Da Altavilla a Isola, se sei andato al mare te ne sei accorto: perché ci sono più alghe
Ciò che era solito avvenire una volta per stagione, ormai avviene più spesso: un fenomeno contribuisce a rendere questi episodi più frequenti. I dettagli
Il mare di Isola delle Femmine
Ogni estate succede puntualmente: tra la fine di luglio e l'inizio di agosto il litorale di Palermo cambia aspetto, causando alcuni problemi ai bagnanti. In molte spiagge e lungo diversi tratti di costa si accumulano ciuffi di alghe, foglie di Posidonia oceanica e altri residui vegetali che, trasportati dalle correnti, finiscono sulla battigia.
Contemporaneamente le alte temperature fanno sì che in alcuni luoghi, come dentro la baia di Mondello, le microalghe prendano il sopravvento, cominciando a moltiplicarsi senza sosta, cambiando il colore naturale del mare.
Per molti bagnanti questa variazione di colore è il segnale di un mare "sporco", ma nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno naturale, legato all'alternarsi delle stagioni, alle condizioni meteo-marine e alle temperature sempre più elevate del Mediterraneo.
Il periodo compreso tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto rappresenta infatti uno dei momenti in cui il mare raggiunge le temperature superficiali più alte dell'anno. Le acque, ormai riscaldate da settimane di sole intenso, modificano il proprio equilibrio fisico e biologico, favorendo una maggiore crescita delle alghe microscopiche e di quelle macroscopiche che vivono sulle rocce o sui fondali poco profondi.
Allo stesso tempo, le elevate temperature accelerano i processi di decomposizione del materiale vegetale già presente in mare, rendendo più evidente l'accumulo lungo le coste, con i famosi spiaggiamenti di Posidonia che tanto disturbo danno ai bagnanti (qui ricordiamo che i cumuli di Posidonia sono delle risorse estremamente importanti per la nostra costa e in caso di eccessivo accumulo possono essere sfruttati in diversi modi).
A questi problemi si aggiungono i cambi improvvisi di vento e le brevi mareggiate, capaci di smuovere i fondali costieri, che alla lunga favoriscono il trascinamento delle correnti verso riva delle alghe filamentose.
Negli ultimi anni, però, ciò che era solito avvenire una volta per stagione avviene più spesso: il cambiamento climatico sta infatti contribuendo a rendere questi episodi più frequenti e talvolta più intensi. Le ondate di calore marine, sempre più prolungate, per esempio, creano condizioni favorevoli alla proliferazione di alcune specie di alghe, soprattutto quelle opportuniste, capaci di crescere rapidamente quando la temperatura dell'acqua aumenta e sono disponibili nutrienti. Anche le attività umane possono avere un ruolo importante.
L'apporto di sostanze nutritive provenienti dai corsi d'acqua, dagli scarichi urbani depurati e dal dilavamento delle aree agricole – per non parlare della stessa presenza dei bagnanti in acqua, che con le creme solari, la loro pipì e il cibo contribuiscono ad arricchire di sostanze nutritive la costa - può aumentare la disponibilità di azoto e fosforo nelle acque costiere.
Questi elementi rappresentano un vero e proprio fertilizzante per molte specie algali, che in presenza di temperature elevate trovano le condizioni ideali per svilupparsi. Non significa necessariamente che il mare sia inquinato, ma che alcuni processi naturali vengono amplificati da fattori ambientali e antropici.
Naturalmente esistono anche situazioni in cui la presenza di alghe può indicare uno squilibrio dell'ambiente marino. Fioriture particolarmente estese, accompagnate da colorazioni insolite dell'acqua o da cattivi odori persistenti, possono essere legate a una crescita anomala di microalghe favorita da un eccesso di nutrienti.
