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I laureati di Unipa tra i meglio pagati in tutta Italia: la classifica parla chiaro

Che l’Università degli Studi di Palermo sia tra gli atenei più prestigiosi e attrattivi in tutta Italia non ci sono dubbi, ma eccelle anche in un'altra classifica

Balarm
La redazione
  • 10 agosto 2026

Studentessa

Una cosa è certa: la laurea a UniPa vale tanto, anche in termini di retribuzione futura. Sì, perché che l’Università degli Studi di Palermo sia tra gli atenei più prestigiosi e attrattivi in tutta Italia non ci sono dubbi, ma ha conquistato anche un posto tra i migliori atenei italiani per la retribuzione annua lorda dei laureati tra i 25 e i 34 anni. A certificarlo è l’University Report 2026 dell’Osservatorio JobPricing, che analizza le dinamiche retributive nel mercato del lavoro italiano.

Con una RAL media di 35.769 euro, i giovani laureati dell’Ateneo palermitano raggiungono il decimo posto nella classifica nazionale, registrando una retribuzione superiore del 4% rispetto alla media. Ma non è finita qui: questo risultato conferma un primato significativo: è l’ateneo del Mezzogiorno meglio posizionato nel report di JobPricing.

Un dato che non riguarda soltanto gli stipendi, ma che dice tanto sul valore della formazione universitaria, soprattutto quando parliamo del passaggio dagli studi al mondo del lavoro. Unipa si conferma infatti tra gli atenei generalisti italiani con performance superiori alla media.

«Questo risultato dimostra come la formazione universitaria possa rappresentare un concreto strumento di crescita personale e professionale, e anche di sviluppo del territorio – dichiara il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri –. Il fatto che i nostri giovani laureati raggiungano una retribuzione superiore rispetto alla media nazionale, e che UniPa sia il primo ateneo del Mezzogiorno in questa classifica, significa che riusciamo a garantire ai nostri studenti un'offerta didattica di alto livello, al passo con le sfide e le evoluzioni del mondo del lavoro».

«Il nostro obiettivo è quello di rendere sempre più centrale il legame tra formazione, ricerca, innovazione e mondo delle imprese – conclude il rettore Midiri – In un contesto come quello del Mezzogiorno, dove la vera sfida è creare le condizioni perché i giovani possano trovare nella propria terra un’occupazione stabile, qualificata e adeguatamente retribuita, è fondamentale che un’istituzione universitaria sappia preparare in modo adeguato i propri laureati a un inserimento lavorativo all’altezza delle richieste del mercato».
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