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È uno dei luoghi di culto più antichi: l'enigma della "spirale megalitica" in Sicilia

Un percorso dentro uno dei luoghi più suggestivi ma sconosciuti della Sicilia arcaica, dove il tempo sembra fermarsi, a differenza del fiume che lo attraversa

Giovanna Gebbia
Esperta di turismo relazionale
  • 28 giugno 2026

La "spirale megalitica" in Sicilia

Una meta per i fuori porta estivi da inserire tra le vacanze lontane dai luoghi più comuni e noti, ma che regala forti emozioni, immersi nel paesaggio naturale per appassionati di archeologia e non. Andiamo a scoprire le tracce di uno dei più antichi luoghi di culto esistenti in Sicilia, avvolto dal mistero enigmatico che mescola insieme geologia, astronomia, preistoria, riti e celebrazioni arcaiche, una traccia di pietra immersa nel silenzio di una natura che ci riporta a millenni indietro: siamo dentro le “balze sopranesi” sul versante nord-occidentale dell’area etnea.

Stiamo per intraprendere un percorso dentro uno dei luoghi più suggestivi ma sconosciuti della Sicilia arcaica, dove il tempo sembra non scorrere a differenza del fiume che lo attraversa: un lembo di quella mitica Valle dell’Alcantara dove si aprono le spettacolari gole scavate nella roccia dal millenario passaggio delle acque notoriamente gelide.

Già la loro presenza è circondata da una leggenda che ne vuole la nascita per intervento divino ad opera degli Dei - come spesso accade per posti nascosti quasi invisibili, dove si scoprono paesaggi inaspettatamente belli - sebbene la realtà abbia poco a che fare con la suggestione mitologica: la loro formazione sembra, infatti, dovuta una importante colata lavica dovuta all’eruzione venuta fuori dalla bocca di un antichissimo vulcano sul monte Mojo, posto tra l’Etna e i Monti Peloritani, che attraversò la valle tra i comuni di Bronte, Maletto e Randazzo.

A proposito di questi ultimi vi anticipiamo che vale la pena organizzarsi e visitarli in un piccolo tour, per scoprire che Bronte non è soltanto pistacchio ma c’è davvero tanto altro da vedere, come Randazzo non è soltanto vigneti di ottimo vino ma un centro medievale ricco di storia e patrimonio circondata da panorami naturali mozzafiato, Maletto è un grazioso e caratteristico borgo ai piedi dell'Etna con un centro storico piccolo ma ricco di scorci unici, oltre ad essere famoso come la "Città delle fragole".

È qui che troviamo quella che è detta la “spirale megalitica” un particolare e strano manufatto a struttura spiraliforme di lastroni di pietra eretti come dolmen ancora oggi oggetto di ricerche, databili in quell’arco temporale che colloca la Sicilia a cavallo tra l’età del Rame e quella del Bronzo, databile intorno al III millennio osservandone l’architettura costruttiva, così come in altre costruzioni simili in lastroni verticali. Non essendoci la presenza di tombe o di una camera funeraria, sembra che la costruzione non sia di tipo funebre e quindi una funzione celebrativa dove potrebbero essere stati consumati dei riti iniziatici, ancestrali di tipo rurale o in concomitanza di eventi astronomici, ma nessuna traccia ipotizza una possibile copertura.

La struttura spiralica di Balze Soprane è in definitiva una costruzione megalitica in pietra lavica che consta di dieci lastroni semilavorati e disposti a spirale - larghi 0,80/0,90 m, alti da 1,40 a 1.60 m, spessi 0,20/0,30 m, ad eccezione del blocco spesso circa 0,70 m e il primo lastrone, più interno della spirale, l'unico dell’altezza di un solo metro ruotato rispetto agli altri. In tutto il diametro complessivo di 5,30 m, con una specie di passaggio a corridoio largo un poco più di un metro delimitato da blocchi più bassi rivolti ad ovest, verso una piccola altura che sovrasta la costruzione.

La presenza di altri blocchi vicini a questa struttura, potrebbero indicare la presenza di un’altra simile di cui non sono rimaste che queste tracce. Ciò che colpisce è la presenza scenica fortemente magnetica, l’atmosfera è quella che ci riporta ad un immaginario archeologico preistorico quando l’uomo era agli albori della sua epopea umana, circondato da una natura ben diversa dalla nostra come diverso era il sentimento verso gli eventi atmosferici o quelli geologici, visti come segni di un potere divino a cui bisognava rivolgersi con rituali e celebrazioni.

Non a caso - e non lontano - si trova la grotta di scorrimento dove sono stati rivenuti resti preistorici: si tratta del complesso delle grotte di "Maniace costituito da un’area occupato da diverse tombe databili verso l’età del Bronzo Antico, caratterizzata dalla presenza di cocci di ceramica dipinta con losanghe e appendici laterali, detta in “stile di Castelluccio” che prende il nome dall'omonimo sito preistorico vicino la città di Noto e rappresenta la "linea di partenza" dell'età del bronzo siciliano.

Cosa ancora più straordinaria è che queste ceramiche siano strettamente connesse ad una antica cultura anatolica della fine del terzo millennio a.C. dove i manufatti mostrano una varietà di forme a disegni geometrici, come bicchieri conici a una o due maniglie, vasi a piedi alti noti come "ciotole di frutta", grandi anfore e ciotole. Visitare le balze sopranesi è una opportunità incredibile che ha un fascino straordinario, un altro luogo nel panorama del nostro vastissimo patrimonio, che ci ricorda quando la Sicilia sia un pozzo senza fine di meraviglie che si perdono nella storia del tempo.

Come arrivare: percorrere la Strada statale SS120 – detta dell’Etna e delle Madonie - e parcheggiare dove si trova l'area "Favare di Maletto"., preferibilmente nel tardo pomeriggio o nelle prima ore della mattinata prima che faccia troppo caldo, ma anche con la luce perfetta per godersi uno spettacolo. Dalla direzione Madonie/Palermo, passare oltre il centro di Cesarò e continuare in direzione Bronte, per chi arriva da direzione Etna/Catania passare Randazzo andare semore in direzione Bronte. Credit: academia.edu; bronteinsieme.it; bronte118.it
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