Dalla Sicilia vola a Venezia (e vince): Emma Cecala racconta "L'ultimo harem"
Grazie al Premio Sonego entra in un percorso di sviluppo insieme a tutor e professionisti che la aiuteranno a individuare ciò che può essere migliorato
Emma Cecala
Dalla Sicilia a Venezia, passando per il Dams di Palermo, la Storia dell’Arte, i primi cortometraggi, la regia e una passione mai davvero abbandonata per il cinema. È il percorso di Emma Cecala, sceneggiatrice e regista siciliana che conquista la XVIII edizione del Premio Rodolfo Sonego con la sceneggiatura dal titolo provvisorio “L’ultimo harem”.
È l’unica siciliana ad aver vinto questa edizione del Premio Sonego, dedicato allo storico sceneggiatore considerato tra i padri della commedia all’italiana e legato indissolubilmente alla figura di Alberto Sordi, del quale contribuì a costruire il celebre personaggio. Nato all’interno del Lago Film Fest, il Premio è oggi un percorso strutturato dedicato alla scrittura cinematografica: non soltanto un riconoscimento, ma sei mesi di sviluppo, formazione, confronto e networking per accompagnare le storie verso il mondo professionale.
È da questa minaccia che prende forma la commedia: i clienti sono disperati, la maitresse vede il proprio mondo sul punto di crollare e tenta di reagire. Arriva persino a ricattare il politico di turno. La situazione diventa sempre più paradossale, fino a spingere i protagonisti a rivolgersi addirittura a un cardinale, da cui arriva un suggerimento che cambia le carte in tavola. Da quel momento prende forma una vera e propria battaglia siciliana, nella quale politica, sesso e ipocrisia si mischiano, dando vita a una commedia corale dai toni ironici e surreali. Una storia nella quale tutti cercano, a modo proprio, di difendere il piccolo mondo che stanno per perdere.
Il tema storico diventa così il punto di partenza per parlare anche del presente: il cambiamento che arriva, la resistenza a ciò che non si può fermare, la distanza tra morale pubblica e interessi privati. L’umorismo nasce proprio da questo contrasto. Emma Cecala osserva uno dei momenti di svolta del costume italiano da un punto di vista insolito: quello di chi, improvvisamente, si ritrova escluso dalla storia. E così la vicenda delle case chiuse diventa una commedia sull’Italia, sulle sue contraddizioni e sulla capacità degli individui di cercare soluzioni improbabili quando il mondo attorno a loro sta cambiando.
«Lavorerò con dei creativi. A fine mese parto, mi aiuteranno dove è migliorabile». Il riconoscimento ottenuto nasce all’interno di un progetto che ha una caratteristica precisa: non si limita a premiare una sceneggiatura, ma accompagna l’autore nel suo sviluppo. Il Premio Sonego si definisce come un concorso dedicato alle sceneggiature e ai soggetti di commedia e ricerca, quelle che chiama “commedie del futuro”, storie lontane dai cliché, capaci di conquistare per stile ma anche per profondità e coraggio. La formula prevede un calendario di circa sei mesi, tra attività in presenza e online. Per i vincitori ci sono weekend intensivi di perfezionamento con tutor professionisti, workshop dedicati al pitching e al linguaggio grafico, collaborazioni con graphic designer e illustratori per la realizzazione della locandina o del dossier e incontri di supporto all’adattamento in inglese degli script e dei pitch.
Il primo appuntamento è lo Scripta Camp, sei giornate nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, dove gli autori lavorano sulle proprie storie assieme a un team di tutor, partecipando anche a workshop sul pitch e sulla facilitazione grafica. Poi il percorso prosegue online, con attività dedicate al pitch, alla traduzione e alla costruzione dell’identità visiva del progetto. A novembre 2026 i vincitori saranno accompagnati allo ShorTO Film Market di Torino, un’occasione per entrare in contatto con un mercato internazionale dedicato al cortometraggio. E a luglio 2027 arriverà un altro appuntamento importante: i vincitori saranno invitati ai Barefoot Industry Days del Lago Film Fest, due giornate dedicate al networking, all’ispirazione e alla condivisione, durante le quali potranno presentare l’avanzamento dei propri progetti.
