È pronto ma non apre a Palermo: l'ex "casa degli orrori" sarà un asilo nido (tra un anno)
Costruito nel '77 e mai entrato in funzione, nonostante sia pronto non apre: il nido dello Sperone continua a non avere pace. L'intervista ad Antonella Di Bartolo
Asilo nido allo Sperone (foto di Antonella Di Bartolo)
Costruito nel '77 e mai entrato in funzione, adesso nonostante sia pronto resta al palo per più di un anno: l'asilo nido di via XXVII Maggio nel cuore dello Sperone continua a non avere pace. Chiamata dai piccoli come la "casa degli orrori" per l'aspetto spettrale, dopo anni di battaglie finalmente è stata dato un volto nuovo e dignità alla scuola tanto attesa, ma purtroppo non è abbastanza e resta chiusa.
L'asilo nido, un servizio essenziale per le famiglie e dedicato ai piccolissimi da 0 a 3 anni, rischia di restare chiuso fino a settembre 2027, ma lo Sperone non ci sta: «Non ha mai avuto pace, è stato consegnato per la prima volta nel '77 a servizio delle case popolari - racconta a Balarm Antonella Di Bartolo, dirigente dell'Istituto Comprensivo Sperone-Pertini -.
Essendo un quartiere popolare, lo Sperone prevedeva strutture comunali che ovviamente non possono essere gestiti dall'Istituto comprensivo. Ciò non toglie che resta una battaglia di quartiere. Noi ci occupiamo di educazione e di donne, gli asili nido sono fondamentali per la comunità.
La scuola è stata più volte allestita, ma non aprendo mai è stata depredata negli anni. Adesso è pronta ma non è utilizzata». La sua storia ve l'avevamo già raccontata in un precedente articolo, dove la dirigente ci aveva rivelato com'è stata la prima volta in cui si era imbattuta in questa struttura fantasma.
«È stato 10 anni fa. Ero in consiglio d'istituto e mi accorgo di questo edificio totalmente devastato e quando ho chiesto "Cos'è questa schifezza?", le mamme mi hanno detto che si trattava di un asilo nido costruito nel '77 e mai entrato in funzione, neanche per un giorno.
I bambini la chiamavano la "casa degli orrori" anche se i piccoli andavano a giocare lì. Il cantiere non è partito prima d'ora per mancanze di permessi, è stato incendiato, si è pensato a come recuperarlo o se abbatterlo. Dopo la verifica della Protezione Civile, è stato ritenuto non economicamente conveniente di recupero. Con la prima giunta Orlando e la delibera del 2016 con l'assessore Arcuri, è stata autorizzata la demolizione a febbraio 2019.
Da lì con l'intervento della scuola "Sperone - Pertini" e l'Ordine degli architetti, è stata portata avanti la progettazione di Lab Sperone Children (un laboratorio di rigenerazione per un'area del quartiere Sperone, ndr) che il 6 maggio è stato consegnato al sindaco Orlando».
Dopo l'abbattimento nel febbraio del 2019, nessun cantiere si è mai visto all'orizzonte: «Il primo murale allo Sperone "Sangu e Latti", destinato all'asilo, è stato donato al quartiere. Non a caso realizzato lì. Comunque il cantiere è rimasto fermo fino ad agosto 2024. Da lì con i fondi Pnrr, iniziano i lavori degli operai.
Guardavo quel cantiere come fosse casa mia, ma giorno dopo giorno si impoverisce davanti ai nostri occhi. Viene rubato il bagno chimico, via le transenne e improvvisamente l'abbandono intorno al 22 novembre 2024».
Si pensava che questa situazione di stasi fosse legata al periodo natalizio, ma non si trattava di questo. Dopo i mesi di silenzio, lo Sperone si fa sentire: «Con il gruppo "Le Rosalie Ribelli" denunciamo tutto questo con la manifestazione "Questa non è un'opera d'arte" perché il quartiere non ci sta.
Secondo il Pnrr, la durata del cantiere doveva essere di 18 mesi, quindi insieme al collettivo abbiamo appeso alle transenne il 25 marzo 18 bambolotti, uno per ogni mese incollati come la banana di Cattelan».
I lavori restano fermi perché la ditta che vinto l'appalto ha subito intimidazioni: «Ho appreso questa notizia dalla stampa - prosegue la dirigente -. Ma il 23 maggio di quest'anno il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l'assessore all'Istruzione e all'Edilizia Scolastica Aristide Tamajo hanno autorizzato l'avvio del cantiere. In una data estremamente simbolica per Palermo, arrivano gli operai e il cantiere si riapre timidamente».
Dopo anni finalmente la struttura verrà consegnata al quartiere proprio oggi lunedì 10 agosto, ma la dirigente si chiede come si possa proteggere la scuola fino a settembre, per un mese intero: «Lo sappiamo come funzionano le cose nel momento in cui l'asilo non viene presidiato - continua Antonella Di Bartolo -. Ho temuto che in poco più di 30 giorni potesse succedere il peggio, ma secondo il cronoprogramma l'apertura è prevista, invece, per settembre 2027. Una notizia che mi ha sconvolta».
