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La Sicilia ferita da 350 roghi: "Attacchi criminali", richiesti droni e termocamere

Il bilancio pesante della protezione civile: oltre 300 incendi, di cui 10 più vasti che hanno colpito case e impianti. Parte una petizione per chiedere interventi mirati

Balarm
La redazione
  • 23 luglio 2026

Da tre giorni la Sicilia brucia. Un vero e proprio cerchio di fuoco ha avvolto l'Isola, con roghi che hanno distrutto ettari di macchia mediterranea, minacciato case e fatto evacuare diverse famiglie. È successo a Castronovo di Sicilia, a Bisacquino, a Santo Stefano di Quisquina, a San Cataldo, dove un vigile del fuoco è morto colto da un malore proprio mentre era al lavoro per sedare le fiamme.

Ancora, incendi a San Martino delle Scale, al Villaggio Montano - anche qui è stato necessario sgomberare abitazioni lambite dal fuoco - , a Casaboli a Monreale, tra i roghi più intensi e difficili da domare che si sono abbattuti in provincia di Palermo. Qui, ha bruciato pure Montagna Longa, nel territorio di Carini. Le fiamme hanno sconvolto pure la città, quando nella sera fra il 21 e il 22 luglio, sono andati a fuoco gli alberi a Borgo Nuovo.

Secondo le stime della protezione civile regionale, sono stati oltre 350 gli incendi di cui 10 più grandi che interessano case e impianti e hanno comportato evacuazione precauzionale delle persone. Circa 6000 gli operatori in campo fra forestale, vigili del fuoco, volontari di protezione civile. 10 elicotteri della flotta regionale e quasi 10 fra canadair ed elicotteri della flotta statale. «Uno spiegamento enorme e costoso di uomini e di mezzo e danni notevoli all’ambiente e alle costruzioni. Tutto ciò innescato da mano umana, da delinquenti e da malati - dice Salvo Cocina, capo della protezione civile regionale - La prevenzione e la lotta agli incendi non è più un problema tecnico e organizzativo ma un problema sociale e di ordine pubblico».

Gli incendi d'estate infatti non sono una novità nell'Isola, purtroppo. Si tratta di un copione che ripete identico quasi ogni anno. «Vedere la Sicilia bruciare ogni estate non è più tollerabile; è una ferita aperta che si ripete puntualmente ogni anno». Inizia così il testo di una petizione lanciata su Change.org, che chiede alla Regione di mettere in campo droni e termocamere per evitare i roghi e stanare l'azione criminale dei piromani.

«Ogni anno - si legge ancora nella petizione -, incendi devastanti causano danni irreparabili al nostro ecosistema e alterano gravemente la qualità della vita degli abitanti. Gli incendi non sono solo una minaccia immediata per le nostre foreste e fauna selvatica, ma influiscono anche sul turismo.

Si propone l'adozione sistematica di droni equipaggiati con termocamere e intelligenza artificiale per il monitoraggio H24 e la prevenzione degli incendi in Sicilia. Utilizzando questa tecnologia avanzata, possiamo individuare tempestivamente le aree a rischio e intervenire prontamente per evitare disastri ambientali. I droni, con la loro capacità di sorvolare vaste aree, offriranno una sorveglianza continua e accurata, identificando anche i più piccoli focolai prima che diventino inarrestabili».

Aderendo alla raccolta firme, si sostiene l'appello lanciato alla Regione Siciliana« affinché consideri l'adozione di questi strumenti avanzati e prenda seri e immediati provvedimenti per preservare la nostra Isola dagli incendi».
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