Emma Cecala, classe 1980, arriva al cinema dopo una formazione nel mondo dell’arte. Si laurea al Dams di Palermo con il massimo dei voti e si specializza nell’insegnamento della Storia dell’Arte. La passione per il cinema, però, resta sempre presente. Dopo aver vissuto in Piemonte, decide di chiedere il trasferimento e di riprendere in mano quella passione che aveva messo da parte, e da lì comincia un nuovo capitolo. Nel 2020 frequenta un corso di regia cinematografica e fa la sua prima esperienza sul set partecipando alla realizzazione di un cortometraggio scritto e diretto da Daniele Ciprì.
Nel 2021 scrive e dirige la sua prima commedia, “QuarantacinqueQuindiciVentiquattro”. Nel 2022 viene selezionata tra i dieci giovani talenti del Sud Italia da formare nel campo della produzione cinematografica nell’ambito del progetto Europa Creativa MEDIA. Nel 2024 arriva “Manco Morto”, commedia che ha scritto e diretto e con cui è stata pluripremiata.
Nel suo percorso professionale c’è anche la collaborazione con Aurelio Grimaldi, ulteriore tappa di un cammino che l’ha portata progressivamente a trasformare la passione per il cinema in un vero percorso professionale.
«La sceneggiatura è una cosa fondante, senza quella non c’è storia», dice. Per Emma questo momento professionale porta con sé anche una storia privata: «Voglio dire grazie a mia madre, che dieci mesi fa ho perso. Avevo mollato tutto, poi ha deciso di riprendere in mano la scrittura, rimettermi in gioco e farle questo regalo, che conclude un percorso che ho voluto portare a compimento».
Da Palermo a Venezia, Emma ha conquistato il riconoscimento con una storia che guarda al passato per parlare, attraverso la commedia, anche dell’Italia di oggi: una sceneggiatura premiata che potrebbe presto diventare un film.
Il premio
L’annuncio ufficiale è arrivato il 5 settembre scorso all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: per Emma è un riconoscimento importante non soltanto per il valore del progetto, ma anche per il significato personale che assume dopo anni di lavoro e dopo un percorso professionale costruito tra arte, insegnamento e cinema.È l’unica siciliana ad aver vinto questa edizione del Premio Sonego, dedicato allo storico sceneggiatore considerato tra i padri della commedia all’italiana e legato indissolubilmente alla figura di Alberto Sordi, del quale contribuì a costruire il celebre personaggio. Nato all’interno del Lago Film Fest, il Premio è oggi un percorso strutturato dedicato alla scrittura cinematografica: non soltanto un riconoscimento, ma sei mesi di sviluppo, formazione, confronto e networking per accompagnare le storie verso il mondo professionale.
"L''ultimo harem"
Ed è proprio questo che per Emma Cecala conta. «Sono felice, ci contavo perché so che quella sceneggiatura vale – racconta -. I miei modelli sono Pietro Germi, Ettore Scola, Monicelli. Avendo visto i loro film, io ragiono in questo modo. Posso dire che ancora la meritocrazia c’è». “L’ultimo harem” (destinato però a cambiare titolo) porta il pubblico nella Sicilia del 1958, quando la legge Merlin non è ancora entrata in vigore. La storia si svolge all’interno di una casa di tolleranza. All’apparenza tutto procede nella quiete di sempre, ma quella tranquillità è destinata a durare poco: incombe, infatti, l’approvazione della legge che porterà alla chiusura delle case di tolleranza, al termine di un iter legislativo durato dieci anni.È da questa minaccia che prende forma la commedia: i clienti sono disperati, la maitresse vede il proprio mondo sul punto di crollare e tenta di reagire. Arriva persino a ricattare il politico di turno. La situazione diventa sempre più paradossale, fino a spingere i protagonisti a rivolgersi addirittura a un cardinale, da cui arriva un suggerimento che cambia le carte in tavola. Da quel momento prende forma una vera e propria battaglia siciliana, nella quale politica, sesso e ipocrisia si mischiano, dando vita a una commedia corale dai toni ironici e surreali. Una storia nella quale tutti cercano, a modo proprio, di difendere il piccolo mondo che stanno per perdere.
Il tema storico diventa così il punto di partenza per parlare anche del presente: il cambiamento che arriva, la resistenza a ciò che non si può fermare, la distanza tra morale pubblica e interessi privati. L’umorismo nasce proprio da questo contrasto. Emma Cecala osserva uno dei momenti di svolta del costume italiano da un punto di vista insolito: quello di chi, improvvisamente, si ritrova escluso dalla storia. E così la vicenda delle case chiuse diventa una commedia sull’Italia, sulle sue contraddizioni e sulla capacità degli individui di cercare soluzioni improbabili quando il mondo attorno a loro sta cambiando.