Sembrerebbe che manchino le ultime autorizzazioni per il completamento dell'opera: «Mancano le ultime autorizzazioni - conferma Antonella Di Bartolo - e secondo quanto ci ha riferito il Comune di Palermo non hanno preso le iscrizioni perché non sapevano se il nido foose a disposizione. Ma - conclude la dirigente - il regolamento comunale parla chiaro: le iscrizioni si possono prendere da dicembre 2026 e in caso di disponibilità di nuove strutture è possibile fare delle iscrizioni tardive».
Una situazione che preoccupa l'intero quartiere che da anni si vede sottratto uno dei servizi più importanti per la comunità. Non soltanto per l'educazione dei piccoli, ma anche per le famiglie e le donne che spesso si ritrovano da sole a dover gestire bimbi sacrificando tutto pur di sopperire a una mancanza reale.
Un punto di riferimento vittima di barbarie e incuria, dove prostituzione e traffico di droga sono tristemente all'ordine del giorno, vuole soltanto rinascere per restituire dignità e sicurezza a chi vive ogni giorno in questa periferia. Ma nell'attesa lo Sperone non si ferma, anzi conferma la sua volontà di presidiare il nido anche in orario notturno.
«Apprendiamo che lunedì l’asilo nido di via XXVII Maggio verrà ufficialmente consegnato all’Amministrazione comunale, a seguito della conclusione dei lavori - dichiara il presidente della seconda Circoscrizione Giuseppe Federico -.
Si chiude così una vicenda lunga e complessa, attesa da anni dalla comunità dello Sperone. In attesa che la struttura venga messa pienamente a regime e possa finalmente accogliere i bambini del quartiere, siamo certi che l’Amministrazione adotterà tutte le misure necessarie per garantirne la tutela, prevenendo occupazioni, atti vandalici o intrusioni da parte di malintenzionati.
Qualora venisse meno un presidio costante da parte dell’Amministrazione, la II Circoscrizione è pronta ad assumere un ruolo diretto di vigilanza, mettendo in campo ogni azione utile a proteggere la struttura.
Il Consiglio ha già manifestato piena disponibilità a garantire una presenza continuativa, anche con presidi notturni all’interno dell’asilo, e – se necessario – coinvolgeremo associazioni e cittadini attivi del territorio per assicurare un controllo civico efficace e responsabile.
Il sogno che da settembre l’asilo nido possa aprire le sue porte ai piccoli dello Sperone rappresenta un traguardo fondamentale per la dignità del quartiere e per i diritti delle famiglie. La II Circoscrizione continuerà a vigilare, sostenere e difendere questo bene comune fino alla sua piena operatività».
L'asilo nido, un servizio essenziale per le famiglie e dedicato ai piccolissimi da 0 a 3 anni, rischia di restare chiuso fino a settembre 2027, ma lo Sperone non ci sta: «Non ha mai avuto pace, è stato consegnato per la prima volta nel '77 a servizio delle case popolari - racconta a Balarm Antonella Di Bartolo, dirigente dell'Istituto Comprensivo Sperone-Pertini -.
Essendo un quartiere popolare, lo Sperone prevedeva strutture comunali che ovviamente non possono essere gestiti dall'Istituto comprensivo. Ciò non toglie che resta una battaglia di quartiere. Noi ci occupiamo di educazione e di donne, gli asili nido sono fondamentali per la comunità.
La scuola è stata più volte allestita, ma non aprendo mai è stata depredata negli anni. Adesso è pronta ma non è utilizzata». La sua storia ve l'avevamo già raccontata in un precedente articolo, dove la dirigente ci aveva rivelato com'è stata la prima volta in cui si era imbattuta in questa struttura fantasma.
«È stato 10 anni fa. Ero in consiglio d'istituto e mi accorgo di questo edificio totalmente devastato e quando ho chiesto "Cos'è questa schifezza?", le mamme mi hanno detto che si trattava di un asilo nido costruito nel '77 e mai entrato in funzione, neanche per un giorno.
I bambini la chiamavano la "casa degli orrori" anche se i piccoli andavano a giocare lì. Il cantiere non è partito prima d'ora per mancanze di permessi, è stato incendiato, si è pensato a come recuperarlo o se abbatterlo. Dopo la verifica della Protezione Civile, è stato ritenuto non economicamente conveniente di recupero. Con la prima giunta Orlando e la delibera del 2016 con l'assessore Arcuri, è stata autorizzata la demolizione a febbraio 2019.
Da lì con l'intervento della scuola "Sperone - Pertini" e l'Ordine degli architetti, è stata portata avanti la progettazione di Lab Sperone Children (un laboratorio di rigenerazione per un'area del quartiere Sperone, ndr) che il 6 maggio è stato consegnato al sindaco Orlando».