Per questo motivo il monitoraggio della qualità delle acque costiere viene effettuato regolarmente dagli enti competenti, soprattutto durante la stagione balneare. Nella maggior parte dei casi, però, ciò che i palermitani osservano in questo periodo dell’estate è il risultato della combinazione tra caldo intenso, mare più caldo, correnti, venti e normale ciclo vitale della vegetazione marina. Un fenomeno che negli ultimi anni è diventato più evidente proprio perché il Mediterraneo sta cambiando in maniera drastica.
Contemporaneamente le alte temperature fanno sì che in alcuni luoghi, come dentro la baia di Mondello, le microalghe prendano il sopravvento, cominciando a moltiplicarsi senza sosta, cambiando il colore naturale del mare.
Per molti bagnanti questa variazione di colore è il segnale di un mare "sporco", ma nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno naturale, legato all'alternarsi delle stagioni, alle condizioni meteo-marine e alle temperature sempre più elevate del Mediterraneo.
Il periodo compreso tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto rappresenta infatti uno dei momenti in cui il mare raggiunge le temperature superficiali più alte dell'anno. Le acque, ormai riscaldate da settimane di sole intenso, modificano il proprio equilibrio fisico e biologico, favorendo una maggiore crescita delle alghe microscopiche e di quelle macroscopiche che vivono sulle rocce o sui fondali poco profondi.
Allo stesso tempo, le elevate temperature accelerano i processi di decomposizione del materiale vegetale già presente in mare, rendendo più evidente l'accumulo lungo le coste, con i famosi spiaggiamenti di Posidonia che tanto disturbo danno ai bagnanti (qui ricordiamo che i cumuli di Posidonia sono delle risorse estremamente importanti per la nostra costa e in caso di eccessivo accumulo possono essere sfruttati in diversi modi).
A questi problemi si aggiungono i cambi improvvisi di vento e le brevi mareggiate, capaci di smuovere i fondali costieri, che alla lunga favoriscono il trascinamento delle correnti verso riva delle alghe filamentose.
Negli ultimi anni, però, ciò che era solito avvenire una volta per stagione avviene più spesso: il cambiamento climatico sta infatti contribuendo a rendere questi episodi più frequenti e talvolta più intensi. Le ondate di calore marine, sempre più prolungate, per esempio, creano condizioni favorevoli alla proliferazione di alcune specie di alghe, soprattutto quelle opportuniste, capaci di crescere rapidamente quando la temperatura dell'acqua aumenta e sono disponibili nutrienti. Anche le attività umane possono avere un ruolo importante.
L'apporto di sostanze nutritive provenienti dai corsi d'acqua, dagli scarichi urbani depurati e dal dilavamento delle aree agricole – per non parlare della stessa presenza dei bagnanti in acqua, che con le creme solari, la loro pipì e il cibo contribuiscono ad arricchire di sostanze nutritive la costa - può aumentare la disponibilità di azoto e fosforo nelle acque costiere.
Questi elementi rappresentano un vero e proprio fertilizzante per molte specie algali, che in presenza di temperature elevate trovano le condizioni ideali per svilupparsi. Non significa necessariamente che il mare sia inquinato, ma che alcuni processi naturali vengono amplificati da fattori ambientali e antropici.
Naturalmente esistono anche situazioni in cui la presenza di alghe può indicare uno squilibrio dell'ambiente marino. Fioriture particolarmente estese, accompagnate da colorazioni insolite dell'acqua o da cattivi odori persistenti, possono essere legate a una crescita anomala di microalghe favorita da un eccesso di nutrienti.
Per questo motivo il monitoraggio della qualità delle acque costiere viene effettuato regolarmente dagli enti competenti, soprattutto durante la stagione balneare. Nella maggior parte dei casi, però, ciò che i palermitani osservano in questo periodo dell’estate è il risultato della combinazione tra caldo intenso, mare più caldo, correnti, venti e normale ciclo vitale della vegetazione marina. Un fenomeno che negli ultimi anni è diventato più evidente proprio perché il Mediterraneo sta cambiando in maniera drastica.
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