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Quali sono i mari più inquinati in Sicilia: di alcuni già lo sai, ma di altri non te l'aspetti

Il report di Goletta Verde ci rivela lo stato di salute dei mari siciliani. Nel Palermitano più del 60% dei punti monitorati presenta criticità. Ecco la mappa

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • 17 luglio 2026

Aci Trezza

La Sicilia continua a essere una delle mete balneari più amate del Mediterraneo, ma dietro l'immagine da paradiso estivo si nasconde una realtà decisamente meno rassicurante. A raccontarla è l'ultima campagna di monitoraggio di Goletta Verde di Legambiente, che quest'anno ha analizzato 23 punti lungo le coste dell'isola, tra mare, foci di fiumi e scarichi considerati particolarmente delicati.

Il risultato è una fotografia che accende più di un campanello d'allarme. Ben 16 campioni, pari a circa il 70% del totale, hanno evidenziato livelli di contaminazione microbiologica superiori ai limiti previsti, mentre soltanto sette sono risultati entro i parametri.

Le analisi, effettuate tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio nelle province di Messina, Palermo, Trapani, Catania, Agrigento e Caltanissetta, non servono a stabilire la balneabilità delle acque, compito che spetta alle autorità competenti, ma secondo gli ambientalisti rappresentano un indicatore molto efficace dello stato di salute degli impianti di depurazione e della gestione delle acque reflue.

Tra i casi che continuano a preoccupare c'è quello di Aci Trezza, nel Catanese. Per il sesto anno consecutivo il punto monitorato sul lungomare Galatea è stato giudicato fortemente inquinato, una situazione che secondo Legambiente riflette problemi di depurazione mai realmente risolti e il forte ritardo nella realizzazione del nuovo collettore fognario.

Guardando l'intera regione, la provincia che esce peggio dal monitoraggio è Agrigento. Tutti e tre i punti analizzati sono risultati fortemente inquinati: la foce del torrente Cansalamone a Sciacca, quella del fiume Naro ad Agrigento e la foce del Palma, a Marina di Palma, nel territorio di Licata.

Anche il Catanese non registra buone notizie: tutti e tre i campioni prelevati, compresi quelli alla Playa di Catania e alla foce del torrente Macchia a Sant'Anna di Riposto, hanno evidenziato valori oltre i limiti.

La situazione non migliora spostandosi verso la Sicilia occidentale. Nel Palermitano più del 60% dei punti monitorati presenta criticità. Sono risultati fortemente inquinati la foce dell'Oreto, quella del torrente Nocella tra Terrasini e Trappeto, lo scarico di via Messina Marine e la spiaggia di Ciammarita, mentre il tratto di mare alla foce del fiume Milicia è stato classificato come inquinato.

Solo tre località hanno superato il controllo senza particolari problemi: Punta Matese a Sferracavallo, la foce del torrente Ciachea a Carini e la spiaggia della Praiola a Terrasini.

Anche la provincia di Trapani mostra diverse criticità. Il mare davanti al depuratore di Marinella di Selinunte, la foce del fiume Delia a Mazara del Vallo e il lungomare Dante Alighieri di Trapani hanno fatto registrare valori superiori ai limiti microbiologici, mentre soltanto la spiaggia di San Cusumano, a Erice, è risultata nei parametri previsti.

A Messina il quadro è più variegato. Il mare davanti al depuratore Fossazzo di Milazzo è risultato regolare, ma la foce del torrente Patrì, a Barcellona Pozzo di Gotto, è stata giudicata inquinata e quella del canale di Valdina addirittura fortemente inquinata.

Più confortante, invece, la situazione nel Nisseno, dove i due punti monitorati a Marina di Butera e a Gela sono risultati entrambi entro i limiti.

Oltre alla qualità delle acque, Goletta Verde ha acceso i riflettori anche sull'informazione destinata ai cittadini. In quasi un punto su due mancavano i cartelli che segnalano il divieto di balneazione, mentre quelli dedicati alla qualità delle acque erano praticamente assenti: solo due punti monitorati disponevano di pannelli informativi. Un dato che, sebbene in lieve miglioramento rispetto allo scorso anno, continua a essere considerato insufficiente per garantire ai bagnanti un'informazione chiara sui possibili rischi.

Secondo Legambiente il problema resta soprattutto strutturale. Molti dei campioni con valori elevati sono stati prelevati proprio in prossimità di foci e depuratori, segno che gli impianti, in numerosi casi, non riescono a trattare adeguatamente le acque reflue prima che raggiungano il mare. Una situazione che si ripete da anni e che continua a pesare sulla qualità dell'ambiente costiero siciliano.

Durante la presentazione dei risultati è stato affrontato anche il tema del nuovo Piano Regolatore del porto di Catania. L'associazione ambientalista esprime forti perplessità sul progetto, ritenendo che l'espansione prevista possa compromettere aree di grande valore naturalistico, come la scogliera di Armisi e il torrente Acquicella, sostituendo interventi di riqualificazione con nuove opere in cemento.

La campagna di monitoraggio di quest'anno assume inoltre un significato particolare perché coincide con il quarantesimo anniversario di Goletta Verde, l'iniziativa con cui Legambiente percorre ogni estate le coste italiane per monitorare lo stato di salute del mare. Da quarant'anni il suo obiettivo resta lo stesso: individuare le principali criticità ambientali, sensibilizzare cittadini e amministrazioni e ricordare che un mare pulito non dipende soltanto dalla bellezza delle spiagge, ma soprattutto da reti di depurazione efficienti, controlli costanti e investimenti che permettano di proteggere uno dei patrimoni naturali più preziosi della Sicilia.
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