Le riprese in Sicilia
«Girerò tutto in Sicilia, con attori siciliani», dice, mentre è già in trattative con una casa di produzione e immagina per il film un cast fortemente legato al territorio. Una scelta che non è soltanto produttiva, ma anche artistica. La storia nasce dentro un contesto siciliano e ha bisogno, nelle intenzioni dell’autrice, di restituire quella lingua, quei volti, quell’atmosfera e quel particolare modo di guardare il mondo che appartengono all’Isola. Grazie al Premio Sonego, Emma entrerà in un percorso di sviluppo insieme a tutor e professionisti che la aiuteranno a individuare ciò che può essere migliorato e a rendere il progetto ancora più solido.«Lavorerò con dei creativi. A fine mese parto, mi aiuteranno dove è migliorabile». Il riconoscimento ottenuto nasce all’interno di un progetto che ha una caratteristica precisa: non si limita a premiare una sceneggiatura, ma accompagna l’autore nel suo sviluppo. Il Premio Sonego si definisce come un concorso dedicato alle sceneggiature e ai soggetti di commedia e ricerca, quelle che chiama “commedie del futuro”, storie lontane dai cliché, capaci di conquistare per stile ma anche per profondità e coraggio. La formula prevede un calendario di circa sei mesi, tra attività in presenza e online. Per i vincitori ci sono weekend intensivi di perfezionamento con tutor professionisti, workshop dedicati al pitching e al linguaggio grafico, collaborazioni con graphic designer e illustratori per la realizzazione della locandina o del dossier e incontri di supporto all’adattamento in inglese degli script e dei pitch.
Il primo appuntamento è lo Scripta Camp, sei giornate nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, dove gli autori lavorano sulle proprie storie assieme a un team di tutor, partecipando anche a workshop sul pitch e sulla facilitazione grafica. Poi il percorso prosegue online, con attività dedicate al pitch, alla traduzione e alla costruzione dell’identità visiva del progetto. A novembre 2026 i vincitori saranno accompagnati allo ShorTO Film Market di Torino, un’occasione per entrare in contatto con un mercato internazionale dedicato al cortometraggio. E a luglio 2027 arriverà un altro appuntamento importante: i vincitori saranno invitati ai Barefoot Industry Days del Lago Film Fest, due giornate dedicate al networking, all’ispirazione e alla condivisione, durante le quali potranno presentare l’avanzamento dei propri progetti.
Emma Cecala, classe 1980, arriva al cinema dopo una formazione nel mondo dell’arte. Si laurea al Dams di Palermo con il massimo dei voti e si specializza nell’insegnamento della Storia dell’Arte. La passione per il cinema, però, resta sempre presente. Dopo aver vissuto in Piemonte, decide di chiedere il trasferimento e di riprendere in mano quella passione che aveva messo da parte, e da lì comincia un nuovo capitolo. Nel 2020 frequenta un corso di regia cinematografica e fa la sua prima esperienza sul set partecipando alla realizzazione di un cortometraggio scritto e diretto da Daniele Ciprì.
Nel 2021 scrive e dirige la sua prima commedia, “QuarantacinqueQuindiciVentiquattro”. Nel 2022 viene selezionata tra i dieci giovani talenti del Sud Italia da formare nel campo della produzione cinematografica nell’ambito del progetto Europa Creativa MEDIA. Nel 2024 arriva “Manco Morto”, commedia che ha scritto e diretto e con cui è stata pluripremiata.
Nel suo percorso professionale c’è anche la collaborazione con Aurelio Grimaldi, ulteriore tappa di un cammino che l’ha portata progressivamente a trasformare la passione per il cinema in un vero percorso professionale.
«La sceneggiatura è una cosa fondante, senza quella non c’è storia», dice. Per Emma questo momento professionale porta con sé anche una storia privata: «Voglio dire grazie a mia madre, che dieci mesi fa ho perso. Avevo mollato tutto, poi ha deciso di riprendere in mano la scrittura, rimettermi in gioco e farle questo regalo, che conclude un percorso che ho voluto portare a compimento».
Da Palermo a Venezia, Emma ha conquistato il riconoscimento con una storia che guarda al passato per parlare, attraverso la commedia, anche dell’Italia di oggi: una sceneggiatura premiata che potrebbe presto diventare un film.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Sui canali social
|























