presente anche questo percorso di memoria, affinché possano scoprire queste storie e il contributo che tante donne hanno dato alla società».
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