Dopo il pesce scorpione, la sardina di Golani: la Sicilia "invasa" da specie aliene
I pescatori continuano a scovare nuove specie esotiche nei pressi delle coste siciliane. Intanto il dibattito si concentra sull'inquinamento. Tutti i dettagli
Degli esemplari della sardina di Golani
Mentre il dibattito pubblico continua a concentrarsi quasi esclusivamente sull'inquinamento e sulla pesca eccessiva, i pescatori continuano a scovare nuove specie esotiche nei pressi delle coste siciliane. L’ultimo esempio era stato il pesce scorpione trovato a largo di Punta Secca, ma siamo qui per darvi la notizia di un nuovo ritrovamento preoccupante. Nelle acque che circondano Lampedusa, i pescatori hanno registrato la presenza di un’altra specie aliena proveniente dal Mar Rosso: la sardina di Golani (Etrumeus golanii).
Durante una normale battuta di pesca dedicata alle acciughe, i pescatori si sono ritrovati nelle reti oltre cento esemplari di questa specie, un numero che lascia pochi dubbi sulla sua ormai consolidata diffusione nello Stretto di Sicilia. Non si tratta di una comparsa improvvisa. La presenza di Etrumeus golanii nei mari italiani era stata documentata già nei primi anni Duemila, quando un esemplare venne catturato nei pressi di Lampedusa.
Da allora le segnalazioni si sono susseguite in modo discontinuo, spesso considerate episodi isolati. Oggi, però, le catture numerose raccontano una storia completamente diversa. Questa specie si è ormai insediata sull’isola e sembra aver trovato condizioni ideali per prosperare e moltiplicarsi, in previsione di un’ulteriore espansione nel resto del Mediterraneo.
La sardina di Golani appartiene alla famiglia dei Clupeidi, la stessa che comprende sardine, alacce e aringhe. A prima vista potrebbe facilmente essere confusa con altre specie pelagiche di piccole dimensioni presenti nel Mediterraneo, ma possiede caratteristiche biologiche che ne spiegano il successo invasivo.
Si tratta di un pesce gregario che vive in grandi banchi nelle acque calde e si nutre prevalentemente di plancton, filtrando minuscoli organismi sospesi nella colonna d'acqua. Questa dieta estremamente versatile le consente di sfruttare risorse abbondanti e diffuse, riducendo la competizione diretta con molte altre specie ittiche. L'origine di questa colonizzazione è legata alla classica migrazione lessepsiana, ovvero il trasferimento di organismi dal Mar Rosso al Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.
Negli ultimi decenni centinaia di specie hanno seguito questa rotta, approfittando sia del collegamento artificiale tra i due bacini sia del passaggio offerto dalle navi, tramite le acque stiva. Il Mediterraneo meridionale, sempre più caldo a causa dei cambiamenti climatici, assomiglia così sempre di più agli habitat tropicali e subtropicali da cui molte di queste specie provengono, grazie all’introduzione di specie aliene appartenenti alla stessa comunità.
La questione, tuttavia, va ben oltre la semplice curiosità zoologica. Come abbiamo scritto ogni qual volta trattiamo la notizia dell’arrivo di una nuova specie aliena, ogni nuovo organismo che riesce a stabilirsi in un ecosistema può alterare equilibri costruiti in migliaia di anni di evoluzione. Nel caso della sardina di Golani, gli studiosi stanno cercando di comprendere quali effetti possa avere la loro presenza sulle popolazioni autoctone che occupano le stesse nicchie ecologiche.
Durante una normale battuta di pesca dedicata alle acciughe, i pescatori si sono ritrovati nelle reti oltre cento esemplari di questa specie, un numero che lascia pochi dubbi sulla sua ormai consolidata diffusione nello Stretto di Sicilia. Non si tratta di una comparsa improvvisa. La presenza di Etrumeus golanii nei mari italiani era stata documentata già nei primi anni Duemila, quando un esemplare venne catturato nei pressi di Lampedusa.
Da allora le segnalazioni si sono susseguite in modo discontinuo, spesso considerate episodi isolati. Oggi, però, le catture numerose raccontano una storia completamente diversa. Questa specie si è ormai insediata sull’isola e sembra aver trovato condizioni ideali per prosperare e moltiplicarsi, in previsione di un’ulteriore espansione nel resto del Mediterraneo.
La sardina di Golani appartiene alla famiglia dei Clupeidi, la stessa che comprende sardine, alacce e aringhe. A prima vista potrebbe facilmente essere confusa con altre specie pelagiche di piccole dimensioni presenti nel Mediterraneo, ma possiede caratteristiche biologiche che ne spiegano il successo invasivo.
Si tratta di un pesce gregario che vive in grandi banchi nelle acque calde e si nutre prevalentemente di plancton, filtrando minuscoli organismi sospesi nella colonna d'acqua. Questa dieta estremamente versatile le consente di sfruttare risorse abbondanti e diffuse, riducendo la competizione diretta con molte altre specie ittiche. L'origine di questa colonizzazione è legata alla classica migrazione lessepsiana, ovvero il trasferimento di organismi dal Mar Rosso al Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.
Negli ultimi decenni centinaia di specie hanno seguito questa rotta, approfittando sia del collegamento artificiale tra i due bacini sia del passaggio offerto dalle navi, tramite le acque stiva. Il Mediterraneo meridionale, sempre più caldo a causa dei cambiamenti climatici, assomiglia così sempre di più agli habitat tropicali e subtropicali da cui molte di queste specie provengono, grazie all’introduzione di specie aliene appartenenti alla stessa comunità.
La questione, tuttavia, va ben oltre la semplice curiosità zoologica. Come abbiamo scritto ogni qual volta trattiamo la notizia dell’arrivo di una nuova specie aliena, ogni nuovo organismo che riesce a stabilirsi in un ecosistema può alterare equilibri costruiti in migliaia di anni di evoluzione. Nel caso della sardina di Golani, gli studiosi stanno cercando di comprendere quali effetti possa avere la loro presenza sulle popolazioni autoctone che occupano le stesse nicchie ecologiche.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




