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Il caldo trasforma la Sicilia in una polveriera: oltre 40 incendi nel weekend, la mappa

Nelle ultime 48 ore oltre 90 roghi, di cui 40 di grandi dimensioni. I vigili del fuoco, Corpo Forestale, Protezione civile, volontari e mezzi aerei lavorano senza sosta

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • 20 luglio 2026

Mappa satellitare degli incendi nel weekend in Sicilia

Le temperature eccezionalmente elevate, il vento e la vegetazione resa estremamente secca dalla prolungata assenza di piogge hanno trasformato la Sicilia nelle ultime giornate un'enorme polveriera pronta a prendere fuoco alla prima miccia. Nelle ultime 48 ore si sono infatti susseguiti oltre novanta roghi, di cui 40 di grandi dimensioni, costringendo vigili del fuoco, Corpo Forestale della Regione Siciliana, Protezione civile, volontari e mezzi aerei a un lavoro incessante per impedire che le fiamme raggiungessero abitazioni, infrastrutture e siti di valore storico e ambientale.

A complicare la situazione è stato il caldo estremo, che anche quest’oggi sta rendendo ogni intervento particolarmente complesso. La provincia di Palermo è tra quelle maggiormente colpite. Solo nell'arco di dodici ore i vigili del fuoco hanno effettuato una cinquantina di interventi. Uno degli scenari più drammatici si è registrato a Monte Jato, dove il vasto incendio ha devastato il versante della famosa montagna che dà il nome al paese sottostante. Un rogo che è arrivato a minacciare le abitazioni e a coinvolgere anche l'area archeologica.

«Ringrazio le donne e gli uomini del Corpo forestale, gli operai stagionali, i volontari della Protezione civile, i Vigili del fuoco che, in questi giorni segnati dal bollino rosso per il rischio incendi, sono impegnati senza sosta per domare i numerosi roghi divampati in tutta la Sicilia. È un lavoro intenso che vede uomini e mezzi operare senza tregua. Grazie a tutti per l’infaticabile lavoro, con un caldo asfissiante e senza sosta, su tutto il territorio regionale», lo ha detto l’assessore regionale al Territorio e ambiente Giusi Savarino a margine della visita che ha effettuato oggi alla Sala unificata insieme alla dirigente del Corpo forestale Tea Di Trapani.

Sempre nel Palermitano, incendi hanno interessato Altofonte, Cerda, a Ventimiglia di Sicilia, lungo la Strada Statale 120 nei pressi delle tribune della storica Targa Florio, Bolognetta e Villafrati. A Castronovo di Sicilia la situazione è stata inoltre particolarmente delicata.

Come spesso avviene in queste situazioni, con il vento caldo che ha sostenuto il fuoco per ore, un incendio di vaste dimensioni ha richiesto l'intervento di numerose squadre a terra, supportate da Canadair ed elicotteri della Forestale. In questo caso, le fiamme si sono avvicinate pericolosamente a un impianto di depurazione delle acque, aumentando il rischio di conseguenze ancora più gravi, sotto il profilo sociale e idrico.

Nemmeno il resto della Sicilia occidentale è stata risparmiata. Nel Trapanese gli incendi hanno interessato Poggioreale, Marinella di Selinunte e Santa Ninfa, dove i fronti di fuoco hanno impegnato per ore squadre di terra e mezzi aerei. Nell'Agrigentino le situazioni più difficili sono state registrate a Bivona, in contrada Savarini, vicino a un impianto per la lavorazione del marmo, oltre che nelle campagne di Camastra lungo la Strada Statale 410 e nella periferia di Agrigento, nella frazione di Villaseta.

Anche il centro dell'isola ha vissuto ore di forte tensione. Nel territorio di Enna due incendi hanno costretto le autorità a evacuare decine di villette in contrada Baronessa e diversi edifici residenziali nella zona di Enna Bassa, tra l'ospedale e il quadrivio. Altri interventi hanno interessato la Strada Statale 117 bis e contrada Mariola, dove le squadre hanno lavorato senza sosta per impedire che il fuoco raggiungesse nuove abitazioni. Nel Ragusano il vento ha trasformato un incendio sulla collina di Monserrato, a Modica, in un'emergenza di vaste proporzioni. Le fiamme hanno minacciato diverse abitazioni e si è reso necessario l'intervento dei Canadair e degli elicotteri per contenere il fronte di fuoco.

Nel Siracusano invece un incendio divampato in contrada Tivoli ha danneggiato importanti linee elettriche, lasciando decine di famiglie senza energia elettrica e senza approvvigionamento idrico, mentre nel Catanese i vigili del fuoco sono intervenuti ripetutamente a Misterbianco, dove sono arrivate numerose richieste di soccorso, con un vasto rogo che ha interessato anche il territorio di Aci Sant'Antonio.

Dietro ai numeri si nasconde un bilancio pesantissimo. Migliaia di ettari di macchia mediterranea, boschi e terreni agricoli sono stati divorati dalle fiamme. Interi ecosistemi sono andati distrutti in poche ore, con danni destinati a lasciare conseguenze per molti anni. Per capire l’estensione degli incendi, basta come sempre sfruttare uno dei sistemi satellitari che monitorano costantemente l’Europa, nel tentativo di individuare gli incendi dall’alto. Fra questi sistemi ricordiamo ovviamente Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea, realizzato con il supporto dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e di altri partner internazionali.

Esso sfrutta una costellazione di satelliti, denominati Sentinel, i cui dati vengono poi elaborati dal sistema Forest Fire Emergency, a cui si può accedere tramite questo sito. L’immagine di copertina di questo articolo proviene proprio da questo sistema e permette di individuare tutti gli incendi dell’ultima settimana, correlandoli alla loro estensione e gravità.

Come ribadiamo ogni volta parliamo di incendi, l’attuale emergenza siciliana si inserisce in un quadro più ampio che interessa l'intero Mezzogiorno, con incendi attivi anche in Sardegna, dove le temperature degli scorsi giorni hanno raggiunto i 48 ° C, in Calabria e Puglia. Solo il previsto calo delle temperature nei prossimi giorni potrà offrire un primo, temporaneo, prezioso sollievo a un territorio duramente ferito da una delle più violente emergenze di questa estate.

Un ruolo fondamentale è svolto dalla Sala operativa unificata permanente che garantisce un monitoraggio e coordinamento costante dell'intera Isola. «Il sistema ha in questi giorni consentito di individuare rapidamente i focolai - continua l'assessore regionale - coordinare gli interventi e contenere le fiamme con tempestività, limitando i danni e tutelando il nostro patrimonio ambientale-. Le telecamere installate in tutta la Sicilia rappresentano uno strumento fondamentale nella lotta agli incendi dolosi. Lo dimostra quanto avvenuto a San Vito Lo Capo e a Modica, dove i presunti piromani sono stati individuati in poche ore. Un sistema che consente di assicurare rapidamente alla giustizia chi tenta di distruggere ettari di macchia mediterranea e di mettere a rischio persone e territorio».
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