ANIMALI

Meno polpi e ricci, più pesci palla e scorpione: come cambia il mare in Sicilia

I più pericolosi giunti nel Mediterraneo sono i pesci palla maculati, che insieme ai pesci coniglio e al pesce scorpione sono tra le 4 specie aliene più diffuse

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • Pubblicato il
    22 settembre 2026

Un pesce palla argenteo (foto da inaturalist.org)

La situazione climatica del Mediterraneo è sempre più drammatica. A dimostrarlo non sono più solo i dati termici, che ogni giorno ci permettono di seguire un trend sempre più preoccupante, quello del surriscaldamento della superficie marina. A permetterci di capire questo cambiamento è anche l’arrivo costante di specie esotiche, di cui abbiamo parlato sempre più spesso, nel corso degli ultimi anni, dovuto proprio alla tropicalizzazione del nostro mare.

Il dato emergente è che è in atto una vera e propria sostituzione faunistica, che sta portando diverse specie tipiche del Mediterraneo a estinguersi in diversi tratti delle nostre coste, a favore di specie non solo aliene ma anche pericolose per la nostra salute.

Il polpo tra le specie più a rischio

Tra le specie più vulnerabili c’è il polpo, un ingrediente tipico dei nostri menù estivi, che tuttavia quest’anno ha subito un grosso calo demografico dovuto sia alle alte temperature, sia alla presenza di specie alloctone nel suo territorio sia anche all’eccessiva pesca.

Quali specie aliene sono in aumento

Fra i pesci che quest’anno sembrano essere aumentati di numero ci sono i pesci palla, che raramente sono finiti nei menù dei popoli che hanno abitato l’Italia e la Sicilia, nel corso dei secoli, per via della loro elevata pericolosità dovuta alla presenza di particolari tossine nella loro carne. Il consumo di pesci palla è infatti un fenomeno più giapponese/orientale, che porta comunque a diversi morti dovuti a incidenti o alla cattiva pulitura della loro carne.

I pesci palla più pericolosi giunti nel Mediterraneo sono i pesci palla maculati, che insieme ai pesci coniglio e al pesce scorpione del Mar Rosso appartengono alla lista delle 4 specie aliene più diffuse e pericolose presenti nel Mediterraneo. Qui potete leggere un approfondimento sull’argomento.

Cosa dicono gli esperti

A danneggiare i nostri ecosistemi marini è anche la pesca di frodo, in particolare la pesca che va alla ricerca di datteri di mare, di ricci e di altre specie protette. Come segnalato di recente da Legambiente Sicilia, per bocca del suo presidente Tommaso Castronovo, e da Francesco Tiralongo, docente dell’Università di Catania e ittiologo, questi organismi marini sono sempre più minacciati e anche le specie commerciali – come i ricci di mare – stanno subendo dei cali demografici importanti, che in teoria potrebbero ridurre drasticamente nei prossimi anni la loro presenza non solo nelle nostre tavole, ma anche nei fondali siciliani.

Gli esperti quindi consigliano le autorità a sforzarsi per contenere maggiormente le attività di pesca di frodo, che in passato hanno già provocato diversi danni agli ecosistemi, tramite un incremento delle pene per i trasgressori beccati a pescare o anche solo a possedere merce illecita. D’altronde i danni provocati alla natura dalla pesca illegale sono equiparabili se non maggiori ai danni provocati dal bracconaggio nelle terre emerse, il cui obiettivo non è sicuramente il prelievo sostenibile di specie dagli ecosistemi. Tutelare questi organismi, tra l’altro, è importante anche per proteggere gli operatori del settore che seguono le regole.
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