Dopo l'abbattimento nel febbraio del 2019, nessun cantiere si è mai visto all'orizzonte: «Il primo murale allo Sperone "Sangu e Latti", destinato all'asilo, è stato donato al quartiere. Non a caso realizzato lì. Comunque il cantiere è rimasto fermo fino ad agosto 2024. Da lì con i fondi Pnrr, iniziano i lavori degli operai.
Guardavo quel cantiere come fosse casa mia, ma giorno dopo giorno si impoverisce davanti ai nostri occhi. Viene rubato il bagno chimico, via le transenne e improvvisamente l'abbandono intorno al 22 novembre 2024».
Si pensava che questa situazione di stasi fosse legata al periodo natalizio, ma non si trattava di questo. Dopo i mesi di silenzio, lo Sperone si fa sentire: «Con il gruppo "Le Rosalie Ribelli" denunciamo tutto questo con la manifestazione "Questa non è un'opera d'arte" perché il quartiere non ci sta.
Secondo il Pnrr, la durata del cantiere doveva essere di 18 mesi, quindi insieme al collettivo abbiamo appeso alle transenne il 25 marzo 18 bambolotti, uno per ogni mese incollati come la banana di Cattelan».
I lavori restano fermi perché la ditta che vinto l'appalto ha subito intimidazioni: «Ho appreso questa notizia dalla stampa - prosegue la dirigente -. Ma il 23 maggio di quest'anno il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l'assessore all'Istruzione e all'Edilizia Scolastica Aristide Tamajo hanno autorizzato l'avvio del cantiere. In una data estremamente simbolica per Palermo, arrivano gli operai e il cantiere si riapre timidamente».
Dopo anni finalmente la struttura verrà consegnata al quartiere proprio oggi lunedì 10 agosto, ma la dirigente si chiede come si possa proteggere la scuola fino a settembre, per un mese intero: «Lo sappiamo come funzionano le cose nel momento in cui l'asilo non viene presidiato - continua Antonella Di Bartolo -. Ho temuto che in poco più di 30 giorni potesse succedere il peggio, ma secondo il cronoprogramma l'apertura è prevista, invece, per settembre 2027. Una notizia che mi ha sconvolta».
Sembrerebbe che manchino le ultime autorizzazioni per il completamento dell'opera: «Mancano le ultime autorizzazioni - conferma Antonella Di Bartolo - e secondo quanto ci ha riferito il Comune di Palermo non hanno preso le iscrizioni perché non sapevano se il nido foose a disposizione. Ma - conclude la dirigente - il regolamento comunale parla chiaro: le iscrizioni si possono prendere da dicembre 2026 e in caso di disponibilità di nuove strutture è possibile fare delle iscrizioni tardive».
Una situazione che preoccupa l'intero quartiere che da anni si vede sottratto uno dei servizi più importanti per la comunità. Non soltanto per l'educazione dei piccoli, ma anche per le famiglie e le donne che spesso si ritrovano da sole a dover gestire bimbi sacrificando tutto pur di sopperire a una mancanza reale.
Un punto di riferimento vittima di barbarie e incuria, dove prostituzione e traffico di droga sono tristemente all'ordine del giorno, vuole soltanto rinascere per restituire dignità e sicurezza a chi vive ogni giorno in questa periferia. Ma nell'attesa lo Sperone non si ferma, anzi conferma la sua volontà di presidiare il nido anche in orario notturno.
«Apprendiamo che lunedì l’asilo nido di via XXVII Maggio verrà ufficialmente consegnato all’Amministrazione comunale, a seguito della conclusione dei lavori - dichiara il presidente della seconda Circoscrizione Giuseppe Federico -.
Si chiude così una vicenda lunga e complessa, attesa da anni dalla comunità dello Sperone. In attesa che la struttura venga messa pienamente a regime e possa finalmente accogliere i bambini del quartiere, siamo certi che l’Amministrazione adotterà tutte le misure necessarie per garantirne la tutela, prevenendo occupazioni, atti vandalici o intrusioni da parte di malintenzionati.
Qualora venisse meno un presidio costante da parte dell’Amministrazione, la II Circoscrizione è pronta ad assumere un ruolo diretto di vigilanza, mettendo in campo ogni azione utile a proteggere la struttura.
Il Consiglio ha già manifestato piena disponibilità a garantire una presenza continuativa, anche con presidi notturni all’interno dell’asilo, e – se necessario – coinvolgeremo associazioni e cittadini attivi del territorio per assicurare un controllo civico efficace e responsabile.
Il sogno che da settembre l’asilo nido possa aprire le sue porte ai piccoli dello Sperone rappresenta un traguardo fondamentale per la dignità del quartiere e per i diritti delle famiglie. La II Circoscrizione continuerà a vigilare, sostenere e difendere questo bene comune fino alla sua piena operatività».
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