SCUOLA E UNIVERSITÀ

L'asilo nido pronto (che resta chiuso) a Palermo: l'odissea allo Sperone continua

È pronto, ma resta al palo e il suo quartiere non ci sta: si è svolta ieri (27 agosto) la fiaccolata per l'apertura desiderata dell’asilo nido allo Sperone. Ve la raccontiamo

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • 28 agosto 2026

Fiaccolata asilo nido allo Sperone

È pronto, ma resta al palo e il suo quartiere non ci sta: si è svolta ieri (27 agosto) la fiaccolata per la tanto desiderata apertura dell’asilo nido di via XXVII Maggio, allo Sperone di Palermo. Un momento di comunità animato da associazioni, cittadini e istituzioni, per dire a gran voce: l’asilo è un servizio essenziale e non può restare chiuso.

«La nostra comunità non vuole rassegnarsi al buio e alla privazione di servizi e diritti essenziali - racconta a Balarm Alessandra Di Bartolo, dirigente dell’istituto comprensivo Sperone-Pertini - quella di oggi vuole essere una passeggiata tranquilla, non vuole essere una manifestazione di rabbia, ma di presenza per qualcosa: per avere una struttura al servizio della comunità territoriale».

L’asilo nido, infatti, nonostante sia stato consegnato alla comunità già il 10 agosto, al termine dei lavori, non aprirà prima del 2027: «Questo asilo nido è stato desiderato moltissimo dal quartiere, ma abbiamo paura che non parta - dichiara Monica Garraffa dell’associazione "L’arte di Crescere".

Si dice che probabilmente potrebbe aprire nel 2027, ma è troppo tardi. Abbiamo paura possa essere vandalizzato, serve aprire il prima possibile. Stessa cosa vale per il Centro Sociale, abbandonato a se stesso e ricoperto dalle sterpaglie: deve essere riattivato e ridato alla comunità».

Per chi ha partecipato alla fiaccolata, infatti, è fondamentale non solo l’apertura tempestiva dell’asilo nido ma anche del centro sociale, opportunità che ad oggi manca nel quartiere: «non ci sono altri centri servizi, non ci sono spazi dove le persone, le mamme o i bambini possono incontrarsi e fare comunità» conclude Garraffa.

Le parole di Giuseppe Federico

Alla manifestazione erano presenti anche le istituzioni, tra cui il presidente della Seconda Circoscrizione, Giuseppe Federico:
«È necessario che l’amministrazione capisca che c’è una comunità, c’è un quartiere che - dopo cinquant’anni - vuole questa scuola finalmente aperta.

Sono certo che l’amministrazione farà il possibile per aprire a stretto giro. Dal canto nostro chiederemo notizie ogni giorno, fino a quando non avremo certezze sui lavori che verranno portati avanti, per ottenere una data vicina per l’apertura di questa scuola. Il territorio ha bisogno di questa struttura aperta per consentire alle famiglie di avere uno spazio dove poter lasciare i bambini in sicurezza e andare a lavorare».

L'asilo che resta chiuso

La mancata apertura delle due strutture è un simbolo, per i residenti, della marginalità del quartiere, che sembra essere costantemente abbandonato dalle istituzioni, che non riescono a garantire dei servizi essenziali. «Ci sono delle cittadine e dei cittadini che sentono ancora il bisogno di cura, questo luogo è ancora una volta abbandonato dalle istituzioni - dice l'artista Igor Scalisi Palminteri, che ha realizzato, tra i vari murales anche “Sangu e Latti”, dedicato proprio all’asilo nido.

Abbiamo un asilo nido che è quasi pronto, ma che non apre. E mi sento di dire, ancora più grave, un centro di servizi sociali del Comune restaurato a puntino che ha funzionato solo per qualche mese e da un anno e mezzo è fermo. Questo è mancanza di rispetto, mancanza di cura nei confronti delle cittadine, dei cittadini, delle bambine e dei bambini dello Sperone. Non ci rassegniamo alle bugie che ogni volta i politici e le politiche di turno raccontano a noi dello Sperone».

La fiaccolata, dunque, è stato un modo per puntare ancora una volta i riflettori su un quartiere che si sente abbandonato, che è stanco di aspettare tempi infiniti per l’apertura di strutture importanti per i residenti ma soprattutto per ribadire che il quartiere Sperone merita la stessa dignità degli altri quartieri di Palermo.
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