CRONACA

Dal collettore fognario alla nuova fermata Lazio: tre cantieri (infiniti) di Palermo

Lavori che procedono a rilento e una vertenza ancora aperta. Continuano anche i disagi alla viabilità. La situazione sembra essere a una svolta (si spera). Il punto

  • Pubblicato il
    29 ottobre 2026

Cantiere della fermata Lazio

La città di Palermo continua a fare i conti con cantieri che procedono a rilento, opere incompiute e disagi che si protraggono da mesi in diversi quartieri della città. A tornare al centro dei riflettori nelle ultime settimane sono i lavori affidati alla CMC - subentrata all’azienda Manelli – a causa di ritardi nella realizzazione delle infrastrutture e una vertenza sindacale che coinvolge decine di lavoratori, ancora in attesa dello stipendio di settembre.

Tre opere a rilento

Le commesse interessate sono tre: il collettore fognario Sud Orientale, la rete fognaria di Cruillas e la fermata Lazio del passante ferroviario. Interventi strategici per Palermo, ma che continuano a presentare criticità rilevanti, con conseguenze tanto sul piano occupazionale quanto sulla vivibilità dei quartieri.

A denunciare la situazione sono i sindacati e il consigliere comunale Massimiliano Giaconia, che hanno chiesto al sindaco Roberto Lagalla di promuovere un tavolo istituzionale in Prefettura, coinvolgendo i vertici della CMC e le stazioni appaltanti.

«La situazione è venuta fuori con molta più forza adesso, ma in realtà i problemi ci sono da tempo», spiega Giaconia, soffermandosi sulle condizioni dei cantieri. Tra le situazioni più problematiche c'è quella del collettore fognario Sud Orientale, i cui lavori sono sostanzialmente fermi da circa un anno e mezzo.

Le difficoltà riguardano anche la rete fognaria di Cruillas, dove il cantiere, secondo il consigliere, avrebbe raggiunto appena il 30-40% dei lavori dopo circa un anno di attività. I ritardi sarebbero legati anche alla carenza di materiali, agli spostamenti degli operai su altre commesse e a problemi organizzativi.

I digagi alla viabilità

«È un cantiere a intermittenza, lento, che produce poco», afferma Giaconia, descrivendo una situazione che continua a pesare sulla quotidianità del quartiere.

La chiusura di tratti stradali e le difficoltà di circolazione hanno provocato disagi ai residenti e alle attività commerciali, con ripercussioni anche sul servizio di trasporto pubblico Amat, in particolare sulla linea 629, il cui percorso risulta condizionato dalla presenza del cantiere.

Secondo il consigliere, le conseguenze riguardano anche l'accessibilità delle abitazioni e la possibilità per i mezzi di soccorso di raggiungere agevolmente alcune zone. Il progetto della rete fognaria, inoltre, interessa altre strade del quartiere che devono ancora essere completate, rendendo necessario un programma preciso per recuperare i ritardi.

La vertenza dei lavoratori

Accanto alle criticità infrastrutturali c'è la vertenza dei lavoratori. Circa 60 dipendenti non avevano ancora ricevuto lo stipendio di settembre, che avrebbe dovuto essere corrisposto entro il giorno 15. «Il vero problema è capire se questa impresa vuole ed è nelle condizioni di portare avanti i cantieri», osserva Giaconia. «Se non lo è, le stazioni appaltanti devono prendere dei provvedimenti».

Per le opere fognarie la competenza fa capo alla Struttura commissariale per la Depurazione delle Acque, mentre per gli interventi ferroviari la stazione appaltante è RFI.

Il Comune di Palermo, dunque, non è direttamente responsabile della gestione degli appalti, ma secondo il consigliere non può restare estraneo a una crisi che incide sulla vita dei cittadini.

«Il sindaco non può tirarsi fuori solo perché la stazione appaltante non è il Comune di Palermo», afferma Giaconia, chiedendo a Lagalla di convocare un tavolo con tutti i soggetti coinvolti. L'obiettivo è fare chiarezza sui ritardi, ottenere garanzie sul pagamento degli stipendi e sulla tutela dei posti di lavoro, verificare la sicurezza dei cantieri e stabilire tempi certi per la ripresa e il completamento delle opere.

A delineare il quadro dal punto di vista sindacale è invece Cosimo Lo Sciuto, responsabile di Fillea CGIL. A preoccupare il sindacato è l'assenza di indicazioni precise sul futuro delle attività: «A distanza di un anno dal subentro di CMC alla Manelli, non vediamo particolari miglioramenti. Abbiamo chiesto il piano industriale, ma quest’ultimo non ci è stato presentato. Abbiamo chiesto anche un cronoprogramma delle lavorazioni a Palermo, ma anche quest’ultimo non lo abbiamo ricevuto».

Sul fronte occupazionale, il responsabile sindacale segnala una riduzione significativa del personale impiegato nelle tre commesse palermitane: dai circa 120 lavoratori dell'anno precedente si sarebbe passati a non più di 75. Per quanto riguarda il collettore fognario Sud Orientale, alcuni operai sarebbero stati trasferiti temporaneamente su altre commesse della CMC, mentre altri si troverebbero in permesso retribuito, senza recarsi al lavoro.

Resta aperta anche la questione degli stipendi di settembre, non ancora corrisposti. Secondo quanto riferito da Lo Sciuto, l'azienda avrebbe indicato il 30 ottobre come data prevista per il pagamento.

Cosa è emerso dai tavoli di confronto

Nel frattempo, i lavoratori hanno sospeso lo sciopero dopo le rassicurazioni giunte ai tavoli di confronto dei giorni scorsi con Rfi, per la commessa della stazione Lazio del Passante ferroviario, e il tavolo con il sub-commissario Toto Cordaro, per i cantieri del collettore fognario sud-est e della rete fognaria di Cruillas.

I sindacati di categoria, Fillea, Filca e Feneal, hanno espresso la loro preoccupazione per lo stato delle gallerie del collettore fognario, i cui lavori sono fermi da più di un anno, e invocato l’intervento sostitutivo per ricevere dalla stazione appaltante gli stipendi arretrati. Tecnici e funzionari della struttura commissariale hanno annunciato un sopralluogo per verificarne lo stato dei lavoro e i rischi connessi al fermo delle lavorazioni nei cantieri delle due opere fognarie.

Per quanto riguarda la fermata Lazio del Passante ferroviario, con Rfi sono state analizzate congiuntamente le criticità dell'opera.

La Fillea CGIL ha inoltre chiesto sopralluoghi da parte della struttura commissariale per verificare lo stato delle opere incompiute e le eventuali criticità legate alla sicurezza, in particolare nelle aree interessate dai sistemi di pompaggio delle acque.

Il sindacalista riferisce che, dopo le iniziative sindacali e gli interventi di alcuni consiglieri comunali, sarebbero arrivati segnali di apertura verso un confronto istituzionale. Il sindaco avrebbe manifestato disponibilità a un tavolo con gli assessori competenti per valutare lo stato degli interventi e le possibili azioni da intraprendere.

Resta, però, il nodo della capacità della CMC di garantire la prosecuzione delle commesse. Tra la richiesta di un programma concreto per recuperare i ritardi, la necessità di tutelare i lavoratori e i disagi che continuano a interessare i quartieri, Palermo rimane ingabbiata da una serie sconfinata di cantieri che continuano a creare forti disagi ai residenti, ormai tristemente abituati a convivere con queste opere incompiute.
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